Caro John

GASLIGHTING: COS’É E COME DIFENDERSI DALLA MANIPOLAZIONE PSICOLOGICA

Caro John, mi chiamo Gaia e da due anni convivo con F. che è anche il mio primo fidanzato importante. Sembrava andasse tutto bene fino a quando da qualche mese si è ritrasferita in città la sua migliore amica e per me è stato l’inizio di un incubo! Se non sono a chattare stanno per ore al telefono a ridere e parlare fitto, non so bene su cosa, visto che lui si chiude spesso in camera per farlo…L’altra sera è venuta a casa nostra per cena e F. a volte le accarezzava i capelli e lei lo baciava sul collo “perché ha un buonissimo profumo!”, diceva. Ogni tanto sembrava anche che mi prendessero in giro…Finita la cena, ho notato che lei aveva lasciato sul tovagliolo del mio fidanzato lo stampo di un bacio con il suo rossetto rosso…Appena ho chiesto a F. spiegazioni mi ha detto che sono pazza e che mi invento come al solito le cose. Sto davvero ingigantendo tutto?

Cara Gaia, partiamo dal presupposto che tu non sei affatto pazza! Questa violenza psicologica gratuita e quotidiana che stai vivendo in grado di offuscare se non annullare direttamente la capacità di giudizio e autonomia valutativa sul tuo fidanzato e la sua migliore amica ha un nome ben preciso: Gaslighting.

Il termine deriva da un’opera teatrale del 1938 Gaslight (inizialmente nota come Angel Street negli Stati Uniti) del drammaturgo britannico Patrick Hamilton, e dagli adattamenti cinematografici del 1940 e 1944 (quest’ultimo conosciuto in Italia come Angoscia). La trama tratta di un marito che cerca di portare la moglie alla pazzia manipolando piccoli elementi dell’ambiente, per esempio affievolendo le luci delle lampade a gas. La moglie nota questi cambiamenti, ma il marito insiste nell’affermare che sia lei a ricordare male o inventarsi le cose.

Tre sono le fasi principali predilette dal Gaslighter (ovvero dal partner o amico narcisista e manipolatore): la prima è quella in cui la vittima ha la sensazione che la comunicazione con il gaslighter sia distorta ma crede che questo problema sia dovuto a un fraintendimento visto che questa è ancora la fase del “love bombing” dove la relazione appare bellissima. Nella seconda fase la vittima proverà a convincere il suo abusatore che ciò che dice non è fondato credendo che il dialogo potrebbe aiutare a cambiare le cose ma nella terza fase, quella della discesa verso la depressione, la vittima capisce che il gaslighter non cambierà mai e al tempo stesso si convince erroneamente di essere l’elemento sbagliato dei due a diventando, così, estremamente vulnerabile. Siamo cioè all’interno di un rapporto di dipendenza tossico in cui la vittima si sente inadeguata, incapace e stupida ma contestualmente continua a vedere nel suo aggressore una “fonte di autorità” perché associato a una possibilità di crescita e miglioramento personale. 

Ci sono alcune frasi usate più frequentemente dall’abusatore patologicamente bugiardo come:
. “Non essere così permaloso/a!”
. “Non devi sentirti così”
. “Guarda che ti ricordi male (come sempre)”
. “Questo non è mai successo, ti inventi le cose!”
. “Ma stai bene? Mi sto preoccupando per te perché dici cose strane!”

I gaslighter si presentano come persone affascinanti e fedeli quando in realtà nascondono, dietro frecciatine sarcastiche alternate a sprazzi di lusinghe, una personalità egoistica desiderosa di plasmare la sua vittima al suo disegno. Perciò non perdere tempo prezioso per la tua vita, cara Gaia e…scappa!

Caro John

(Copyright immagine in evidenza)

Advertisements

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.