CULTURA

ROMA, IL CINEMA E I 5 SENSI: GLI INGREDIENTI DELL’ULTIMO ROMANZO D’AMORE DI DIEGO GALDINO

BIOGRAFIA

Diego Galdino (classe 1971) vive a Roma e ogni mattina si alza mentre la città ancora dorme, per aprire il suo bar dove tutti i giorni saluta i clienti con i caffè più fantasiosi della città. Soprannominato dagli amici del locale il Cinderella della letteratura. Autore di successo internazionale, ai primi posti nelle classifiche della Germania, Spagna, Serbia, Polonia e Bulgaria. Ha esordito con Il primo caffè del mattino, di cui sono stati venduti anche i diritti cinematografici in Germania per Letterbox film produktion, lo sceneggiatore è Paolo Girelli (già noto per Il paradiso delle signore -Rai).Altri suoi successi Mi arrivi come un sogno, Vorrei che l’amore avesse i tuoi occhi, Ti vedo per la prima volta, L’ultimo caffè della sera, tutti pubblicati con Sperling & Kupfer, mentre Bosco bianco, è stato auto pubblicato per una scelta di cuore. Diego viene più volte nominato Il Nicholas Sparks italiano.Inoltre è testimonial del Consorzio per il caffè espresso italiano tradizionale, ed è stato tra i protagonisti del documentario svizzero sul caffè La pulpa und die bohne.In Sudamerica il suo romanzo Il primo caffè del mattino è considerato una Bibbia per gli amanti di caffè e molte aziende che producono caffè ne utilizzano le frasi per promuovere i loro prodotti. Con Una storia straordinaria l’autore fa il suo ingresso nel catalogo Leggereditore

RECENSIONEUNA STORIA STRAORDINARIA

Luca e Silvia sono due ragazzi come tanti che vivono vite normali, apparentemente distanti. Eppure ogni giorno si sfiorano, si ascoltano, si vedono. I sensi percepiscono la presenza dell’altro senza riconoscersi. Fino a quando qualcosa interrompe il flusso costante della vita, Luca perde la vista e Silvia viene aggredita in un parcheggio.
La loro vita, sconvolta, li porta a chiudersi in un’altra realtà e il destino sembra dimenticarsi di loro. Due anni dopo, la loro grande passione, il cinema, li fa conoscere per la prima volta e Luca e Silvia finiscono seduti uno accanto all’altra alla prima di un film d’amore. I due protagonisti, feriti dalle vicissitudini degli eventi passati, si ritrovano, così, loro malgrado, a vivere una storia fuori dall’ ordinario.
Ma l’amore può essere tanto potente da superare i confini dei nostri limiti e delle nostre paure? E il destino, quando trova due anime gemelle, riesce a farci rialzare e camminare insieme? Un’intensa e romantica storia d’amore attraverso i cinque sensi, il cinema e una Roma piena di fascino e magia che rendono questa storia straordinaria.

Una storia d’amore attraverso i cinque sensi e il cinema, sullo sfondo di una romantica Roma.Alcune storie sembrano scritte apposta per renderti la vita migliore.  Capita che la vita talvolta ci presenti un conto alto da pagare, e per superare dei momenti difficili, per trovare il coraggio di andare avanti nonostante tutto, è necessario prendere in considerazione altri punti di vista. Ebbene, sfogliando le pagine del libro ho avuto modo di riflettere a lungo su questo argomento: cambiare i miei i punti di vista.
I due protagonisti di questa storia straordinaria, Luca e Silvia, hanno un conto in sospeso con la vita. Un passato traumatico per Silvia, speaker radiofonica, cura la rubrica “solo cose belle”. Luca invece, appassionato di cinema, a causa di un incidente ora è un non vedente. Sarà proprio in un cinema che i due si incontreranno per la prima volta e in seguito scoccherà la scintilla dell’amore. Un amore romantico, vissuto attraverso i cinque sensi, travolgente, coraggioso.

«Tutto ciò è assurdo. Al cinema quella sera mi hai dato un fazzolettino di carta. Come se il destino ti avesse voluto dare una nuova occasione per essere coraggioso. Sai cosa vuol dire questo?»

Diego Galdino, Una storia straordinaria

Come cita lo stesso Diego Galdino, autore romano di cui ho apprezzato anche il precedente romanzo Bosco bianco:

«Luca e Silvia sembravano i protagonisti di quelle storie d’amore in cui ci si perde per le strade del mondo a causa di eventi imprevedibili, per poi ritrovarsi alla fine e restare insieme per sempre».


Qual è il messaggio più importante che vuoi trasmettere ai lettori con questo romanzo?
Che ci vuole la giusta lentezza per vivere in tutti i ‘sensi’ ogni singolo momento di una storia d’amore, per far sì che essa possa essere sempre straordinaria. 

Quando è nata dentro di te la storia di Luca e Silvia? 
Qualche anno fa mi trovavo al Giardino degli aranci sull’Aventino insieme alle mie figlie. Stavo tranquillamente seduto su una panchina osservandole mentre si facevano dei selfie con alle spalle un panorama unico, Roma in tutta la sua bellezza. Sembrava la scena più bella di un film. Così ho pensato a cosa avrei fatto se mi fosse stata tolta improvvisamente la possibilità di guardare le persone che amo, Roma e i film. Ho chiuso gli occhi, quando li ho riaperti è iniziata Una storia straordinaria.

Ci racconti di più dei due protagonisti? 

Luca e Silvia sono due ragazzi comuni che vivono la loro quotidianità serenamente fatta di famiglia, amici, lavoro, passioni, sfiorandosi all’inizio solo grazie ai cinque sensi. Poi la vita improvvisamente li mette davanti ad una realtà drammatica e difficoltosa, ma loro resistono, combattono, rinascono grazie all’amore che finalmente si decide a farli incontrare, lasciando che entrambi possano vivere una storia straordinaria dove due anime gemelle finalmente, malgrado tutto, si riuniscono per cercando di restare insieme per sempre.

Nei tuoi romanzi parli d’amore, un sentimento inteso come motore di tutte le cose: anche nella vita fuori dai libri credi che sia così?

 Assolutamente, ma so che rispetto ai film e ai libri la realtà delle cose rende tutto estremamente più difficile. L’importante è non smettere mai di avere fede nell’amore, perché lui non ti tradisce mai, a differenza delle persone.

Un altro elemento caratterizzante delle tue storie è l’ambientazione: Roma. Una città che ci fai amare e che fai scoprire anche a chi non l’ha mai vista: avete un legame molto stretto, perché? 

Roma è Roma… Per usare le parole della principessa Anna nel film Vacanze romane. Ed io non mi so vedere in nessun altro posto. I latini dicevano “Ubi major minor cessat” e per me Roma, insieme all’amore, è la cosa più grande di tutte.

Oltre a Luca e Silvia c’è un terzo protagonista nel tuo romanzo: il cinema. Io lo amo molto e immagino anche tu. Che ruolo ha in “Una storia straordinaria”?

Il cinema fa parte da sempre della mia vita e forse anche il mio modo di scrivere risente di questa mia grande passione per la settima arte. In Una storia straordinaria è sicuramente uno dei protagonisti principali, forse il collante di tutto l’intreccio narrativo. 

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