CULTURA

LE TRE FASI DELLA VITA UMANA RACCHIUSE NELL’ENIGMA DELLA SFINGE

Sapete qual è l’enigma più antico della storia? È quello che vede protagonisti una sfinge, emblema di mistero ed un uomo, Edipo.

La sfinge, figura mitologica con il corpo da leone, le ali di uccello e il volto di donna, inviata dalla Dea Era a presiedere l’ingresso della città di Tebe come punizione di un’offesa ricevuta dal re Creonte, tormentava gli uomini con un enigma che racchiudeva l’essenza stessa dell’uomo: le tre fasi della vita.

Molti sono gli autori che ne citano il rebus. Da Pseudo – Apollodoro fino a Diodoro Siculo e poi, ancora, Asclepiade di Tragilo:

«Chi, pur avendo una sola voce, si trasforma in quadrupede, bipede e tripede?»

«Esiste qualcosa sulla terra che ha due piedi, quattro piedi e tre piedi
ed ha una sola voce, è l’unico,
tra coloro che si muovono sulla terra, in cielo e nel mare
a cambiare la propria natura, ma quando per camminare usa più piedi
la sua velocità in proporzione diminuisce.»

Ebbene, la risposta di Edipo fu l’uomo.

Hegel scrisse che la Sfinge è il simbolo dietro tutti i simboli, il simbolo del simbolico .Essa è la sintesi dei misteri, li racchiude tutti. È l’Enigma di noi stessi.

Il mito più celebre, quello di Edipo, è il simbolo dell’uomo che riesce ad andare oltre le leggi e il mistero di natura, per trascendere se stesso.

Edipo è l’unico eroe che riesce a sciogliere l’enigma della sfinge di Tebe: «chi è quell’animale che a mattina cammina a quattro zampe, a pomeriggio a due, e a sera a tre?». Edipo risponde: l’uomo. Quindi l’uomo è al centro dell’Enigma della sfinge e l’enigma stesso mostra la legge che schiavizza l’uomo carnale: la legge della morte ineluttabile.

Edipo cerca di trascendere la legge della morte di cui la Sfinge si fa portavoce. La Sfinge è infatti omicida e il termine greco sphyggo, da cui proviene l’etimo di sphygx, significa “strangolare”. Di qui il senso di “strangolatrice”, ossia “colei che toglie il soffio vitale”.

Nella rappresentazione della Sfinge l’uomo è dunque il centro. L’uomo inteso come microcosmo e agente divino che racchiude in sé tutti gli elementi e le forze della natura.

A questo riguardo è molto interessante la lettura proposta da Igor Sibaldi dell’enigma dalla Sfinge.

In questo indovinello la Sfinge rappresenterebbe un punto di vista superiore attraverso il quale l’uomo potrebbe scoprire molte più cose sulla propria natura. E le fauci della bestia rappresenterebbero la paura dell’uomo a scoprire quali siano le sue vere potenzialità. Questa paura sarebbe così forte da condurlo direttamente verso il vuoto e l’oblio, verso le fauci della Sfinge appunto.

E solo attraversando queste tre fasi, dall’alba al tramonto, l’uomo può esorcizzare queste paure arrivando, forse, alla conoscenza sulla propria natura.

In questo LVIII numero di Metis Magazine abbiamo voluto affrontare l’affascinante e antichissima tematica sulle tre fasi della vita umana, dall’infanzia all’età adulta fino all’anzianità, nel suo significato più recondito. Come sempre abbiamo cercato di affrontare il tema attraverso differenti argomentazioni intrise di numerosi spunti di riflessione unendo il tutto alle nostre immancabili rubriche e alle interviste esclusive. Senza alcuna pretesa di esser stati esaustivi, vi invitiamo a non perdervi questo originale numero di Ottobre.

Buona lettura.

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