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TIKI COCKTAILS: COSA SONO?

La cultura Tiki, così come la conosciamo noi oggi, nasce nel XX secolo con ristoranti e bar in stile polinesiano, originariamente situati negli Stati Uniti, poi sparsi in tutto il mondo. Questa cultura, ispirata in parte dalle statue Tiki e dalla mitologia, si è poi espansa in tante altre forme d’arte, arrivando fino alla miscelazione dei cocktail.

Quando si parla di tiki cocktail o tiki drink, non possono non venire in mente le popolarissime mug raffiguranti diversi tiki idol ispirati alle divinità polineasiane. Profumi, colori e sapori esotici si mescolano nei tiki cocktail con una tecnica precisa che trova le sue radici nell’altrettanto noto Daiquiri. Nati in America negli anni ’30, i tiki drink sono cocktail realizzati con una precisione quasi maniacale poiché il loro equilibrio deve essere perfetto per esaltare i distillati con spezie e frutta fresca.

I Tiki dink: la storia

La parola Tiki deriva dal polinesiano. La cultura Tiki è stato un fenomeno che ha influenzato negli anni ‘30 del secolo scorso, fino agli anni ‘70, gli interi Stati Uniti. In quegli anni ci fu un boom di locali e ristoranti a tema polinesiano, arredati con giungle ed elementi artificiali.

La diffusione dei Tiki cocktail nasce subito dopo il periodo del Proibizionismo e della Grande depressione, grazie all’intuizione di Donn Beach-all’anagrafe Raymond Ernest Beaumont Gantt, originario del Texas, ndr.

Nel 1933 Donn inventa una miscelazione adatta al palato degli americani in cerca di cocktail e atmosfere esotiche, che trova casa al Don The Beachcomber di Hollywood. Un luogo di fantasia che vuole evocare giornate assolate e vacanze in spiaggia.

Alla diffusione della tiki culture nel secondo dopoguerra, insieme a Donn, dettero un forte impulso anche i locali di Trader Vic (Victor J. Bergeron), altro grande esponente del movimento. I due furono autori di numerosi cocktail, dei quali i più leggendari sono lo Zombie (di Donn Beach) e il Mai Tai (di Trader Vic).  La fortuna del tiki, dopo oltre 25 anni di boom cominciò a declinare negli anni Settanta, per tornare alla ribalta a partire dai primi anni del nuovo secolo.

A caratterizzare i Tiki cocktail è uno stile eccentrico, ironico, colorato, sopra le righe. Per i non addetti ai lavori è facile riconoscerli dalle decorazioni vistose come ombrellini, fiori, pappagallini, o dai recipienti originali come ananas e noci di cocco svuotate, o le più note mug di legno intagliate.

I cocktail Tiki sono a base di diversi tipi di Rum miscelati insieme a frutta, sciroppi, spezie e infusi, miscelati in modo magistrale per mettere in risalto le caratteristiche dei distillati.

I tiki cocktail che conosciamo oggi sono a base di frutta fresca frullata che difficilmente lascia spazio alle sfumature degli alcolici utilizzati. Tuttavia, anche se i tiki drink moderni non assomigliano a quelli realizzati dal loro ideatore, esistono tiki cocktail che ancora oggi continuano ad appassionare il mondo della mixology. Alcuni fra i più famosi Tiki cocktail sono i già citati Mai Tai e Zombi, a seguire, Scorpion, Navy Grog, Big Bamboo, Hurricane.

Il Tiki mood

Ben presto l’America fu invasa dal cosiddetto “tiki mood” che si ripercosse su quasi ogni aspetto della vita quotidiana, si trovavano riferimenti tiki nella moda, nell’architettura, nei primi centri commerciali, nelle case e nei dettagli d’arredamento e persino la musica subì l’onda tiki, immettendo sul mercato tracce dai suoni ancestrali: tamburi, ukulele, suoni di jungla e canti tribali erano protagonisti, questo genere musicale prese il nome di “exotica”.

La moda pop-exotica americana, si protrasse fino agli anni ‘60, scomparendo velocemente come era arrivata e lasciando spazio all’avvento dell’era Hippie.

Oggi i Tiki cocktail sono serviti in tipiche tazze di ceramica dalla forma di facce o corpi umanoidi: i Tiki della cultura polinesiana erano raffigurazioni di divinità realizzate su rocce o legno, dotate di un grande potere spirituale. In realtà pare che Donn Beach li servisse in classici bicchieri di vetro, solo successivamente si è arrivato a servirli nelle iconiche tiki mug.

La miscelazione che arriva oggi in Italia è la riscoperta di quello che facevano negli Stati Uniti fra i ’30 e i ’50, e il Tiki è diventato una parte integrante dell’identità americana, della loro storia, della loro cultura e del loro modo di bere.

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