CULTURA

FINCHÉ MORTE NON CI SEPARI: FEDELTÀ E INFEDELTÀ NEL REGNO ANIMALE

Gli animali sono generalmente monogami o regna anche lì, come per i rapporti umani, la promiscuità?

Studi di etologia e di genetica hanno dimostrato che tra gli animali solo un piccolo gruppo di specie sono monogame, e anche in questi casi i partner che rimangono fedeli al compagno sono solo il 10%. La tendenza ad avere “scappatelle” è tanto maschile quanto femminile: i maschi, scegliendo più partner, incrementano le possibilità di procreare, mentre le femmine sembrano non pensarci due volte a tradire il compagno se ne trovano uno dall’aspetto migliore, per garantire una prole di qualità superiore.

È del tutto evidente che se un animale si accoppia con numerosi partner, avrà maggiori possibilità di avere prole numerosa e diversificata geneticamente, il che vuol dire maggiori possibilità di sopravvivere ai predatori, alle malattie e agli eventi drammatici che la natura gli riserverà.

Molte specie animali sono in realtà monogami, ma ci sarebbero due tipi di monogamia: quella sessuale e quella sociale.

Nella monogamia sociale, maschio e femmina creano la coppia e accudiscono insieme la prole e la ricerca del cibo. Ma non è detto che siano fedeli sessualmente al partener o che la prole accudita sia sempre del partner con cui si condivide il “tetto coniugale

La monogamia sessuale si fonda invece sull’esclusività nell’accoppiamento.

Nei mammiferi la monogamia è molto rara: riguarda appena un 5% delle specie. Negli uccelli, invece, sono più frequenti gli esempi di monogamia. Ma non tutti sono casi amore eterno e fedeltà assoluta.

C’è poi chi è monogamo per una sola stagione o chi lo è per tutta la vita. Insomma cigni, lupi, albatros, i famosi inseparabili, castori, gibboni e pesce angelo francese: sono davvero un modello di fedeltà assoluta e dedizione al partner?

Partiamo da quelle specie che rappresentano esempi di fedeltà, quasi, assoluta: i volatili.

I cigni raramente «divorziano» e tendenzialmente stanno assieme per tutta la vita. Se il compagno muore, chi rimane vedovo si riaccoppia e mantiene il legame per la vita intera.

Anche i piccioni formano coppie durature che convivono per tutta la vita. Il maschio impiega molto tempo per trovare la “femmina ideale”. La corteggia a lungo con rituali meticolosi. Dopo il fidanzamento, l’accoppiamento avviene solo se la coppia è stabile.

Un altro esempio di romanticismo assoluto è quello di una specie di pappagalli, più conosciuti come gli inseparabili. Quando sceglie la compagna, il maschio le resta fedele e la riempie di effusioni. La coppia resta insieme per tutta la vita.  Per i pappagalli in generale il partner è importante e la morte del compagno si rivela un trauma che lo può portare a stati d’ansia.

I giganti del mare, gli albatros, vivono sempre in cielo solcando i mari con la loro immensa apertura alare. Toccano terra solo per riprodursi e ogni anno tornano assieme allo stesso partner.

Il Pinguino imperatore, invece, è un monogamo un po’ malandrino, perché rimane tale per un anno, poi si stufa e va alla ricerca di un’altra femmina.

Ma non tutti i volatili sono fedeli al proprio partner, pur essendo impeccabili corteggiatori. Un esempio è lo scricciolo azzurro splendente, uccellino endemico dell’Australia. Solitamente il maschio raccoglie petali di rose o viole, che contrastano con il suo piumaggio, e li offre alla femmina come pegno d’amore. La coppia resterà unita, ma non è di quelle “tradizionali”. Questi scriccioli sono socialmente monogami, ma sessualmente promiscui: sia il maschio che la femmina si accoppiano regolarmente con altri scriccioli già “impegnati”. Sono delle vere e proprie coppie aperte.

Anche tra i rapaci ci sono esempi di fedeltà: l’avvoltoio dalla testa nera, l’Urubù che vive nel Sud degli Stati Uniti, nell’America Centrale e in Sud America, vive dei veri e propri attacchi di gelosia e arriva a cacciare in modo violento chi insidia sessualmente la sua femmina.

Passando ora ai mammiferi, un esempio di fedeltà è il lupo. Un branco è un vero e proprio nucleo familiare, con un maschio e una femmina che fanno coppia fissa. I lupi, infatti, sono monogami e il loro legame è per la vita. Ma se uno dei due partner muore, l’altro trova facilmente un nuovo compagno.

Nelle popolazioni di lupi, però, trovare una femmina “single” è abbastanza raro. Se quindi un maschio giovane non riesce a trovarsi una compagna nel suo gruppo, probabilmente cercherà l’amore in altri branchi, persino in quelli rivali. Ma, a quel punto, non formerà una coppia fissa e verrà meno la fedeltà.

Tra le volpi, invece, è concessa qualche scappatella. Il maschio svolge un ruolo importante nella coppia: durante le prime due settimane di vita dei cuccioli, la madre non se ne separa mai. Ed è solo il maschio a procurare il cibo per tutta la famiglia. Insomma, le volpi saranno pure buoni genitori, ma forse non sono compagni ideali.

Un altro esempio di animale monogamo è il gibbone, una scimmia del sud-est. Le coppie di gibboni sono famose per passare ore e ore sugli alberi a ripulirsi a vicenda.

Un’altra specie fedele del regno animale è il pesce angelo caraibico, che forma coppie durature e se uno dei due dovesse morire, l’altro preferisce continuare a vivere da solo, anziché trovare un altro compagno con cui condividere la vita. Sono anche detti vedovi inconsolabili.

Insomma, esclusa qualche rara eccezione, anche gli animali faticano a familiarizzare con il concetto di “finché morte non ci separi”!

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