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TRESIGALLO: LA CITTÀ METAFISICA

Oggi meta di gite domenicali di architetti e appassionati di design e storia, o di curiosi a caccia di itinerari insoliti, luoghi dimenticati e edifici pieni di fascino sul territorio italiano.

Tresigallo, la cittadina a metà strada tra Ferrara e le Valli di Comacchio, è un unicum tra le città di fondazione per la sua modernità architettonica e urbanistica.

Facciate pastello e un silenzio surreale: è così che si presenta la capitale del razionalismo italiano, un luogo sospeso tra sogno e realtà.

Il sogno di Edmondo Rossoni

La cittadina nacque dal sogno di Rossoni di dare vita a un modello di società che avesse i bisogni della popolazione al centro: furono costruite scuole, teatro, casa di riposo, colonia post sanatoriale, casa del ricamo, sala da ballo, bagni pubblici e tutti i servizi necessari. Fuori dall’abitato si cercò di attirare le attività produttive per creare lavoro. Anche l’edilizia privata fu costruita in stile razionalista.

Passeggiare per le vie di Tresigallo, è come immergersi in una delle celebri opere di Giorgio De Chirico, tra colori pastello, grandi spazi e geometrie taglienti; non a caso è stata ribattezzata Città del ‘900 o Città Metafisica.

Oggi la quasi totalità degli edifici è ancora esistente, alcuni avrebbero bisogno di restauro, ma sembra sospesa nel tempo.

L’obiettivo di Rossoni era quello di dare un nuovo assetto urbano, industriale e architettonico al paese. L’idea era quella di realizzare una relazione solida tra gli abitanti e il territorio per creare una viva collaborazione tra lavoratore e datore di lavoro, con il fine di creare nuove risorse e opportunità, nuovo sviluppo, maggiore ricchezza e benessere per la gente.

Tresigallo è considerata una “città ideale”, non perché sia un paradiso in terra, ma perché è stata costruita a partire da un’idea precisa di società, di sviluppo urbanistico e di architettura. In sei anni, quello che prima era un borghetto tra Ferrara e le valli di Comacchio, con appena 500 abitanti, è diventato un piccolo centro industrializzato.

Quelli che allora erano i bagni pubblici, oggi sono diventati l’urban center della città. Un edificio reso celebre grazie allo sharing sui social e amato dai fotografi per il suo colore azzurro cielo e per la scritta che svetta sulla sua cima, cambiata da “Bagni” a “Sogni”.

Chiuse le fabbriche dopo la guerra, Tresigallo ha smesso di crescere. La sua popolazione è composta soprattutto da anziani e i giovani che ci vivono nella maggior parte dei casi lavorano altrove. Anche per questo è nato il progetto Torri di Marmo: per restituire uno spazio pubblico ai cittadini e per far conoscere un borgo rimasto fermo nel passato, con tutta la carica di storia architettonica che si porta dietro.

La promozione della città

Il progetto, assieme alla creazione delle Giornate Metafisiche, ovvero dei giorni dedicati a conferenze e approfondimenti sulla città, la sua architettura e la sua arte, ha portato a Tresigallo migliaia di turisti.

Un caso di studio unico, al punto da diventare l’oggetto un workshop sulla gestione di eredità di un passato dissonante tenuto presso l’Università di Cambridge.

Oggi Tresigallo è uno dei pochi esempi rimasti di città di fondazione progettata a tavolino. A distanza di ottanta anni, la Città Metafisica di Rossoni ha infatti mantenuto la propria immagine e architettura razionalista.

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