Caro John

Paura di rimaner soli? – I consigli di John

Caro John,

sono Gabriella e ho 19 anni. Da circa un mese mi sono trasferita in una nuova città per iniziare il percorso universitario e ciò ha comportato dover lasciare amici e persone care della mia vecchia città. Nonostante sia una persona particolarmente socievole, temo che questo trasferimento possa comportare un inevitabile distacco dai miei vecchi affetti e ciò mi provoca ansia perché si accende in me un grande timore: quello di rimaner sola. Non è trascorso neanche un mese e già ho voglia di ritornare a casa. Come posso superare queste ansie?

Gabriella

Cara Gabriella,

per ragioni evoluzionistiche legate alla sopravvivenza, gli esseri umani temono di esser rifiutati e allontanati rimanendo soli. La motivazione alla base di questi comportamenti è che, all’epoca dei nostri antenati, mantenere legami affiliativi di reciproca protezione e collaborazione con il proprio gruppo sociale era fondamentale per la sopravvivenza dell’individuo e della specie. Finire per essere esclusi e allontanati costituiva un rischio concreto per la propria vita!

Il nostro cervello si è perciò evoluto identificando come una grave minaccia l’eventualità di essere respinti, emarginati, dimenticati e quindi rimanere soli. I segnali di stress alla separazione e la motivazione alla ricongiunzione sono i modi principali in cui si esprime questa strategia evolutiva.

Il fatto di stare con gli altri e creare connessioni per scongiurare l’esclusione, ha quindi acquisito un’importanza vitale. L’uomo deve essere capace di creare relazioni, di far parte di un gruppo e non deve subire un allontanamento. Rimanere soli spaventa molto, per natura.

Come spesso accade in psicologia e psicopatologia, i fattori che determinano uno stato mentale, emozioni e percezioni di sé sono molteplici. Ormai è chiaro che, anche se vi sono disposizioni innate, genetiche, le esperienze interpersonali hanno un ruolo predominante, influenzando un’eventuale disposizione innata.

Siamo abituati a considerare la solitudine come qualcosa di negativo, come una condizione da evitare. Tuttavia la solitudine può diventare un’occasione unica di crescita personale che ti porterà a trovare la migliore compagnia, in voi stessi e negli altri.

La solitudine a volte nasce dalla paura di essere abbandonati o da una delusione d’amore, anche se non si tratta di una regola che vale per tutti. Infatti c’è chi sceglie volontariamente di trascorrere un periodo in solitudine per riflettere su se stesso e sulla propria vita e chi, invece, dopo il fallimento di un’amicizia o di un rapporto di coppia va alla ricerca spasmodica della compagnia degli altri e di un gruppo di cui fare parte.

In qualsiasi situazione di solitudine, scelta o imposta, ci può essere una buona occasione per imparare qualcosa di nuovo su se stessi, ad esempio per provare a riconoscere il proprio valore personale, a volersi bene e a comprendere ciò che ci rende davvero felici.

Cerca di non rimanere bloccata nel passato. Ciò che abbiamo fatto in precedenza ormai è stato superato e sono arrivati dei nuovi giorni da dedicare al cambiamento.

Rispondi