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LA MINDFULNESS NON CI SALVERÀ: TROVARE UN EQUILIBRIO Sì!

La vita moderna ci impone dei ritmi sempre più sfidanti, ogni minuto del nostro tempo deve essere riempito per stare al passo, bisogna essere efficienti ad ogni costo. Questo continuo correre e questa totale mancanza di osservazione interiore producono degli inevitabili effetti non solo sul nostro fisico, ma anche sulla nostra mente.

Forse più spesso di quanto si voglia, succede che i pensieri bussano alla porta della mente e non sempre sono piacevoli. Compaiono quando meno ce lo si aspetta: è una splendida giornata di sole e stiamo passeggiando per il centro storico tra le botteghe della nostra città, sorseggiamo un caffè con la nostra migliore amica, stiamo per presiedere a quella importante riunione di lavoro, siamo nel bel mezzo del workout settimanale. E all’improvviso si fa spazio tra i nostri pensieri, prepotentemente, la preoccupazione che avevamo voluto accantonare per un po’. È ritornata a prendere possesso della nostra testa, e dei nostri pensieri, togliendoci quel sorriso che avevamo stampato sulle labbra.

E più si cerca di liberare la mente e più questi pensieri si fanno persistenti Si prova a liberare la mente da pensieri indesiderati impegnandola con altri pensieri o rimuovendo/risolvendo la causa del pensiero.

Uno dei metodi per raggiungere questo risultato è praticare la meditazione. La meditazione può favorire stati mentali positivi, come dimostrato da numerosi studi. In buona sostanza, il cervello viene messo in condizione di sincronizzare le onde gamma, di norma associate ai processi mentali quali l’attenzione, la memoria di lavoro, la percezione cosciente e l’apprendimento. Inoltre, aumenta la propensione all’empatia e alla comprensione di sé e degli altri.

Gli effetti benefici della meditazione si estendono al benessere fisico e psicologico, in quanto è un’attività che permette di regolare l’attività cerebrale.

Meno di mezz’ora di meditazione al giorno può ridurre la concentrazione del cortisolo, altrimenti detto “ormone dello stress”.

Nell’ultimo ventennio la pratica e lo studio della Mindfulness si è diffusa in tutto il mondo e da qualche anno ha preso piede anche in Italia, ricevendo la più ampia validazione scientifica internazionale per la sua efficacia.

Il concetto di Mindfulness nasce alla fine degli anni ’70 negli Stati Uniti e si è diffusa in università, ospedali, scuole e nelle aziende.

Coltivare l’attenzione nel momento presente può allontanare lo stress prodotto dalla vita di tutti i giorni ed ottimizzare le nostre energie per trasformare la nostra realtà. La fusione tra mente-corpo e respiro porta l’individuo ad un sentire più profondo e ad una migliore coscienza di sé stessi.

Ma cosa realmente ci mette in contatto con il nostro mondo interiore? Quali attività e quali processi mettiamo in atto per raggiungere il tanto agognato equilibrio?

Innanzitutto definire del tempo mirato per stare con noi stessi, rappresenta anche un processo educativo nei confronti del proprio mondo interiore.

Un elemento imprescindibile è implementare la capacità di osservare ciò che accade dentro di noi ed esserne consapevoli.
L’attitudine all’apertura e alla consapevolezza di ciò che c’è nel momento presente, qualunque sia la condizione che si vive, sospendendo il giudizio, aprendosi con curiosità a ciò che c’è, definisce il percorso al raggiungimento di un equilibrio. 

E in questo momento storico, durante la pandemia in corso, questa attitudine è una risorsa potente, perché ci permette di “stare” e “fare spazio” a tutte le oscillazioni emotive, alle paure, ai pensieri sabotanti ma senza farsene travolgere, continuando a mantenere lucidità e solidità nel qui e ora.

Basterà la meditazione ad avvicinarci al raggiungimento dell’equilibrio?

Certo che no! Ma saper riconoscere la causa originaria dello stress, e circoscriverlo, aiuterà ad osservarlo dando luce al problema e prendendone le giuste distanze.

Identificati i propri obiettivi, non resta che attuare un piano per avvicinarsi al raggiungimento degli stessi, essendo anche disposti a modificare in parte, o del tutto, il proprio stile di vita. Tenendo conto che i sacrifici e un duro lavoro, non sempre portano ad un successo immediato.

Quindi, senza abbattersi, ma perseverando e percorrendo la strada scelta, si raggiungerà il risultato sperato. E se strada facendo si dovesse cambiare idea, modificare o sostituire quello che si era definito come obiettivo primario, non è un dramma. Si procede ad una ridefinizione dei propri obiettivi e si riparte.

L’equilibrio è anche questo, un perenne bilanciamento tra bisogni interiori, esigenze di vita. È capacità di adattarsi alle situazioni inaspettate, trovare delle soluzioni ed agire.

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