CULTURA

LAVORARE INSEGUENDO LE PROPRIE PASSIONI. INTERVISTA A MARIA DE LORENZO, STORICO E CRITICO D’ARTE.

L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni, diceva Pablo Picasso. Quante volte dopo aver visto una mostra ci si sente appagati, sereni, felici? L’arte è una terapia a lungo termine per la società, uno strumento utile per promuovere la salute e prevenire le malattie, oltre a migliorare la qualità di vita dei malati. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto il ruolo dell’arte nella salute nel suo rapporto del 2019. Quanto è importante quindi educare all’arte? Perché coltivare l’amore per le opere d’arte, per quale motivo non dobbiamo disinteressarci all’arte, ma anzi dobbiamo difenderla e tutelarla. Ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Maria De Lorenzo, storico e critico d’arte, curatrice di mostre ed eventi artistici; perito ed esperto d’arte presso la Camera di Commercio di Matera, attraversando secoli d’arte, curiosità e sfatando falsi miti. 

Buongiorno Dottoressa, grazie per aver accettato la nostra intervista. Le va di presentarsi ai lettori di Metis Magazine?

Nasco come critico e storico dell’arte, e mi occupo, quindi, sia di arte antica che contemporanea. Curo mostre ed eventi artistici, sono perito ed esperto d’arte presso la Camera di Commercio di Matera, il primo in Basilicata. Il mio lavoro abbraccia vari campi, spazia difatti dalla datazione di scritture antiche e araldiche (paleografia, diplomatica, sfragistica, archivistica, bibliografia antica e moderna) all’analisi della pittura moderna, dal riconoscimento dei sigilli allo studio della scultura contemporanea, dalla catalogazione dei francobolli alla visione della Digital Art. Ho un’agenzia MDL Arte – Servizi per l’arte, e sono diventata anche un coach per gli artisti contemporanei. Effettuo anche lezioni di “Guida all’Arte Contemporanea”, insegnando ai miei allievi a leggere e a comprendere, al meglio, l’arte dei nostri giorni. Inoltre, sono stata inserita nella prima rassegna internazionale digital-art chiamata Brida.

In cosa consiste? 

Brida (acronimo di Basilicata Rassegna Internazionale Digital Art), è un’iniziativa nata con il patrocinio della Regione Basilicata e del Comune di Nova Siri, l’Associazione culturale SUD “Gigi Giannotti” di Nova Siri in collaborazione con la Pro Loco locale e il Rotary Club Policoro Heraclea Centenario e lo “Studio MusicAlicata”. La mostra, curata da me insieme ad altri professionisti Pasquale Chiurazzi, Giulio Orioli e Nino Oriolo, intende valorizzare l’arte definita post-contemporanea, ovvero la fotografia digitale, la pittura digitale e la video art e ha l’obiettivo di creare nuove sperimentazioni attraverso scambi nazionali e internazionali tra gli artisti in Basilicata. Il tema conduttore dell’evento sarà “una finestra sul mondo”. La finestra, infatti, è il mediano utilizzato per guardare “oltre”, oltre i sogni, oltre la realtà, oltre la sofferenza dell’anima. Una rassegna internazionale in un momento di depressione artistica a cui potranno partecipare artisti di ogni nazionalità. Ogni artista potrà iscriversi entro il 20 aprile 2021, compilando il modulo scaricabile dai siti http://www.pasqualechiurazzi.it; http://www.terrejoniche.it; http://www.giulioorioli.it, e alle relative pagine Facebook: brida; novasiritv; ass.cult.SUD.gigigiannotti.

Una personalità poliedrica, qual è stato il suo percorso formativo?

Ho conseguito la Laurea Triennale in Beni culturali, indirizzo storico – artistico, una Laurea Magistrale in Scienze del Turismo e dei Patrimoni Culturali, un Post Lauream di terzo livello: Scuola di Specializzazione in Beni Storici artistici; ho frequentato un corso di alta formazione in Arte e Teologia per Beni culturali presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli.

Leggere l’opera d’arte in toto è stato il mio punto di forza. Oltre a capire il modus operandi dell’artista ho voluto arricchire e completare il mio percorso formativo frequentando due master Post Lauream, uno relativo al mercato dell’arte e alle tecniche per il riconoscimento falsi, mentre il secondo in “Art Curator”, ambedue organizzati da ART G.A.P di Roma.

Cosa significa valutare un’opera d’arte moderna e contemporanea?

Valutare un’opera d’arte moderna e contemporanea significa tenere in considerazione molteplici aspetti. Per esempio l’epoca, lo stato di conservazione, l’attribuzione ad una scuola o ad un artista, l’autenticità, la provenienza, la qualità, i materiali, la rarità, la partecipazione a esposizioni, la bibliografia.

Non bisogna poi dimenticare di controllare se è presente o meno la firma dell’autore. É nell’Ottocento che si definisce la centralità ideale della firma. Nei secoli precedenti, in genere, il pittore dipingeva secondo un contratto di comittenza e legava la propria opera all’esigenza del cliente. La Pietà di Michelangelo, conservata nella Basilica di San Pietro, è l’unica opera a portare la firma del Maestro.

Sulla fascia a tracolla che regge il manto della Vergine possiamo trovar scritto:

 MICHEL.A[N]GELVS BONAROTVS FLORENT[INVS] FACIEBAT 

che significa “Michelangelo Buonarroti, fiorentino, lo fece”.

James McNeill Whistler ad esempio aveva molti stili diversi (era noto per il suo uso di un motivo a farfalla non solo nella sua arte, ma anche nella sua corrispondenza personale).

In ambito giuridico il perito d’arte può assumere quindi la veste di Consulente Tecnico di Parte (C.T.P.) nel caso in cui venga incaricato da una parte del giudizio per ottenere e produrre, quale elemento di prova, la valutazione circa l’autenticità ed il valore dell’opera d’arte. Su quali elementi occorre basare la propria indagine per comprendere se un’opera è originale oppure è stata riprodotta?

Elementi fondamentali rimangono la coerenza dei materiali, la qualità esecutiva e lo stile, eventuali firme o marchi, la datazione (questi ultimi facilmente imitabili). Alcune indagini come la radiografia ai raggi X sono, ad esempio, in grado di rivelarci la materia originale celata sotto le ridipinture. Molte opere false sono state smascherate invece attraverso l’analisi chimica del colore, cioè identificando pigmenti ancora sconosciuti al tempo in cui il dipinto dovrebbe essere stato prodotto. 

Come si diventa Perito del Tribunale?

L’iscrizione all’albo può essere richiesta mediante domanda al Presidente del Tribunale da chiunque sia fornito di speciale e comprovata competenza tecnica in una determinata disciplina artistica, artista o epoca d’arte e sia iscritto nella rispettiva Camera di Commercio con sede nel circondario del Tribunale. Ma c’è un paradosso: per diventare periti è necessario aver già eseguito delle perizie!

Che cos’è l’arte per lei? 

L’arte è l’essenza della vita. Se sono triste guardo un’opera d’arte e la mia anima si rigenera. L’arte è l’espressione dell’anima. Io amo l’arte in toto dal cinema alla musica classica, dai libri all’arte contemporanea. Bisogna educare all’arte e alla bellezza. 

Che impatto ha avuto la tecnologia digitale sull’arte? 

Il mondo dell’arte, a partire dal 1816, anno che segna la nascita della fotografia, sarà sempre scosso dal progresso tecnologico. L’ultimo grande sconvolgimento, causato dall’avvento del digitale, tuttora in atto, è iniziato negli anni Sessanta e il suo impatto a generato nuove forme di arte contemporanea. Il digital painting, ovvero la pittura realizzata sul computer attraverso degli strumenti digitali tra i quali il fotoritocco, la grafica 3D tecnica ed artistica, rappresenta una vera e propria forma d’arte. Sono molti gli artisti oggi conosciuti, come Linda Bergkvist, Max Kostenko, il francese Marc Simonetti, conosciuto per le sue illustrazioni di Game of Thrones.

Cosa consiglierebbe a chi vuole intraprendere questo mestiere?

Di seguire sempre le proprie passioni. Di non arrendersi. I risultati prima o poi arrivano. Passione, perseveranza, tenacia, sacrificio, sono le quattro parole chiave che permettono alle persone di realizzare i propri sogni. Ho lottato tanto per trasformare il mio sogno in realtà!

Copyright foto: Alessia Pica

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