LE INTERVISTE

LA VIOLENZA UN REATO CONTRO LA PERSONA, UNA EMERGENZA SANITARIA. NE PARLIAMO CON LA DOTT.SSA MARIANTONIETTA AMOROSO

Si è tenuto sabato 28 novembre e proseguirà il 12 dicembre 2020 a Matera, un interessante percorso formativo organizzato dalla Presidente del Comitato Unico di Garanzia dell’ASM, la Dott.ssa Mariantonietta Amoroso, sul tema “La violenza un reato contro la persona, una emergenza sanitaria”.

Un evento di grande interesse formativo, culturale e mediatico per la sensibilità delle tematiche trattate, patrocinato dall’Ordine degli Psicologi, dall’Ordine degli Avvocati, da AIGA, da ADGI, da Metis Magazine, dall’Ufficio della Consigliera Regionale di Parità e dalla Commissione regionale di pari opportunità, inserito in una più ampia rosa di iniziative connesse al tema della violenza di genere e rivolto ad operatori sanitari, avvocati, rappresentanti di enti e associazioni e a quanti sono impegnati in prima linea nel contrasto alla violenza.

Due sessioni formative per commentare il Dossier al Codice Rosso, nato dalla penna dell’avvocata Veronica Casalnuovo e del magistrato Salvatore Colella, e il Codice Rosa, ossia un particolare percorso sanitario di accesso al Pronto Soccorso per tutti coloro che sono vittime di violenza, donne e minori, e per i soggetti discriminati.

Abbiamo rivolto qualche domanda all’organizzatrice della kermesse formativa, per capirne di più. La Dott.ssa Mariantonietta Amoroso è Dirigente psicologa, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale presso l’Azienda Sanitaria di Matera e, come già premesso, Presidente del Comitato Unico di Garanzia e vice presidente dell’Ordine degli Psicologi di Basilicata.

La Dott.ssa Amoroso è docente e responsabile dei Corsi ECM, componente della Società Scientifica per le Tossicodipendenze e già presidente del distretto sud est FIDAPA BPW Italy. È stata relatrice della proposta di mozione sul risarcimento alle vittime di violenza al Parlamento Europeo ed è costantemente Impegnata nella lotta contro la violenza sulle donne. È proprio la nostra interlocutrice a portare avanti il Progetto Codice Rosa, il progetto contro la pedofilia patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e contro le discriminazioni, il Progetto con l’UNAR To get to know.

Buongiorno Dottoressa e grazie per aver acconsentito a rilasciare un’intervista a Metismagazine. Innanzitutto le chiedo di aiutarci a far luce sulla questione. Quali sono i dati relativi alla violenza sulle donne in Basilicata, come vengono acquisiti e ufficializzati e quali sono gli strumenti normativi o le prassi cui far riferimento. Ma soprattutto qual è la situazione attuale?

Buongiorno e grazie a voi! Comincio col dire che in Basilicata è attivo l’Osservatorio regionale sulla violenza di genere e sui minori in attuazione della Legge Regionale n. 26 del 18 dicembre 2007 con la finalità di prevenire e contrastare il fenomeno della violenza. Questo Osservatorio afferisce al Dipartimento Politiche della persona.

In attuazione della legge n. 119 del 15 ottobre 2013, che ha convertito in Legge con modificazioni il Decreto Legge n. 93 del 14 agosto 2013 recante disposizioni in materia di sicurezza e per il contrasto della  violenza di genere, nello stesso anno 2013 in Basilicata fu firmato il Protocollo d’intesa sul codice Rosa.

E’ stato approvato e recepito il PIANO STRATEGICO REGIONALE SULLA VIOLENZA 2018-2020 (del 17 maggio 2018 n. 427) e al punto 3 pag. 8 si legge “..delibera di costruire una rete territoriale ..favorendo la messa in comune di informazioni e BUONE PRATICHE “. Al punto 8 degli obiettivi del Piano delle Azioni Positive 2019-2021 elaborato dal Comitato Unico di Garanzia dell’ASM si sollecita entro il 2020 la implementazione del Percorso Rosa negli ospedali di Matera e Policoro.

Il 25 novembre di quest’anno sono stati resi noti i dati tra gennaio e settembre 2020 e il dato segue la statistica nazionale. La pandemia ha amplificato le problematiche connesse al fenomeno della violenza  e in questo anno così difficile sono aumentati i maltrattamenti dei familiari e dei conviventi, le violenze sessuali, mentre sono diminuiti  gli atti persecutori.

Il Codice Rosa è un percorso speciale di accesso al Pronto Soccorso. Di cosa si tratta esattamente? Quando e a tutela di chi è nato questo percorso di contrasto alla violenza?

CODICE ROSA  è un percorso di accesso al Pronto Soccorso riservato a donne, bambini e persone discriminate vittime di violenza. Il percorso è stato ideato dalla Dott.ssa Vittoria Doretti, che è responsabile della rete nazionale, ed è attivo qualunque sia la modalità di accesso al servizio sanitario, sia in emergenza-urgenza, sia degenza o ambulatoriale e prevede precise procedure di allerta e di attivazione di successivi percorsi territoriali, nell’ottica di un continuum assistenziale e di presa in carico globale. Opera in sinergia con Enti, istituzioni e con la Rete territoriale dei Centri Antiviolenza, in linea con le direttive nazionali e internazionali. 

Il Codice rosa nasce in Toscana nel 2010 e in Basilicata nel 2013 con un protocollo d’intesa con la Procura della Repubblica  e diventa un progetto regionale.

Prevede percorsi gender sensitive di accoglienza, cura e tutela delle  persone vittime di violenza e abusi. Nel 2014 in Toscana si completa la diffusione in tutte le ASL e nel 2016 viene costituita la Rete del Codice Rosa.

In Basilicata la diffusione e la costituzione è ancora in itinere. L’Asm con il CUG ha elaborato un Piano di Azioni Positive dove al punto 8 è stato previsto l’obiettivo  “…stesura e implementazione del percorso sanitario codice rosa presso gli ospedali di Matera e Policoro  entro il 2020.

Perché è nato il codice Rosa? Quanto è importante che ognuno faccia la sua parte e quanto incide la formazione sulla capacità di fronteggiare i diversi casi?

Il Codice Rosa nasce per favorire il riconoscimento precoce dei casi di violenza, assicurando efficaci percorsi dedicati; e al contempo anche per coordinare e mettere in rete le diverse istituzioni e competenze, al fine di poter fornire una risposta efficace già dall’arrivo della vittima al Pronto Soccorso e poter dare continuità alle azioni successive al momento di cura erogato nelle strutture di Pronto Soccorso con la presa in carico territoriale successiva, sulla base della valutazione delle esigenze di tutela e protezione delle vittime mediante percorsi rispondenti alle loro esigenze.

Occorre assicurare omogeneità di intervento sull’intero territorio regionale. Il codice Rosa è stato attestato tra le BUONE PRASSI contro la violenza ed è una risorsa sanitaria che si aggiunge alla rete territoriale.

La formazione è fondamentale per l’implementazione del Modello e per consentire a ciascuno di operare correttamente e attivare il meccanismo. Occorre che tale formazione sia multiprofessionale, interdisciplinare e continua, giacché essa è lo strumento essenziale per promuovere le conoscenze, condividere le procedure operative, sviluppare la collaborazione e la motivazione all’interno dei gruppi operativi.

L’attività formativa progettata su temi specifici, coerente con gli aspetti organizzativi e progettuali, viene assicurata con continuità a livello regionale e aziendale ed è rivolta al personale dei gruppi operativi e alle sentinelle presenti presso le strutture e viene realizzata in collaborazione con Enti, Istituzioni e Centri Antiviolenza della rete territoriale.
Inoltre è indispensabile assicurare un rapporto costante con gli educatori e gli studenti sul tema della violenza e sulle molteplici implicazioni che il rapporto fra i generi produce.

I dati sulla violenza di genere, ma anche sulla violenza nei confronti di bambini e persone discriminate sono ad oggi allarmanti. Ci sono allo stato riscontri in merito al funzionamento di questo percorso di tutela? Cosa è cambiato dal 2015 a oggi e cos’altro ritiene si possa fare?

I dati sulla violenza di genere riscontrabili a livello nazionale e regionale sono stati resi noti dalla Prefettura di Potenza e Matera e dal Dipartimento pari opportunità della Presidenza del Consiglio. I dati che riguardano i minori maltrattati, vittime e spettatori di violenza, fanno riferimento all’indice regionale sui maltrattamenti e sulle politiche preventive, e sono calcolati con il QUARS, ossia l’indice di Qualità dello Sviluppo Regionale. Si calcolano su dimensioni individuali quali l’ambiente, l’economia, il lavoro, la salute, l’istruzione, la cultura, le pari opportunità, altro. Sono fattori di protezione, ma sono altresì fattori di rischio su cui vengono  impostati oggi  i programmi di prevenzione (vedi Programma Pippi).

Oggi viviamo un’emergenza sanitaria che è altresì una emergenza sociale. Il dato preoccupante, alla luce della emergenza urgenza Covid 19, è il rischio povertà, il rischio sociale, comunitario, relazionale, individuale a fronte dello scenario tra il 2015 e il 2017 che registrava, invece, dati rassicuranti legati alla ripresa economica con conseguente miglioramento della salute mentale, istruzione, servizi.

Mi chiede cosa si deve fare…Le rispondo che occorre un sistema informativo puntuale sul tema. Serve sviluppare  politiche specifiche (dirette) e integrate (indirette) di prevenzione e di contrasto al maltrattamento in un approccio multidimensionale. La Rete dei Servizi di tutela all’Infanzia è fondamentale.

In questo momento, sempre di più abbiamo bisogno di una gestione associata di Servizi, una formula idonea a garantire una risposta efficace dal punto di vista sociale, educativo e psicologico, orientando i temi verso l’adozione di modelli per una reale risposta alle situazioni di difficoltà del minore, della famiglia (vedi Percorso Rosa, vedi  GIADA Percorso di tutela dei bambini – Ospedale Giovanni XXIII di Bari).

Il Percorso Rosa in questione si rivolge altresì ai bambini e prevede precise procedure di allerta ed attivazione di percorsi territoriali (servizi all’infanzia dell’ASM, servizio sociale comunale, residenze, altro) nell’ottica della continuità assistenziale e di presa in carico globale.

La ringrazio Dottoressa per la sua disponibilità e per la chiarezza con cui ha reso a tutti noi delucidazioni importanti su una tematica della quale spesso sfuggono le dinamiche e che richiede sempre più un approccio specialistico e competente, ma anche grande sensibilità, empatia e intuito.

Grazie a voi!

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