Salute & Bellezza

IL LINGUAGGIO SEGRETO DEI COLORI: L’ARMOCROMIA.

L’armonia dei colori è una componente essenziale nell’Arte, riferimento fondamentale per la ricerca del canone estetico in pittura e architettura.

Secondo la tradizione ermetica, la “Cromoterapia, nata come medicina alternativa con lo scopo di sfruttare il significato dei colori e i loro effetti sui processi psichici e fisici dell’uomo, era presente già tra i popoli antichi che utilizzavano minerali, pietre, cristalli e unguenti e persino muri colorati in modo differente a seconda dell’influenza ricercata per modificare questo o quello stato d’animo o di salute.

La mitologia egiziana, per esempio, assegnava al dio Thot la scoperta della cromoterapia, disciplina che affibbiava un nome ad ogni colore e ne identificava un pontenziale, ovvero una funzionalità come il nero (KeM), simbolo di fertilità, il giallo (KeNiT) che, come nell’alchimia, rappresentava la divinità solare e quindi un irraggiamento continuo dell’essere e il rosso (DeSHeR) che, con i suoi richiami al fuoco e al sangue, poteva essere sia sinonimo di un comportamento vizioso e perverso andando dall’estrema ostilità del “deserto” al comportamento “folle”, che sinonimo di bontà perché collegato ad un cuore forte e rigenerato.

Per evidenziare poi l’imprescindibile rapporto tra l’uso di colori specifici e la cura di alcune malattie, potremmo fare riferimento al corpo di un uomo mummificato circa cinquemila anni fa e ritrovato sulle Alpi italiane, la “Mummia di Similaun“, dove sono stati rintracciati dei tatuaggi colorati in maniera particolare ed eseguiti sulla pelle delle articolazioni colpite dall’artrite.

I Greci associavano i colori ai quattro elementi fondamentali (acqua, fuoco, terra, aria) e questi a loro volta ai quattro “umori” o “fluidi del corpo” (la bile gialla o nera, il sangue rosso, il flegma bianco, etc.).

La salute, perciò, era risultante dell’equilibrio di questi elementi e la malattia ne era il conseguente sbilanciamento.

I colori, così come erano associati agli umori, venivano anche utilizzati come trattamento contro le malattie, tanto che il medico Avicenna, credendo che il colore fosse un sintomo osservabile dei malanni, ideò una particolare carta che metteva in relazione i colori con la temperatura e la condizione fisica del corpo, come la carta blu, consigliata in caso di emorragie perché favoriva più velocemente la coagulazione del sangue.

In India la medicina ayurvedica ha sempre tenuto conto di come i colori influenzino l’equilibrio dei Chakra, i centri di energia sottile associati alle principali ghiandole del corpo, così come in Cina si affidava il proprio benessere fisico all’azione dei vari colori, come il giallo che metteva in sesto l’intestino e il violetto che arginava gli attacchi epilettici.

Con l’avvento del Cristianesimo, nel Medioevo la Cromoterapia fu esorcizzata come culto pagano e in seguito declassata, durante l’Illuminismo, come pseudoscienza perché priva di basi scientifiche.

Per la riscoperta dell’importanza dei colori sul condizionamento dei propri umori dovremo aspettare il 1817 con la pubblicazione del libro The influence of the blue ray of the sunlight and the blue color of the sky” di Augustus J. Pleasanton, scrittore che sosteneva che la luce del sole, filtrata attraverso vetri blu, potesse acquistare forti proprietà curative.

L’uso del colore non ha quindi scopo solamente terapeutico ma preventivo visto che il colore, essendo un’onda, risulterebbe essere una forma di energia.

Per la cromoterapia, se siamo attirati da certi colori in particolari momenti è anche perché siamo carenti dell’energia prodotta da quei colori, come quando il medico scandinavo Oscar Brunler iniziò ad utilizzare, durante la Seconda Guerra Mondiale, radiazioni giallo-arancio sul fegato di diabetici per ridurre le quantità giornaliere di insulina e il rosso per aiutare soldati alcolizzati a smettere di bere, colore, il rosso, per altro usato per anche negli anni Trenta del Novecento da Raymond Twyeffort per risolvere problemi legati alle fobie e a dolori gastrici dei suoi pazienti.

Visto che i colori possono quindi essere assorbiti dal nostro organismo in diversi modi, come attraverso le irradazioni luminose tramite speciali filtri, gli alimenti, la luce solare o gli abiti, il loro sapiente utilizzo condizionerebbe anche lo spettro psichico.

Gli ospedali di San Bartolo di Vicenza e il Niguarda di Milano utilizzano oggi i colori come aiuto psicologico alla guarigione tanto che gli ambienti sono pensati come percorsi fluidi umanizzati dall’uso sapiente delle tonalità come il blu e il celeste e il verde considerati colori riposanti e spazi di giallo e arancione per le attività più dinamiche, banditi il bianco che deprimerebbe il paziente, il blu associato al dolore fisico e il rosso al senso di ansia e pericolo.

L’ARMOCROMIA.

In ambito estetico, l’Armocromia è una disciplina nata negli Stati Uniti che aiuta a determinare la gamma dei colori che è ‘in armonia’ con le cromie di pelle, occhi e capelli di una persona.

Questo sistema basato sulla cromatica e la classificazione del singolo individuo è stato ideato dall’artista svizzero Johannes Itten in “L’Arte del colore” (1961), libro in cui espone una nuova teoria dei colori che tiene conto delle due caratteristiche principali del colore: la temperatura (caldo o freddo) o il valore (chiaro o scuro).

Partendo dalla temperatura, Itten divide i colori in colori caldi a base gialla e in colori freddi a base blu.

Ogni persona nasce infatti con dei colori naturali della pelle e dei capelli che, a seconda di parametri come la temperatura (calda o fredda) e del valore (quanto è chiara o scura una persona complessivamente, quindi occhi, capelli naturali, pelle), rispecchiano quelli presenti in natura in una determinata stagione dell’anno.

Grazie all’analisi cromatica e alla classificazione del singolo individuo nel sistema, è facile individuare quali sono le nuance di ombretti, fondotinta, tinte per capelli e outfit d’abbigliamento adatte e quali quelle che invece tirano fuori i nostri difetti.

Da questa suddivisione nata osservando la natura, ovvero l’alternarsi delle stagioni, Itter ha creato quattro categorie cromatiche precise (che con il tempo sono addirittura diventate 16!) corrispondenti alle quattro stagioni e le ha collegate all’essere umano: inverno, estate, primavera e autunno.

Per poter capire a quale stagione si appartiene, bisogna sottoporsi all’armocromia test, ovvero all’analisi del colore.

Il più comune è il “draping” ovvero posizionarsi di fronte ad uno specchio con i capelli legati e la luce naturale del giorno, accostando al proprio viso indumenti e ombretti di diversi colori per notare come cambia la nostra percezione della pelle accanto ad ogni differente tonalità.

Un altro metodo è quello di fare il test con i drappi Oro e Argento, ovvero accostare al proprio viso maglie, dei vestiti o dei pezzi di stoffa avanzata oro e argento per individuare quale tonalità risalti di più.

Se il proprio viso risalterà di più con il drappo oro, significa che si fa parte di un sottotono caldo, e quindi si è primavera o autunno.

Se invece si illuminerà di più con il drappo argento significa che si ha un sottotono freddo ed ecco perché staranno meglio i colori dedicati all’estate o all’inverno.

Ultimamente anche in molti centri estetici è possibile richiedere il test dei colori.

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I colori caldi e luminosi corrispondono a quelli che normalmente predominano in natura durante la primavera ovvero: il verde mela, il verde smeraldo, il viola pervinca, il corallo, il turchese, l’oro chiaro, il giallo tipico dei narcisi che sbocciano ad aprile, l’arancione, il rosso aranciato, mentre quelli freddi e chiari corrispondono ai colori dei paesaggi estivi come: il blu mare, il celeste, tutti i lilla del glicine in fiore o dei campi di lavanda, il rosso rosato dell’anguria.

Le tonalità di colori caldi e scuri che invece ricordano i colori autunnali sono: fuoco, l’arancione della zucca ad Halloween, tutti i marroni delle caldarroste e cioccolata, il rosso del vino bevuto davanti un camino, il bronzo e l’oro delle foglie che cadono, il verde militare ed il verde bottiglia degli alberi, il rosso del sole al tramonto.

Le tonalità di colori freddi e scuri presenti in inverno richiamano a tutti i paesaggi innevati: il bianco ghiacciato della neve, il marrone nero dei tronchi d’albero spogli, il nero del carbone, il blu scuro del mare d’inverno, il rosso delle bacche Biancospino le cui bacche mature assumono un meraviglioso color rosso rubino, il viola blu delle bacche di ginepro, il grigio dei tetti delle case d’inverno.

Le 4 stagioni. Scopri i colori adatti a te!

Armocromia: la Primavera

Primavera. Sei della primavera se hai i capelli di un colore caldo, quindi biondo o castano chiaro con sfumature dorate. La carnagione è chiara verso il beige e gli occhi devono avere una componente gialla.

Primavera scura: colori caldi di base ma dalle tinte più scure.

Primavera chiara: colori caldi e nuance dorate.

Primavera pura: carnagione, occhi e capelli chiari dorati.

Primavera media: colori medio-chiari e caldi.

Armocromia: l’Estate

Estate. La donna estate ha colori di base estremamente chiari ma sottotono freddo, a differenza di quella primavera. Ha occhi nei toni dell’azzurro ghiaccio e pelle candida.

Estate scura: capelli chiari, carnagione ambrata e occhi freddi.

Estate chiara: occhi ghiaccio, capelli chiari e carnagione fredda.

Estate pura: pelle chiara, capelli medio-scuri con sottotono rosso e occhi chiari freddi.

Estate media: nuance fredde ma carnagione effetto bronzé.

Armocromia: l’Autunno

Autunno. L’autunno, così come la primavera, individua la donna dai colori caldi che tendono, però, al sottotono rosso.

Autunno scuro: tonalità di marroni forti su occhi e capelli e carnagione calda.

Autunno chiaro: come quello scuro ma con sfumature più leggere.

Autunno puro: colori di base tra marrone e rosso.

Autunno medio: sfumature di marrone.

Armocromia: l’Inverno

Inverno. La donna inverno ha i capelli scuri e occhi dai toni freddi, come nero grigio o azzurro profondo.

Inverno scuro: capelli e occhi scuri, tendenzialmente neri, e pelle chiara.

Inverno chiaro: capelli scuri e occhi ghiaccio.

Inverno puro: pelle molto chiara, occhi azzurro freddo e capelli neri.

Inverno medio: colori scuri con sottotono freddo.

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