Caro John

Sindrome di Stendhal? I consigli di John

Caro John,

Mi chiamo Laura e sono una travel blogger.

Le scrivo in quanto avrei riscontrato un problema durante la mia ultima vacanza, una di quelle vacanze da turista caratterizzata da un tipico girovagare esplorativo tra le viuzzole dei borghi e nei musei pregni di meraviglie provenienti da tutto il mondo. Mi sono ritrovata ad avere un vero e proprio malessere davanti a delle opere d’arte. Inizialmente ho pensato potesse trattarsi di spossatezza, ma dal momento in cui ho sentito parlare di una sindrome di Stendhal vorrei sapere se è il mio caso o dopo tutto trattasi solo di una leggenda.

Laura

Cara Laura,

Galimberti direbbe che davanti alla bellezza siamo tutti spettatori….io aggiungerei con le dovute conseguenze.

Si dice sindrome di Stendhal quella serie di sintomi psicofisici che si manifestano in una persona durante la contemplazione di opere artistiche di straordinaria bellezza. Chiamata anche sindrome di Firenze (dal nome della città in cui la sindrome ricorre più spesso), si manifesta con capogiri,vertigini, allucinazioni, tachicardia e, a volte, svenimenti.

La sindrome viene descritta per la prima volta da Stendhal, nel suo diario di viaggio Roma, Napoli e Firenze

«Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere.»

I primi studi scientifici sulla sindrome di Stendhal vengono condotti dalla psichiatra fiorentina Graziella Magherini nel 1977, che descrisse 106 casi di turisti stranieri venuti in visita a Firenze e che avevano manifestato sintomi psicofisici riconducibili alla sindrome di Stendhal.

Approfondendo il caso, però, la psichiatra trovò numerose caratteristiche comuni tra i soggetti colpiti: disturbi del contenuto e della forma del pensiero con intuizioni e percezioni deliranti associate a disturbi delle senso-percezioni con allucinazioni uditive, e fenomeni che generavano vere e proprie illusioni.

Spiegare scientificamente l’insorgere di un’emozione, però, non elimina il valore e la bellezza intrinseca dell’opera d’arte.

Pittura, scultura e architettura continueranno a emozionarci come hanno sempre fatto.

Tornando a noi, è davvero difficile stabilire da così poche informazioni se il suo caso potrebbe essere annoverato tra quelli da sindrome di Stendhal. Ad ogni modo ricorda che la sindrome di Stendhal si presenta sempre in soggetti dotati di una grande sensibilità emotiva e artistica e se questa è davvero la causa dell’insorgere dei sintomi, tale predisposizione costituirebbe una grande fortuna.

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