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16 GENNAIO 1605: MIGUEL DE CERVANTES PUBBLICA “DON CHISCIOTTE DELLA MANCIA”

Il 16 gennaio 1605 l’editore Francisco de Robles di Madrid pubblica la prima edizione di una delle più grandi opere letterarie dell’Umanità, tuttora considerato il primo romanzo moderno della letteratura occidentale: El Ingenioso hidalgo don Chisciotte de la Mancha. (“Don Chisciotte della Mancia“).

Si narra che l’idea di una delle trame più famose della storia della letteratura non solo spagnola ma oramai internazionale abbia avuto la sua genesi tra le sbarre di una prigione a Siviglia, città dove venne rinchiuso per ben due volte (nel 1597 e 1602) lo scrittore Miguel de Cervantes a seguito dei frequenti “errori di conto” durante la sua attività di esattore.

Questa prima prima versione del libro sulle celebri avventure del cavaliere improvvisato Don Chisciotte e del suo scudiero Sancio Panza, venne pubblicata quando Cervantes aveva 57 anni.

Visto che il romanzo aveva un finale aperto e che riscosse sin da subito un gran successo, nel 1614 Alonso Fernandez pubblicò un seguito che causò una così forte indignazione in Cervantes (che aveva ceduto le royality del libro alla casa editrice per pagarsi dei debiti) da spingerlo e a scrivere la sua conclusione per pubblicarla poi l’anno successivo, nel 1615.

Nella versione di Cervantes, le gesta del nobiluomo cinquantenne che erra per le campagna alla ricerca di romantiche avventure cavalleresche si concludono con una svolta “tragica” del personaggio, costretto a tornare a fare i conti con la realtà ormai sul letto di morte: 

“Io sono nato per vivere morendo.”

Verso la fine del secondo volume, Cervantes rivelò che il vero nome del suo eroe, (don Quixote , in spagnolo) “Alonso Quixano”, fosse ispirato ad Alonso de Quesada y Salazar, lo zio di Catalina de Salazar y Palacios, moglie di Cervantes dal 1584.

Da allora “Don Chisciotte della Mancia” è stato tradotto in oltre 50 lingue e letto da circa 500 milioni di persone al mondo, una fama senza tempo, quella sul cavaliere sognatore che combatteva contro i mulini a vento, da continuare ad essere riprodotta anche in disegni artistici, brani musicali e pellicole cinematografiche.

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