CULTURA

MITI E LEGGENDE: IL MINOTAURO

Nel 3000 a.C. sull’isola di Creta, una delle maggiori isole del Mar Mediterraneo, si sviluppò la civiltà cretese, o minoica, così chiamata dal nome di Minosse, il suo re più noto.
Questa civiltà sopravvisse sino al 1450 a.C., epoca in cui scomparve misteriosamente, non si sa se per un maremoto provocato dall’eruzione del vulcano della vicina isola di Thera o per l’invasione dei Micenei provenienti dal Peloponneso.

Quella cretese è una civiltà di cui non sappiamo moltissimo, per via dell’incapacità degli storici di decifrarne la scrittura. Si trattava ipoteticamente di una civiltà pacifica; le città-stato dell’isola non erano circondate da mura di cinta a dimostrazione della lontananza di tale popolo dalle arti belliche.

Eppure la leggenda più famosa che riguarda l’isola di Creta ha per protagonista un re salito al trono grazie alla sopraffazione sui propri fratelli; un sovrano che consumò un imperdonabile tradimento ai danni del dio del mare Poseidone e subì il disdoro della punizione divina. Tutti elementi, questi, inconciliabili, con l’idea di popolo zen che si vuole attribuire ai Cretesi.

Pare infatti che, secondo la leggenda, Minosse salì al trono di Creta compiendo un atto di forza: aveva scacciato dall’isola i propri fratelli che, come lui, aspiravano al potere della corona e, pentito poi di quanto aveva fatto, si era rivolto a Poseidone per ottenere un cenno della sua benevolenza e per chiedergli se non avesse compiuto un’azione che lo avesse messo in contrasto con gli dèi dell’Olimpo nell’allontanare da Creta gli altri pretendenti al trono.

Chiese così al dio di mandargli un toro come segno, impegnandosi a restituirlo sacrificando in suo onore una volta che lo avesse ricevuto

Fu così che dalle acque del mar Egeo emerse un enorme e possente toro bianco dalle forme perfette, la cui apparizione rincuorò Minosse.

Ma il toro era talmente bello che il re non ebbe il coraggio di sacrificarlo a Poseidone e decise di sacrificargliene un altro di minor pregio. Ciò naturalmente scatenò le ire di Poseidone che, offeso per l’inganno, decise di punire Minosse, mandando a lui e a sua moglie Pasifae un figlio mostruoso: una creatura ibrida con la testa di toro e il corpo di uomo, che si cibava solo di carne umana (una versione della storia vuole addirittura che Pasifae si invaghisse del toro e si accoppiasse amorosamente con esso). Il mostro si chiamava Asterione, ma divenne famoso con il nome di Minotauro.

Per nascondere un figlio tanto mostruoso, Minosse chiese al famoso architetto e artista di corte Dedalo di costruire un luogo in cui rinchiudere il mostro. Fu così che nacque il labirinto, che poi altro non è che il palazzo di Cnosso, i cui pochi resti possiamo ancora oggi ammirare andando a Creta. Un edificio intricato con passaggi tortuosi, che ritornavano su se stessi e si incrociavano fra di loro in modo così complicato che chi vi si addentrava non potesse più uscire.

Il Minotauro fu rinchiuso nel labirinto senza poterne più uscire.

All’epoca Creta dominava sulla Grecia e proprio dalla Grecia venivano inviati ogni anno, a titolo di tributo, sette fanciulle e sette fanciulli in pasto al Minotauro, che si cibava solo di carne umana.

Il figlio del re di Atene, impavido e coraggioso, chiese di far parte di una di quelle spedizioni e volle raggiungere Creta per abbattere il Minotauro e liberare così Atene da quel tributo di guerra.

Quando Teseo giunse a Creta incontrò la principessa Arianna, una delle figlie di Minosse e sorellastra del Minotauro. Teseo se ne innamorò a prima vista.

Arianna, appreso il piano di Teseo di uccidere il fratellastro taurino decise che lo avrebbe aiutato a compiere la missione. La fanciulla, su consiglio di Dedalo diede a Teseo un gomitolo di filo magico e una spada.

L’eroe, dopo aver fissato un capo del gomitolo all’entrata del labirinto, srotolò il filo fino al luogo dove si trovava il Minotauro che in quel momento era addormentato. Afferrò il mostro per i capelli e lo sacrificò a Poseidone tagliandogli la testa.

Quella del Minotauro è una delle leggende più affascinanti di tutti i tempi, una storia di intrigo, inganno, passione e carica di significati simbolici che ha fatto e continua a fare il giro del mondo, facendo sognare grandi e bambini.

Copyright foto: Il Minotauro

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