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VULVODINIA : QUANDO IL RAPPORTO SESSUALE E’ DOLOROSO

Cari Adam&Eva,                   

sono Lucrezia, ho 45 anni e da sono sposata da venti con Alfio. Il nostro, tra alti e bassi, tra amore, rabbia e possessione, è un rapporto che resta ancora in piedi.  Qualche mese fa, poco dopo l’inizio della pandemia da Covid-19, ho scoperto che mio marito è in contatto con un’altra donna. Soffro da mesi di vulvodinia e pertanto non riusciamo ad avere rapporti da un bel po.Dai messaggi che ho letto è chiaro che con questa nuova donna fa di tutto, tutto quello che con me non ha mai avuto il coraggio di fare e di osare.  Sono furibonda, perché abbiamo passato vent’anni a costruirci una vita insieme, e adesso, per via di questa cosa, non so più che razza di futuro ho davanti. Non so che fare. Non riesco ad accettare nemmeno l’idea di una coppia aperta.

Cara Lucrezia, 

ci dispiace leggere tutto il dolore e la rabbia che traspare dalla tua lettera. La vulvodinia è un disturbo che colpisce il 15% della popolazione femminile, dall’adolescenza alla menopausa, vissuto, quasi sempre, come un disagio. Questo disturbo si caratterizza attraverso una sensazione di dolore e di bruciore nell’area vulvare pur in assenza di lesioni cliniche visibili. Il dolore può essere spontaneo oppure provocato da un contatto (rapporto sessuale, indumenti stretti, assorbenti, etc.) o da banali movimenti come sedersi o accavallare le gambe. Molto spesso è presente in modo continuativo, attraverso fitte o scosse elettriche sul pube, sulla vulva o nella zona perianale. Ha i sintomi tipici di un’infezione (vaginite o cistite), ma il tampone e l’urinocoltura sono negativi.

Ti consigliamo di affidarti a degli specialisti per poter intraprendere una terapia mirata. Servirà un po’ di tempo ma guarirai. E anche il tuo cuore! 

Abbi cura di splendere!

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