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FELICI SUL LAVORO? SI PUO’!

Il 20 Marzo si festeggia la Giornata Internazionale della Felicità, giorno dell’equinozio di Primavera, la stagione dell’anno che porta con sé rinascita, energia e risveglio dei sensi dopo il lungo inverno. La parola felicità deriva dal latino felix, fertile, la cui radice indica abbondanza, prosperità e ricchezza, mentre in inglese il termine happy proviene dal verbo to happen accadere, lasciare che le cose accadano per essere felici,  per i greci la eudaimonía,  il ‘buon demone’ o eutychía, ‘la buona sorte’, fa riferimento all’obiettivo finale della vita vissuta secondo etica e morale. Il concetto di felicità viene ricondotto generalmente ad uno stato di benessere e di soddisfazione nei confronti della vita, alla capacità di provare emozioni positive, ad uno stato d’animo a cui molti di noi aspirano,  fondamentale nelle nostre vite, da coltivare e ricercare anche sul lavoro. 

Il tempo che dedichiamo al lavoro assorbe la maggior parte delle nostre giornate e, indipendentemente dalle mansioni, dal ruolo o dal luogo, in ufficio, da casa o in viaggio, essere felici sul lavoro influenza necessariamente il nostro umore, le nostre relazioni interpersonali, ci rende produttivi e soddisfatti, motivati e ottimisti in vari ambiti della nostra vita. Lavorare presuppone concentrazione, impegno, responsabilità, sacrifici e può provocare a volte stress e insoddisfazione; le cause possono essere di vario genere, da un capo autoritario e intransigente, a colleghi poco disponibili e competitivi, a orari e carico di lavoro insostenibili, ma come conseguenza provocano una insoddisfazione dovuta alla mancanza di gratificazione e motivazione. 

E’ possibile essere felici sul lavoro?

Sul lavoro ha più possibilità di essere felice chi è circondato da persone gradevoli e comunicative, chi non incorre nella trappola del il perfezionismo accettando, invece, di poter sbagliare e ridimensionando le aspettative su sé stesso, chi si concede le giuste pause, chi ha spirito d’iniziativa e di adattamento, e chi si dimostra collaborativo e flessibile. Possiamo rendere il nostro ambiente lavorativo più piacevole personalizzando la nostra scrivania con oggetti, fotografie, ascoltando musica in sottofondo, se compatibile con le esigenze degli altri colleghi, in modo da ricreare un’atmosfera familiare e serena; non a caso esistono strategie aziendali che migliorano il contesto lavorativo, con palestre, sale relax per i dipendenti, persino l’asilo per chi ha figli, con premi di produzione, sconti nei negozi o in eventi culturali, ambienti sani dove è possibile crescere professionalmente e realizzarsi. La felicità sul lavoro nasce dal contatto con gli altri, dalle sane relazioni che si possono generare dal lavoro di squadra, quando tutti raggiungono lo stesso obiettivo in un’atmosfera di apertura e condivisione, quando esiste uno scambio reciproco di feedback e visioni comuni; e se proprio non riusciamo ad essere felici, forse la risposta è  capire da dove nasce la nostra insoddisfazione, i nostri reali bisogni e i valori personali per trovare un ambiente in cui vengano riconosciuti e rispettati. Un elemento importante per il raggiungimento della felicità sul lavoro è sicuramente avere avere la possibilità di esprimere le proprie competenze, anche grazie ad uno scambio proficuo, vedendo riconosciuti i propri meriti e trovando occasioni proficue di confronto. Esistono tanti fattori e aspetti da considerare, ogni lavoro ha le sue caratteristiche, cambiano i contesti, le esperienze ma sta di fatto che la felicità è un valore imprescindibile nella vita di ognuno di noi, lavorare con passione ed entusiasmo ci fa stare bene, fa stare bene le persone intorno a noi e crea quel flusso di pensieri positivi che possono cambiare il nostro modo di vivere e vedere le cose. 

Nella lettera di Epicuro a Meneceo, conosciuta anche come Lettera sulla Felicità, il filosofo greco fondatore di una delle maggiori scuole filosofiche dell’età ellenistica e romana, l’epicureismo, ci ricorda come la felicità non ha età, perché ad ogni età è possibile prendersi cura di sé stessi e del proprio benessere, di quanto sia importante ricercare il piacere e imparare a vivere delle cose semplici o come sosteneva Steve Jobs, l’unico modo di fare un bel lavoro è amare quello che si fa,  non accontentarsi e non smettere mai di cercare il lavoro giusto per noi, come accade in una grande storia d’amore.

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