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17 OTTOBRE 1979: MADRE TERESA DI CALCUTTA VIENE INSIGNITA DEL PREMIO NOBEL PER LA PACE

Nel 1979, 41 anni fa, Madre Teresa di Calcutta, la fondatrice della comunità delle Missionarie della Carità, viene insignita del Premio Nobel per la Pace, “per il lavoro compiuto nella lotta per vincere la povertà e la miseria, che costituiscono anche una minaccia per la pace”. 

All’anagrafe Gonxha Agnes Bojaxhiu, nata a Skopje il 26 agosto 1910 lascia la sua casa a 18 anni per diventare missionaria nell’Istituto delle suore di Loreto. Dopo circa due anni fonda la comunità delle Missionarie della Carità, dedite al servizio dei più poveri tra i poveri. Madre Teresa ci lascia il 5 settembre 1997. Nel 2003 viene proclamata beata da Giovanni Paolo II. Durante la cerimonia di consegna l’11 dicembre 1979 a Oslo Madre Teresa tenne un discorso rimasto celebre.

Riportiamo alcune parti significative:

“Ringraziamo Dio per l’opportunità che abbiamo tutti insieme oggi, per questo dono di pace che ci ricorda che siamo stati creati per vivere quella pace, e Gesù si fece uomo per portare questa buona notizia ai poveri. Egli essendo Dio è diventato uomo in tutto eccetto che nel peccato, e ha proclamato molto chiaramente di essere venuto per portare questa buona notizia. La notizia era pace a tutti gli uomini di buona volontà e questo è qualcosa che tutti vogliamo, la pace del cuore, e Dio ha amato il mondo tanto da dare suo Figlio […] Egli morì sulla Croce per mostrare quell’amore più grande, e morì per voi e per me e per quel lebbroso e per quell’uomo che muore di fame e per quella persona nuda nelle strade non solo di Calcutta ma dell’Africa, e New York, e Londra, e Oslo – e insistette che ci amassimo gli uni gli altri come Lui ci ha amato”.

“Non dimentico mai l’opportunità che ebbi di visitare una casa dove tenevano tutti questi anziani genitori di figli e figlie che li avevano semplicemente messi in un istituto e forse dimenticati. Sono andata là, ho visto che in quella casa avevano tutto, cose bellissime, ma tutti guardavano verso la porta. E non ne ho visto uno con il sorriso in faccia. Mi sono rivolta alla Sorella e le ho domandato: come mai? Com’è che persone che hanno tutto qui, perché guardano tutti verso la porta, perché non sorridono? Sono così abituata a vedere il sorriso nella nostra gente, anche i morenti sorridono, e lei disse: questo accade quasi tutti i giorni, aspettano, sperano che un figlio o una figlia venga a trovarli”. 

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