CULTURA

ALEX, IL PAPPAGALLO INTELLIGENTE

Tutti noi sappiamo che i pappagalli sono in grado di articolare suoni e parole, ma quello che spesso ci chiediamo è se la loro vocalizzazione nasce da una mera capacità di imitazione o dalla consapevolezza di quanto ripetono. Per rispondere a tale interrogativo, abbiamo deciso di raccontarvi una storia sorprendente che ha per protagonista proprio un pappagallo speciale.

Alex, il cui nome è l’acronimo di Avion Learning Esperiment , fu un pappagallo cinerino che nacque nel 1976. A poco più di un anno di vita entrò a far parte di un esperimento condotto dalla etologa e psicologa Irene Pepperberg, condotto presso l’Università dell’Arizona, al fine di dimostrare che anche gli uccelli sono capaci di apprendimento.

Fino ad allora, infatti, si riteneva che solo i primati fossero capaci di comprendere il linguaggio verbale degli umani e che, invece, animali come pappagalli o altri volatili in grado di vocalizzare, riuscissero semplicemente a imitare i suoni vocali senza però avere alcuna consapevolezza del loro significato.

La Pepperberg decise di sfidare la comunità scientifica e di dimostrare che essa si sbagliava.

Applicò all’apprendimento di Alex una tecnica di insegnamento a tre ruoli: il suo, quello di un allenatore e quello di uno studente. E indovinate un po’? Lo studente era proprio Alex il pappagallo, che doveva occuparsi dell’interazione tra la dottoressa e l’allenatore.

In sostanza la dottoressa pronunciava delle parole e l’allenatore le ripeteva, ricevendo un lauto premio ogni volta che riproduceva le stesse parole pronunciate dalla dottoressa. Fu proprio il plauso riconosciuto all’allenatore e l’atteggiamento premiale della dottoressa nei suoi confronti, ad indurre il pappagallo cinerino ad unirsi all’esperimento. Così Alex cominciò a rispondere al posto dell’allenatore per ricevere la ricompensa.

Nel corso di questo studio trentennale Alex arrivò a identificare molti oggetti, riconoscere i numeri fino a sei e associarli alle relative quantità, comprendere il concetto di zero, discriminare forme. Acquisì un lessico di circa 150 parole e fu in grado di riconoscere lettere e fonemi.

Imparò a chiedere scusa quando sbagliava, a correggere i suoi addestratori quando erano loro a sbagliare (di proposito), a dichiarare la stanchezza e la volontà di rientrare nella sua gabbietta, a chiedere le coccole porgendo la testa per farsi accarezzare e a porre domande.

Si pensi che un giorno allo specchio chiese addirittura a se stesso di che colore fossero le sue piume e imparò che erano grige dopo aver sentito solo sei volte quella parola.

La dottoressa Pepperberg stimò che Alex avesse le capacità cognitive ed intellettive e fosse in grado di articolare un ragionamento basico al pari di un bambino di circa cinque anni.

Alex morì inaspettatamente il 6 settembre 2007, all’età di soli 31 anni, verosimilmente per cause riconducibili alla malattia di cui soffriva, l’arteriosclerosi, che potrebbe aver scatenato un ictus o un’insufficienza cardiaca.

Come ogni sera, anche la sera prima che morisse, la dottoressa Pepperberg e Alex si salutarono e lui le disse di fare la brava, che le voleva bene e che si sarebbero rivisti l’indomani. Ma ciò purtroppo non accadde mai e quello rimase il loro ultimo saluto.

Alla sua morte furono molte le testate giornalistiche nazionali e internazionali che gli resero omaggio. Persino Il New York Times scrisse un articolo in onore di Alex, il primo animale al mondo in grado di porsi domande esistenziali.

Copyright: Alex il pappagallo intelligente

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