ATTUALITÀ

2020: I MEME PIÙ RAPPRESENTATIVI DELL’ANNO

Tirare le somme di questo 2020 non è per niente facile. C’è chi ci ha rinunciato completamente, come YouTube che già qualche settimana fa ha annunciato che non ci sarà quest’anno alcun Rewind; chi ha puntato tutto su temi e personaggi più in voga nel mondo online.

Menzione speciale va però a Instagram, che per il suo “Year in Review” quest’anno ha giocato tutto sui meme più popolari del 2020.

Lo schiaffo di Papa Francesco alla fedele cinese

Il fatto è successo l’ultimo giorno del 2019 e i gli utenti si sono scatenati sui social a partire dal giorno dopo. Il video del Papa che schiaffeggia la fedele cinese ha fatto il giro del mondo rimanendo un fenomeno virale anche nei mesi successivi.

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Le bimbe di Conte

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non sempre riesce a mettere d’accordo i membri del governo, ma ha il merito di aver conquistato i cuori di parecchi italiani e tantissime italiane. Tra le attese di nuovi Dpcm, misure restrittive e dirette, durante la pandemia è nato il fenomeno de “Le bimbe di Conte”.

Il barbiere di Mattarella

Un errore che passerà alla storia. Il 27 marzo, il Quirinale ha pubblicato un fuori onda del Presidente della Repubblica, Mattarella, che si apprestava a iniziare il suo discorso alla nazione includendo un commento al suo operatore sul ciuffo fuori posto: “Giovanni, pure io non vado dal barbiere”. In una frase è emersa tutta l’umanità del Presidente che, come tutti i suoi concittadini, si trovava nelle stesse condizioni. Ovviamente, il web si è scatenato.

Le gaffe su Zoom

Con l’incremento dello smart working e delle piattaforme di videoconferenza, ne abbiamo viste delle belle. Da manager aziendali trasformati in una patata su Microsoft Teams, a messe celebrate con esilaranti effetti.

De Luca e il lanciafiamme

Le folcloristiche dichiarazioni anti contagio del governatore campano Vincenzo De Luca, hanno lasciato il segno. Una su tutte, datata 20 marzo: «Sappiamo che qualcuno vorrebbe preparare la festa di laurea. Noi vi mandiamo i carabinieri, ma ve li mandiamo con i lanciafiamme». I fotomontaggi sul tema sono stati numerosissimi.

I congiunti

Con l’inizio della Fase 2, dal 4 maggio, gli italiani hanno finalmente potuto rivedere i propri congiunti. Non sono mancate fantasiose interpretazioni sul termine e conseguenti gag.

Proprio «congiunto» rappresenta indubbiamente una delle parole dell’anno.

«Non ce n’è Coviddi»

Indiscussa icona trash del 2020 è Angela da Mondello, la signora che lo scorso maggio di fronte alle telecamere di Canale 5 ha proferito una frase che sarebbe poi diventata un autentico tormentone estivo: «Non ce n’è Coviddi». Riscopertasi «influencer» a settembre, vanta oggi oltre 150 mila follower su Instagram, e ha anche inciso una canzone, criticatissima per non aver rispettato le norme riguardanti il distanziamento durante le riprese del videoclip.

Il siparietto Salvini-Floris

Sono fioccate le parodie sullo scambio di battute tra Matteo Salvini e Giovanni Floris a «diMartedì» del 9 giugno: «Posso abbassarmi la mascherina per parlare con una signora?», aveva chiesto il leader della Lega. «Eh, no. Se non sta ad un metro e mezzo, no», aveva ribattuto il conduttore. E via con le ironie, alle quali l’ex ministro dell’Interno non è certo nuovo sui social.

I colori delle regioni

Con la seconda ondata di Covid-19 sono poi tornati i meme sulle misure restrittive del governo. Questo si riferisce per esempio alla particolare situazione che con il Dpcm del 3 novembre sembrava profilarsi per la Basilicata, zona verde interamente circondata da regioni gialle e rosse (in realtà poi la versione finale del decreto non individuava zone verdi e la Basilicata fu classificata come regione gialla).

La spesa su Rai 2

Tacco 12, minishort in pelle, top che lascia scoperto lo stomaco e tutto un repertorio di mossette hard: ecco l’equipaggiamento consigliato da Rai 2 per fare la “spesa sexy” secondo un tutorial andato in onda nel programma “Detto fatto”. Insomma, un’immagine della donna stereotipata. Il web non ha perdonato lo scivolone della tv pubblica ironizzandoci su. 

Il (non) Capodanno 2021

Abbiamo iniziato con un episodio accaduto il 31 dicembre 2019. Quest’anno, Capodanno, si traduce anche nella fine dell’anno della pandemia. Quanto a questo ultimo scampolo di 2020, c’è da augurarsi che la sera del 31 dicembre non ricominci tutto d’accapo.

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