corpore-sano

CHE CORRELAZIONE C’È TRA ALIMENTAZIONE E COVID?

La pandemia di COVID-19, causata dal coronavirus SARS-CoV-2, ha avuto un impatto globale che non si vedeva per una malattia infettiva da oltre un secolo. Questa pandemia acuta si è diffusa dall’Oriente e si è sovrapposta ad una lenta pandemia di malattie metaboliche dell’obesità e del diabete tipica del mondo occidentale. 

Negli ultimi 100 anni con l’avanzare della tecnologia, delle industrie e del cibo a basso costo e di scarsa qualità, si è osservato un aumento del consumo di diete ad alto contenuto di grassi saturi, zuccheri e carboidrati raffinati che gli studiosi hanno comunemente chiamato Western pattern diet (WPD) ossia dieta del modello occidentale. Questo tipo di alimentazione in associazione ad un’attività fisica limitata hanno contribuito alla prevalenza dell’obesità che via via è diventata silenziosamente una malattia globale che attualmente porta alla morte 2,8 milioni di persone ogni anno secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’eccesso di grasso localizzato prevalentemente a livello addominale predispone i soggetti in sovrappeso e obesi a tutta una serie di patologie che rientrano sotto il nome di sindrome metabolica. Quest’ultima infatti è caratterizzata da:

  • ipertensione arteriosa, 
  • dislipidemia,
  • insulino-resistenza e diabete tipo 2.

I pazienti con obesità infatti soffrono spesso di una disfunzione respiratoria, sono predisposti a polmonite ma anche ad un aumentato rischio di diabete mellito, malattie cardiovascolari e malattie renali, comorbidità che si ritiene determini una maggiore vulnerabilità alle insufficienze d’organo associate alla polmonite. Tuttavia, anche in assenza di comorbidità dell’obesità, la presenza di ipertensione, dislipidemia e insulino-resistenza potrebbe predisporre gli individui ad eventi cardiovascolari e una maggiore suscettibilità alle infezioni tramite aterosclerosi.

Quindi è noto come l’eccesso di grasso di per sé possa predisporre i soggetti a numerose patologie molto gravi che possono portare addirittura alla morte.

Correlazione fra obesità e Covid-19

Numerosi studi scientifici pubblicati nell’ultimo anno testimoniano sempre più una netta correlazione tra obesità e COVID-19. Ci sono molte caratteristiche dell’obesità e del diabete che possono accentuare la risposta clinica all’infezione da SARS-CoV-2. In particolare obesità e diabete portano ad un’alterazione della risposta immunitaria ed uno stato infiammatorio cronico determinando l’attivazione di una serie di meccanismi che aiutano il virus ad invadere le nostre cellule. Sta infatti diventando sempre più chiaro come il virus ha acquisito la capacità di sfruttare questi meccanismi per facilitare il suo ciclo di vita. 

I pazienti obesi risultano quindi essere potenzialmente più vulnerabili al COVID-19 e più contagiosi dei pazienti magri. È stato dimostrato che l’elevato indice di massa corporea sia maggiormente correlato con l’ospedalizzazione, la necessità di ventilazione meccanica e la non sopravvivenza rispetto ai pazienti magri.

Come rafforzare il sistema immunitario

Per poter fronteggiare il virus al meglio bisogna supportare in modo ottimale il sistema immunitario. Una risposta immunitaria ottimale dipende da un’alimentazione adeguata, al contrario un cattivo stato nutritivo è spesso associato ad infiammazione e stress ossidativo, che a loro volta possono avere un impatto negativo sul sistema immunitario. 

Esistono nutrienti che ci aiutano a rafforzare il nostro sistema immunitario. Ad esempio, un apporto proteico sufficiente è fondamentale per una produzione ottimale di anticorpi. Inoltre esistono una serie di componenti dietetici che hanno capacità antinfiammatoria e antiossidante, come alcuni micronutrienti quali vitamina A, D, C ed E e zinco ma anche sostanze fitochimiche come carotenoidi e polifenoli. 

Bisogna però fare attenzione alle dosi di assunzione: un eccesso di questi nutrienti può determinare o una sindrome di mal assorbimento oppure nei casi più gravi una sindrome da eccesso. Per esempio il fabbisogno giornaliero di vitamina C, o acido ascorbico, è di circa 90 mg per gli uomini e 60 mg per le donne. Assumere una dose più elevata rispetto a quella richiesta (per esempio tramite integratori) risulta inutile in quanto potrebbe solamente aumentare il rischio di effetti avversi gastrointestinali soprattutto se essa supera la dose di 1g/die. L’eccesso di vitamina C infatti non viene assorbito a livello intestinale ma diventa prima nutrimento per i batteri intestinali che generano gas e poi viene eliminata con le feci provocando gonfiore addominale, meteorismo e diarrea (ecco perché a volte grosse quantità di frutta possono provocare indigestione).

Inoltre è stato dimostrato che anche un giusto apporto di fibra alimentare, fermentata dal microbiota intestinale in acidi grassi a catena corta, produce effetti antinfiammatori. 

Ora più che mai sane abitudini alimentari sono indispensabili per ridurre la suscettibilità e le complicanze a lungo termine da Covid-19. Un’alimentazione equilibrata in associazione ad una costante attività fisica è sempre la prima linea di difesa del nostro organismo contro qualsiasi tipo di infezione.

Bibliografia

  • COVID-19 and Obesity: Dangerous Liaisons. Grazia Caci, Adriana Albini, Mario Malerba, Douglas M Noonan, Patrizia Pochetti, Riccardo Polosa 
  • Strengthening the Immune System and Reducing Inflammation and Oxidative Stress through Diet and Nutrition: Considerations during the COVID-19 Crisis. Mohammed Iddir, Alex Brito, Giulia Dingeo, Sofia Sosa Fernandez Del Campo, Hanen Samouda, Michael R La Frano, Torsten Bohn 
  • The impact of nutrition on COVID-19 susceptibility and long-term consequences. Michael J Butler, Ruth M Barrientos
  • Obesity, Diabetes and COVID-19: An Infectious Disease Spreading From the East Collides With the Consequences of an Unhealthy Western Lifestyle. Jeff M P Holly, Kalina Biernacka, Nick Maskell, Claire M Perks

Dott.ssa Rossella Sorbino

Advertisements

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.