CULTURA

IL COSPLAY, DA ARTE CREATIVA A FENOMENO SOCIALE

Come ogni anno arriva il Carnevale, una festività che ha origini antichissime, un periodo dell’anno contraddistinto dall’allegria e dalla convivialità, in cui è concesso abbuffarsi, burlarsi di sé stessi e degli altri in un’atmosfera goliardica e ironica. Il suo significato, letteralmente levare la carne, indica la purificazione del corpo e dello spirito nel periodo che precede la Quaresima, un momento, al contrario, dedicato alla riflessione e al digiuno. Di solito ci si traveste con maschere tradizionali che in passato mettevano in risalto vizi e difetti, come la pigrizia di Arlecchino o la superbia del Dottor Balanzone, e che oggi rappresentano virtù e qualità legate ai supereroi del fumetto, o esasperano gli aspetti caricaturali di un personaggio, solitamente reale, nei carri allegorici di Putignano o Viareggio, i più conosciuti in Italia. 

Carnevale 2020 in Sicilia

In epoca moderna si è diffusa tra i giovani una nuova tendenza, molto diversa quella legata all’uso delle maschere a cui siamo abituati, proveniente dal Giappone, entrata a far parte del carnevale tradizionale, il Cosplay, kosopure in giapponese, corrispondente all’espressione inglese costume play, recitare in costume. Una pratica nata nel mondo asiatico degli anni settanta e che consiste nel vestirsi come i personaggi di anime, manga e videogiochi, mentre, in altri paesi europei e americani, si diffonde a partire dagli anni novanta, trovando ispirazione nei protagonisti dei film quali Harry Potter, Il Signore degli anelli, Star Wars e Game of Thrones o nel mondo del fantasy, dei videogiochi, delle serie tv; fare cosplay dunque non rappresenta solo vestirsi come il personaggio preferito ma anche imitarlo nel modo di agire e di parlare. In Italia si svolgono diverse manifestazioni e contest legate a questo fenomeno, come il famoso Lucca Comics & Games, organizzato nel periodo autunnale, in cui migliaia di visitatori invadono la città tra gare e sfilate a tema e a cui il vero cosplayer non può mancare. Per essere un vero cosplayer bisogna documentarsi, studiare e curare, nei minimi particolari, i dettagli e le sembianze di un personaggio reale o di finzione, riconoscersi in esso esaltandone il carattere carismatico, l’intelligenza brillante, lo stile e le qualità, identificarsi con un eroe positivo classico o con il suo antagonista, insomma una pratica che richiede tanta passione e dedizione. Il carnevale come presa in giro o esorcizzazione di difetti propri o altrui, il cosplay come esaltazione nel mostrare qualità o tratti distintivi.

Batman& Joker

Ma perché ci si maschera?

Nel corso della storia la maschera ha assunto differenti significati a seconda della cultura di appartenenza, da oggetto rituale, teatrale e goliardico, i popoli primitivi, ad esempio, usavano travestirsi con pelli di animali e altri oggetti per svolgere funzioni propiziatorie legate al raccolto o durante la danza per mettere in contatto l’uomo con le energie spirituali, fino ad indicare la perdita dell’identità da parte di chi la indossa, la sua funzione infatti consiste nel proteggere la persona per permetterle di agire e di conservare l’anonimato, la sua identità, o la sua neutralità mentre durante il carnevale rappresenta una sorta di mezzo di purificazione per allontanare gli spiriti malvagi e a esorcizzare la morte. 

Oggi invece, quella di trasformarsi in un personaggio dei manga, da cui nasce la tendenza del cosplay, non è solo un passatempo, ma un’arte creativa che richiede cura e passione, e attraverso cui si possono analizzare alcuni aspetti della nostra società. Il cosplay è infatti considerato un fenomeno di aggregazione, esistono numerose  community di appassionati italiani (Cosplayer In Italia o Cosplay Universe), luoghi virtuali dove è possibile mostrare i propri lavori artistici e farsi conoscere, caricare foto e scambiarsi consigli utili; rappresenta inoltre un fenomeno di libertà di espressione, in cui ognuno è libero di impersonare qualsiasi personaggio senza alcun tipo di limitazione o discriminazione sessuale, ed è infine visto come un gioco o un gesto di libertà utile a ricercare il proprio posto nel mondo, per capire chi si è veramente.Tuttavia c’è chi considera questa attività narcisistica e il cosplayer appare come colui che si rifiuta di crescere e si rifugia in un mondo immaginario fatto di cartoni animati. Alcuni studi dimostrano che la relazione che intercorre tra il cosplayer e il personaggio evidenzia tre aspetti di identificazione basati su caratteristiche psicologiche, sulla propria storia personale e sull’aspetto fisico della figura scelta. In un altro studio, basato sulle variabili di personalità, si è notato come i cosplayers siano caratterizzati da una forte tendenza all’inibizione sociale, con difficoltà nelle relazioni interpersonali e mostrino un forte bisogno di ammirazione accompagnato però da un senso d’ inadeguatezza e di paura del giudizio. 

Nonostante le analisi dei fenomeni sociali siano di grande importanza per capire l’evoluzione della nostra società,  non dimentichiamo che il periodo di Carnevale, rappresenta un momento dell’anno da vivere con divertimento e libertà, senza discriminazioni, giudizi e disparità, ma allegria e socialità per tutti, tanto per chi indossa maschere tradizionali tanto per coloro che esibiscono a quelle più di tendenza, un’occasione che unisce e aggrega tra coriandoli e stelle filanti con fischi, frizzi e lazzi, con schiamazzi, sollazzi e svolazzi per celebrare la festa più colorata e sregolata dell’anno. 

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