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EARTH SPEAKR, L’APP CHE DÀ VOCE AI PIÙ GIOVANI CONTRO I CAMBIAMENTI CLIMATICI

Earth Speakr è stata creata dall’artista danese-islandese Olafur Eliasson per coinvolgere la futura generazione nella discussione sul tema ambientale.

Quello dei cambiamenti climatici è un tema sempre più dibattuto nell’ultimo periodo, nonché una delle più grandi sfide che il nostro mondo abbia mai affrontato.

Il cambiamento climatico sta alterando non solo l’ambiente in cui viviamo, ma anche l’economia, le comunità e, non ultima, la nostra salute, con conseguenze potenzialmente disastrose non prevedendo di attuare azioni e politiche volte al contenimento dei danni già causati all’ambiente.

La più alta sensibilità al tema del contrasto ai cambiamenti climatici arriva proprio dalle generazioni più giovani; le persone nate dopo il 1980, infatti, classificano questi rischi ambientali con maggiore gravità, nel breve e lungo termine.

Negli ultimi anni la giovane attivista svedese Greta Thunberg è stata la prova vivente di quanta differenza possano fare i giovani e le future generazioni nel dibattito politico mondiale sulle questioni ambientali.

Il Global Risks Report 2020 evidenzia come le preoccupazioni relative ai rischi ambientali siano costantemente aumentate nel corso dell’ultimo decennio.

È in un contesto che chiede un repentino cambio di rotta che si inserisce Earth Speakr, la nuova opera interattiva mette la voce dei bambini in prima linea nella protezione del pianeta. Grazie alla realtà aumentata.

In che modo? Attraverso il gioco e la tecnologia.

Il progetto comprende un’applicazione disponibile sia per Android che iOS e l’omonimo sito Internet.

L’applicazione amplifica le opinioni dei bambini sul futuro benessere del pianeta, dando risonanza alle stesse i cosiddetti Loud Speakrs, all’interno dei quali vengono raccolti i messaggi. In questo modo potranno essere condivisi con altre persone per amplificare gli argomenti più rilevanti. I Loud Speakrs possono essere posizionati ovunque su una mappa virtuale – in piazze, parchi, presso edifici istituzionali – per incoraggiare anche altri ad ascoltare.

Eliasson crede che per i bambini questo possa essere non solo uno strumento che permetterà loro di elaborare e condividere i propri pensieri, in poche e semplici mosse, ma anche un’opera d’arte collettiva per parlare del futuro del nostro pianeta.

Dallo scorso primo luglio è possibile scaricare l’app che consente di animare il proprio ambiente utilizzando una tecnologia interattiva. Come spiega il creatore danese-islandese Olafur Eliasson in un video tutorial, è sufficiente che ogni bambino scannerizzi il proprio volto e le proprie espressioni, registri un messaggio contenente una speranza, una riflessione o una preoccupazione riguardante il benessere del pianeta e selezioni, infine, un oggetto a cui associarlo così da impersonarlo e animarlo.

Parlando come se fossero un albero o una roccia, possono registrare i loro messaggi ed inviarli rendendoli disponibili e visibili su una mappa interattiva per chiunque sia interessato al tema. L’idea di Eliasson non era solo quella di dare la parola ai bambini, ma anche di invitare gli adulti e i leader mondiali di oggi a sedersi e ad ascoltare la voce delle nuove generazioni.

L’idea è proprio quella di far parlare il mondo che ci circonda e di emozionare e sensibilizzare, ponendo l’attenzione su una grande varietà di temi. Nel momento in cui il messaggio viene caricato nell’app e diffuso, si può selezionare uno dei tanti temi proposti, tra cui il riciclo, la città, le piante, la plastica, l’inquinamento atmosferico.

Le registrazioni sono rivolte agli adulti, ai decisori, ai responsabili del cambiamento e ai leader globali.

Il progetto è finanziato dall’Ufficio Federale degli Affari Esteri e realizzata in collaborazione con il Goethe Institut, oltre a costituire il cuore del programma culturale della presidenza tedesca del Consiglio dell’Ue 2020.

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