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24 OTTOBRE 1929: QUEL “GIOVEDÌ NERO” DELLA BORSA DI WALL STREET

Era un giovedì, quel “il giovedì nero” del 24 ottobre del 1929.

In questa data si materializzò l’inizio della crisi di Wall Street, culminato poi nel definitivo crollo del 29 ottobre (“martedì nero”) e a determinarlo fu la corsa sfrenata alla vendita di azioni che bruciò il valore dei titoli, portando al collasso il mercato.

Gli Stati Uniti d’America si risvegliarono, così, bruscamente dal loro sogno di ricchezza per ritrovarsi a vivere uno dei peggiori incubi della sua Storia: la “Grande Depressione“.

In pochi giorni andarono in fumo gli investimenti di un milione di americani, per molti di essi i risparmi di una vita tanto che molti di loro decisero di togliersi la vita gettandosi dai balconi del palazzo della borsa.

Di colpo il mondo intero fu travolto dalla crisi e avvolto in una spirale di fame e miseria.

Solo negli Stati Uniti d’America si contarono dodici milioni di disoccupati e le fabbriche furono costrette a chiudere a causa della mancanza di reddito nella domanda che inesorabilmente crollata e l’offerta che perdeva di competitività.

Anche le campagne prive di raccolti e di semine lasciarono il posto alla steppa e file davanti alle mense dei poveri si ingrossarono  sempre più.

Uno dei Paesi più colpiti in Europa fu Germania che apri le porte ai tanti movimenti di protesta e soprattutto ai nazionalsocialisti, così come Italia, dove si avviò un processo di allontanamento dalle politiche liberiste e diede vita ad un sempre maggiore intervento dello stato nel processo produttivo della Nazione.

A salvarsi dalla profonda crisi economica sarà solamente la Russia  sovietica che, aprendo ai processi di modern industrializzazione, aveva già precedentemente avviato i “piani quinquennali”.

E forse è proprio su modello russo che in U.S.A. il Presidente Roosevelt attiverà dal 1933, con il “New Deal”, un massiccio intervento dello Stato centrale per la ripresa economica del Paese.

In quegli anni di crisi molti emigranti europei preferirono lasciare l’America e ritornare nel vecchio Continente, nonostante le difficoltà generali di un periodo nero nel reperire non solamente capitali finanziari ma semplici derrate alimentari e condizioni di vita semplicemente dignitose.

(Copyright immagine in copertina)

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