CULTURA

LA FIGURA DI GESÚ CRISTO AL CINEMA

La storia di Gesù di Nazareth, della sua nascita, morte e resurrezione, degli episodi biblici, ha, fin dalla nascita della settima arte, catturato l’attenzione di cineasti e produttori italiani e internazionali.

Dalle prime trasposizioni risalenti al cinema muto francese “Vues représentant la vie et la passion de Jésus Christ” (1897) dei fratelli Lumiére, “Le Christ marchant sur les eaux” (1898) di George Méliès e “La Vie et la Passion de Jésus Christ” (1902-1907) di Ferdinand Zecca, fino ai kolossal spettacolari di DeMille a Hollywood “I dieci comandamenti” – “The Ten Commandments” (1923), “Il Re dei re” – “The King of Kings”, (1927). 

In Italia tra le opere più significative dedicate alla figura di Cristo troviamo “Il vangelo secondo Matteo” (1964) di PierPaolo Pasolini e il fortunato sceneggiato televisivo “Gesù di Nazareth (1977) di Franco Zeffirelli. Visioni differenti che prendono spunto sia dal Vangelo, che dal Nuovo Testamento, ma anche da romanzi ispirati alla vita del Nazareno.

IL VANGELO SECONDO MATTEO (1964), regia di Pier Paolo Pasolini.

Il Vangelo secondo Matteo di PierPaolo Pasolini è molto fedele al racconto di Matteo (edizione Pro Civitate Christiana, Assisi) e mostra i momenti più importanti della vita di Gesù: dall’annunciazione alla natività, dall’ingresso in Gerusalemme al processo davanti a Ponzio Pilato, per poi arrivare alla crocifissione, morte e resurrezione. Furono effettuati i sopralluoghi in Palestina, negli stessi luoghi in cui Gesù aveva vissuto e predicato, ma dopo aver visitato la Terra Santa Pasolini cambiò idea «posti troppo contaminati dalla modernità» e optò per il Mezzogiorno d’Italia, girando in Basilicata gran parte del film. Lunghe anche le discussioni intorno agli attori: alcuni furono raccolti fra gli amici intellettuali (Natalia Ginzburg, Alfonso Gatto, Enzo Siciliano e Giorgio Agamben, oltre al fedelissimo Ninetto Davoli), altri in borgata. La figura di Gesù fu affidata a Enrique Irazoqui, uno studente spagnolo di Barcellona che nel 1964 si trovava in Italia per cercare un sostegno politico contro il regime franchista. Scelta particolare di Pasolini fu quella della madre Susanna per interpretare la Madonna anziana.

CURIOSITÀ Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini, è – senza dubbio – il film che più di ogni altro ha fatto conoscere al mondo intero lo splendido scenario dei Sassi di Matera. Una città – citando Carlo Levi – di «appestati eppure bellissima e pittoresca», passata successivamente da vergogna d’Italia a Patrimonio Mondiale Unesco (1993) e Capitale Europea della Cultura (2019). 

GESÙ DI NAZARETH (Jesus of Nazareth, 1977), regia di Franco Zeffirelli 

Dopo “Fratello Sole, Sorella Luna” (1972), Franco Zeffirelli raggiunse, con Gesù di Nazareth, la sua definitiva consacrazione cinematografica. E’ una delle più importanti produzioni televisive degli anni Settanta nella quale viene narrata la vita di Gesù Cristo tratta dal Vangelo e da alcuni racconti apocrifi. Un ritratto che parte dalla nascita, attraversa la gioventù con la grande predicazione e i moltissimi miracoli compiuti, per culminare con la sua morte redentrice e la resurrezione. La sceneggiatura fu realizzata, in sole quattro settimane, dallo stesso Zeffirelli, Suso Cecchi D’Amico, David Butler, lo scrittore cattolico Anthony Burgess e si avvalse della consulenza storico-teologica di Monsignor Pietro Rossano. Andò in onda su Rete 1, in cinque puntate, dal 27 marzo al 24 aprile 1977 e fu ridotto alla durata di quattro ore per approdare, l’anno seguente, nelle sale cinematografiche. Un successo internazionale. Nel 1978 si aggiudicò anche due Nastri d’Argento: migliore scenografia a Gianni Quaranta e migliore fotografia ad Armando Nannuzzi. 

CURIOSITÀ

Il Cristo di Zeffirelli colpì talmente l’immaginario che ancora oggi non è raro trovare santini o foglietti per la messa i cui disegni ricalcano sfacciatamente quel Gesù del 1977. 

THE PASSION OF THE CHRIST (2004), regia di Mel Gibson.

Seguendo il racconto delle Sacre Scritture, Mel Gibson si concentra sulle ultime dodici ore di vita di Cristo: dall’arresto nell’Orto degli Ulivi, al processo sommario presso il Sinedrio e Ponzio Pilato, dalla sua flagellazione fino alla morte in croce e alla resurrezione.  Per rendere più verosimile il racconto, furono utilizzate le lingue del tempo (latino, aramaico ed ebraico). Gli interni del film furono girati presso gli studi di Cinecittà a Roma, gli esterni, invece, in Basilicata tra Craco e Matera. Su Matera Gibson dirà: «Alcune parti della città sono antiche di 2.000 anni, e l’architettura, i blocchi di pietra, le zone circostanti e il terreno roccioso aggiungevano una prospettiva ed uno sfondo che noi abbiamo usato per creare i nostri imponenti set di Gerusalemme. Abbiamo fatto molto affidamento sulla vista che c’era lì. In effetti la prima volta che l’ho vista, ho perso la testa, perché era semplicemente perfetta». L’opera fu un successo commerciale, incassò 611 milioni di dollari a fronte di un budget di 30 milioni. Nel 2005 ricevette tre nomination ai Premi Oscar: miglior fotografia, miglior trucco e miglior colonna sonora.

CURIOSITÀ Mel Gibson sta lavorando al sequel di The Passion che si intitolerà, The Passion Of The Christ: Resurrection. Ad interpretare Gesù, sarà sempre l’attore Jim Caviezel.

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