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BIDEN VS TRUMP, SULL’ AMERICA SOFFIA IL VENTO DEL CAMBIAMENTO

È il democratico Joe Biden, all’anagrafe Joseph Robinette Biden Jr. il 46esimo presidente degli Stati Uniti d’America. 

Nato e cresciuto in Pennsylvania, classe 1942, Joe Biden proviene dal mondo forense nel quale ha condotto la sua breve esperienza professionale come avvocato per poi dedicarsi a tempo pieno alla politica e portare a casa risultati ambiziosi, come ad esempio l’essere diventato il quinto più giovane senatore degli Stati Uniti nella storia, ma anche il senatore di più lunga durata del Delaware, rimanendo in carica per ben trentotto anni, dal 1971 al 2009.  

Per due mandati consecutivi ha camminato in qualità di vice, accanto al presidente democratico Barack Obama che al termine della sua corsa gli ha consegnato la Presidential Medal of Freedom, una delle massime decorazioni degli Stati Uniti d’America, conferita per aver onorato e difeso il Paese con speciale merito.

È questo per sommi capi il profilo del competitor di Donald Trump; Joe Biden, colui che il 7 novembre 2020, dopo uno spoglio estenuante durato ben quattro giorni, è stato proclamato presidente degli Stati Uniti, con una vittoria a dir poco schiacciante.

Ma Donald Trump non si è arreso così facilmente e non ha accettato, per così dire, tanto sportivamente la sconfitta. L’ex presidente ha immediatamente gridato al broglio elettorale, allo spoglio truccato, alla frode nella conta dei voti, incurante del fatto che il popolo aveva scelto il cambiamento. 

Ed è a ragion veduta che si parla di cambiamento se si considera che Biden si è presentato alle elezioni del 3 novembre 2020 su un ticket con Kamala Harris, procuratrice progressista e prima candidata alla vicepresidenza di origini indiane e afroamericane. Una svolta decisiva in termini di rappresentanza.

Di Biden apprezziamo sicuramente lo schieramento in favore della sanità pubblica, della quale egli si proclama sostenitore, complici probabilmente anche le tragedie familiari che hanno attinto la sua famiglia; nel 1971 perse la moglie e la figlia neonata in un incidente stradale, nel gli altri due figli rimasero gravemente feriti e nel 2015 uno dei due figli sopravvissuti al sinistro, il primogenito, morì per un male incurabile al cervello all’età di soli quarantasei anni.

Ma di Biden apprezziamo molto anche le battaglie a favore dei diritti delle minoranze etniche, circostanza che gli ha garantito un notevole gradimento nel seno della comunità afroamericana.

Molti gli impegni assunti in campagna elettorale dal neopresidente degli Stati Uniti d’America, quali la firma dell’Accordo di Parigi sul clima per mantenere l’aumento delle temperature contenuto entro i 2 gradi centigradi, ma anche l’accordo sul nucleare con l’Iran o l’idea di riportare gli States nell’OMS.

Una battaglia per l’anima degli Stati Uniti è stata quella condotta da Biden che lo ha visto prevalere sul suo competitore per il fatto di essere portatore di una ventata di freschezza, sospinto da un vento che gioca a spazzar via la politica obsoleta, conservatrice e per molti versi grossolana e incoerente del suo predecessore.

Ora, scongiurato il pericolo di una ribalta, peraltro piuttosto improbabile, dei risultati elettorali e rigettate le azioni legali intentate da Donald Trump per censurare irregolarità procedurali e invalidare la tornata, a Biden non resta che mettere a frutto le sue idee, con la tenacia e la perseveranza che contraddistinguono la sua indole e il suo operato.

A lui rivolgiamo i migliori auguri per un proficuo lavoro!

Copyright foto: https://www.chiamamicitta.it/trump-o-biden-votano-anche-sammarinesi-election-day-usa-visto-dal-titano/

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