CULTURA

PERCHÉ SI DICE “IDEM CON PATATE”? L’ORIGINE DEI MODI DI DIRE

In italiano ci sono alcune espressioni, i cosiddetti modi di dire, che spesso vengono utilizzate automaticamente e senza soffermarsi sul significato letterale: molto spesso sono metafore o altre figure retoriche entrate nell’uso molto tempo fa e identificate come comprensibili a tutti e dal significato definito, nonostante il loro riferimento originale si sia perso.

Di alcune è molto semplice ricostruire la storia, perché è la stessa espressione a rendere chiaro il contesto oppure perché non sono così antiche, mentre per altre scoprirne l’origine è molto più complicato.

Andiamo a scoprire perché si utilizzano alcune espressioni, impiegate quotidianamente nel linguaggio scritto e orale, e qual è la loro origine.

«Avere la coda di paglia»

Il significato della celebre espressione “Avere la coda di paglia” è il timore di esporsi per nascondere una colpa/difetto. A seconda del contesto, questo modo di dire viene anche utilizzato con il significato di “non avere la coscienza tranquilla e sospettare sempre di tutto sapendo di essere in colpa”.

In merito all’origine, sono due le versioni conclamate.

In una favola di Esopo “La volpe senza coda”, nella quale si racconta che una volpe lasciò parte della coda in una tagliola dalla quale si era liberata. Star senza coda per una volpe è cosa umiliante, data la sua eleganza e bellezza. Gli animali amici crearono per lei una coda di paglia, così bella da sembrare vera. Il segreto fu svelato da un gallo e la notizia della volpe con la coda di paglia arrivò fino all’orecchio dei contadini, che accesero dei fuochi davanti ai pollai in modo che la volpe non potesse avvicinarsi. La paura di bruciare la coda tenne lontana la volpe.

La seconda ricostruzione dell’origine dell’espressione fa riferimento alla pratica medievale di umiliare gli sconfitti o i condannati attaccando loro una coda di paglia con la quale dovevano sfilare per la città a rischio che qualcuno gliela incendiasse come gesto di ulteriore scherno. La coda naturalmente rappresenta il simbolo del degrado dallo status di persona a quello di animale.

«Gettare la spugna»

Gettare la spugna è un modo di dire che si ritrova comunemente, sia nella lingua parlata che in ambito giornalistico: è un’espressione figurata il cui significato è arrendersi.

Questa espressione ha origine dal mondo della boxe e indica l’uscita di un atleta da un match: durante un incontro di pugilato, quando il pugile è in palese difficoltà e non ha più ormai alcuna possibilità di ribaltare la situazione, il suo maestro, anche per evitare colpi dannosi, può gettare sul ring l’asciugamano (nei tempi passati era la spugna) decretando, di fatto, la fine dell’incontro e, conseguentemente, la sconfitta per knock out tecnico del suo atleta. L’espressione esiste anche in inglese- “to throw the towel”– e anche in questo caso è usata in senso figurato.

Un’espressione con un significato simile e che curiosamente coinvolge sempre un pezzo di stoffa bianco è “sventolare bandiera bianca”. L’origine di questa espressione è però molto più antica: secondo alcuni testi storici le bandiere bianche erano usate per segnalare la resa in guerra già nel secondo secolo d.C. dai romani e ancora prima dai cinesi. Oggi è riconosciuto come simbolo internazionale di resa dalle Convenzioni di Ginevra che regolano il diritto internazionale umanitario.

«Prendere in castagna»

Questa espressione, che significa “sorprendente qualcuno mentre sta facendo qualcosa di sconveniente” – non ha dietro una storia particolare, ma ha una peculiarità singolare: per indicare il concetto di “errore” viene usata una parola il cui significato letterale è un altro. “Castagna” è probabilmente arrivato a significare “errore” attraverso la parola “marrone”, che indica sia un tipo pregiato di castagna sia un “grosso errore”, e con quest’ultimo significato è usata in particolare in alcune zone d’Italia. L’espressione “Prendere in marrone” è ormai in disuso. Inoltre vi è un possibile legame tra questi modi di dire e l’espressione “cogliere in fallo”, in quanto sia fallo sia marrone indicano gli organi genitali maschili.

«Idem con patate»

Quest’idioma va a rafforzare la concordanza, con una sottesa ironia, l’ordinarietà dell’affermazione già esplicitata con il termine latino idem che, per l’appunto, viene utilizzato per esprimere la ripetitività o l’assenso rispetto a quanto affermato prima.

Comunemente si ritiene che la frase prende le sue origini dalle trattorie italiane, soprattutto quelle del nord Italia, dove di solito serviva un solo piatto del giorno. I commensali, non avendo una grande scelta, ordinavano quello che si proponeva e alcuni ordinavano lo stesso, ma con il contorno di patate; contorno economico e molto diffuso, soprattutto nelle zone vicino le regioni nordiche.

Esiste, poi, una versione più canzonatoria dell’origine del modo di dire “Idem con patate”, che racconta la storia di una famiglia di umili origini, che si concesse una volta il piacere di andare in un ristorante. Essendo analfabeti e incapaci di interpretare le pietanze elencate nel menù, il capofamiglia ordina a caso, e gli viene così servito un comunissimo piatto di fagioli.

Sua moglie, per non commettere lo stesso errore, tese l’orecchio agli ordini degli altri commensali. Pertanto quando vide arrivare un bel piatto di arrosto con le patate sul tavolo di una signora che aveva ordinato un “idem con patate”, non esitò e ordinò lo stesso. Rimase sorpresa, e delusa, quando ricevette il solito piatto di fagioli, ordinato precedentemente dal marito, ma servito anche con il contorno di patate.

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