CULTURA

DISCENDENZA UMANA: DALL’EDEN A CITTADINI DELL’UNIVERSO

Tra le domande esistenziali più gettonate di sempre c’è sicuramente: da dove veniamo? Volendo restringere l’enigma all’osso, potremmo perfezionare la questio domandandoci piuttosto ”da chi discendiamo”?

Non c’è branca scientifica o teologica che non abbia dato adito alla questione. Dall’Antico Testamento a Darwin, che siano ad Adamo ed Eva i nostri progenitori o ominidi sapiens sapiens, la risposta a riguardo rimane avvolta nel mistero.

Le ricerche scientifiche sull’origine dell’uomo aggiungono di continuo nuovi dati e nuove riflessioni che ci aiutano a dare una risposta sempre più plausibile a questo grande interrogativo.
Sappiamo che quello della Bibbia è il racconto teologico della storia dell’umanità, che si preoccupa di dire la verità esistenziale, quella che serve a dare un senso alle cose e alla vita.

Il racconto teologico non indica coordinate temporali o spaziali perché non gli interessano.

Dal libro della Genesi 2,18-25

[18] Poi il Signore Dio disse: “Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile“. 

[19] Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. 

[20] Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l’uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile. 

[21] Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. 

[22] Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. 

[23] Allora l’uomo disse:

“Questa volta essa

è carne dalla mia carne

e osso dalle mie ossa.

perché dall’uomo è stata tolta”. 

[23] Allora l’uomo disse:

“Questa volta essa

è carne dalla mia carne

e osso dalle mie ossa.

perché dall’uomo è stata tolta”. 

[24] Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne.

25] Ora tutti e due erano nudi, l’uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna.

La scienza controbatte:

«Da una zona forse vicina al sito eritreo di Abdur, dove la presenza di Homo sapiens è attestata 125 mila anni fa, iniziano le dispersioni multiple della nostra specie fuori dall’Africa, seguendo spesso gli stessi tracciati delle precedenti diaspore. Le espansioni di Homo sapiens hanno lasciato una traccia genetica flebile ma significativa. I quasi sette miliardi di esseri umani che abitano oggi il pianeta presentano una variazione genetica molto ridotta e proporzionalmente più bassa mano a mano che ci si allontana geograficamente dal continente africano. Questo dato suggerisce che l’intera popolazione umana sia discesa da un piccolo gruppo iniziale, che conteneva gli antenati di tutti noi»

(T. Pievani, Siamo frutto del caso, «Micromega», 1/2012).

E poi oltre le teorie darviniste e teologiche ce ne sono altre ancora che ci confermano che non siamo altro che ”polvere di stelle”.

“Siamo fatti della stessa materia delle stelle”, scriveva l’astronomo e divulgatore scientifico Carl Sagan in Cosmos ben 37 anni fa. Ma ora sappiamo che metà di quella “polvere” proviene da stelle lontane, molto lontane, addirittura fuori dalla nostra galassia. La teoria si deve a un gruppo di astrofisici che sono riusciti a risalire, grazie ai calcoli di un computer, all’origine degli atomi di cui è fatta la Via Lattea. Compreso il nostro Sole, i pianeti e anche noi, gli inquilini di questo granello di materia, adesso ancora di più “cittadini dell’Universo”.

Le stelle sono dentro di noi: “L’azoto nel nostro Dna, il calcio nei nostri denti, il ferro nel nostro sangue e il carbonio nella nostra torta di mele” diceva Sagan. Così come i peli del nostro gatto che poltrisce sul divano, il divano stesso e la carta, o lo schermo, sul quale state leggendo questa storia. I miliardi di miliardi di atomi che li compongono sono materia intergalattica che ha percorso centinaia di migliaia di anni luce e infine si è riunita, compressa dalla sua stessa gravità.

Ma com’è arrivata fino a qui? Grazie ai venti galattici, scatenati dall’esplosione di supernove, stelle massicce giunte alla fine della loro vita. Sono fenomeni dall’immensa energia: le più potenti arrivano a essere anche diverse volte più luminose dell’intera Via Lattea.

 “Tutto quello che serve è cucinato dentro le stelle: la prima generazione, dopo il Big Bang, aveva a disposizione solo idrogeno ed elio” spiega Amedeo Balbi, professore associato al dipartimento di Fisica dell’Università di Roma Tor Vergata, e divulgatore “poi le generazioni successive hanno cominciato a produrre elementi più pesanti. E ogni volta che una stella esplode quel materiale viene rimesso in circolazione nelle nebulose, che sono anche la culla di nuove stelle”. E da quelle nebulose che “accendono” gli astri siamo nati anche noi, una volta che la materia prima è stata a disposizione. “Succede quando quelle nubi molecolari hanno abbastanza elementi pesanti, polveri e molecole complesse per formare anche i pianeti e poi molecole ancora più complesse che servono agli organismi viventi” conclude Balbi. “Anche se per ora siamo l’unico esempio che conosciamo”.

In questo LXI numero di Metis Magazine abbiamo voluto affrontare l’affascinante e antichissima tematica esistenziale sulla discendenza umana. Da dove veniamo? Siamo frutto dell’evoluzione biologica di una scimmia, la scintilla divina proveniente dall’Eden o siamo un insieme di polvere di stelle?

Come sempre abbiamo cercato di affrontare il tema attraverso differenti argomentazioni intrise di numerosi spunti di riflessione unendo il tutto alle nostre immancabili rubriche e alle interviste esclusive. Senza alcuna pretesa di esser stati esaustivi, vi invitiamo a non perdervi questo originale numero di Gennaio.

Buona lettura.

 

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