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30 OTTOBRE 1963: LA NASCITA DEL MITO LAMBORGHINI

 All’inizio degli anni Sessanta la Ferrari dominava già da un ventennio la scena automobilistica internazionale grazie a fuoriclasse del volante come Tazio Nuvolari, Juan Manuel Fangio e Alberto Ascari.

Eppure, in quegli anni, nel comune di Sant’Agata Bolognese, venti chilometri più a nord di Maranello, un altro mito a “quattro ruote” stava prendendo via via forma.

Dopo aver raccolto successi e miliardi fabbricando trattori, infatti, l’industriale Ferruccio Lamborghini decise di puntare al settore delle auto sportive, lanciando la sfida al “cavallino rampante“. 

L’idea fiorì dopo un’accesa discussione con Enzo Ferrari, al quale Ferruccio aveva suggerito come migliorare alcuni difetti palesati dalle “rosse” ma, appena si sentì bruscamente rispondere dal patron del cavallino “La macchina va benissimo. Il problema è che tu sei capace a guidare i trattori e non le Ferrari”, decise di creare delle automobili concorrenti.

Due anni dopo questa lite, perciò, il 30 ottobre 1963, venne per la prima volta presentata al Salone di Torino la berlina a due posti 350GTV, prodotta dalla nuova società l’Automobili Ferruccio Lamborghini SpA.

Come simbolo è stato adottato il Toro, segno zodiacale di Ferruccio Lamborghini, richiamato in tutti i principali modelli della casa bolognese: dalla “Diablo” degli anni Novanta alle “Murciélago” e “Gallardo” del nuovo millennio, fino alla più recente “Huracán“.

Nonostante il successo mondiale che investirà le fuoriserie Lambroghini, Ferruccio non volle mai che le proprie auto partecipassero a corse e gare, sostenendo che:

Le mie automobili sono troppo costose per rischiare di mandarle a sbattere.

(Copyright immagine in evidenza)

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