CULTURA

Da Diocleziano a Steve Jobs: il ”Self Made” è la cosa di cui abbiamo bisogno oggi

In questo momento estremamente particolare, dove il lavoro inizia a essere davvero un tasto dolente e molte persone si trovano a casa cercando di lavorare in smart working, se sono fortunate, o hanno perso il lavoro, trovare la cosa giusta da fare è diventato più complicato del solito, soprattutto perché diventa stabilizzante anche il bombardamento mediatico di notizie che arrivano dall’esterno e che non possono fare altro che metterci in uno stato di tensione, più che legittimo.

Che il self made sia la soluzione a molti sognatori?

Non tutti i miliardari sono nati con la camicia si è soliti ripetere.
Il modo di dire “mi sono fatto da solo” può sembrare un luogo comune, ma affonda le sue radici nella realtà.
Con determinazione e perseveranza straordinarie, ci sono persone in tutto il mondo hanno superato le diseguaglianze e ottenuto il successo.

Gli inglesi lo chiamano appunto ”self made”.

Il self-made man è un tipico soggetto della mitologia capitalista (frutto diretto del sogno americano). Rappresenta in generale tutte quelle persone che riescono ad emergere come imprenditori, commercianti, liberi professionisti ecc. all’interno dell’universo capitalista. In genere si parla di persone dalle umili origini o colpite da catastrofi che riescono, grazie all’utilizzo dei propri talenti (e all’implicito assunto che nel capitalismo chiunque, con un po’ d’ingegno, può raggiungere ciò che vuole) ad arricchirsi e a raggiungere un elevato tenore di vita.

Il grande Gatsby descritto da F.S.Fitzgerald è un perfetto esempio di questo tipo di persone ma possiamo trovare altri esempi nel personaggio di Bel-ami di De Maupassant, in molte opere di Mann, del naturalismo francese (Zola in primis) e del verismo italiano. Nella letteratura americana, infine, il self-made man rappresenta uno tra i protagonisti più scelti e apprezzati.

Ma il self made affonda le sue origine in un’ epoca antica. Per rendere l’idea, un esemplare di uomo audace a cui la fortuna ha dato una notevole mano, è Diocleziano, cinquantunesimo imperatore romano. Governò dal 284 al 305 d.C. Nacque in una famiglia di basso rango. Iniziò come militare e velocemente arrivò al grado di comandante sotto l’impero di Caro. Dopo la morte dell’imperatore Caro e in seguito di suo figlio, Diocleziano divenne imperatore.

Al di là del periodo storico, questi personaggi hanno un comune denominatore.

Si parla generalmente di persone rese spregiudicate dalla lotta per la ricchezza. Spesso sono persone attaccate morbosamente ai beni materiali e all’ostentazione in risposta alla povertà o alle difficoltà vissute nell’infanzia. Sono però, in alcuni casi, anche particolarmente sensibili ai bisogni delle classi più povere da cui in genere provengono.

Lo stesso Steve Jobs potrebbe essere considerato come un moderno self-made man, dato in adozione ancora in fasce per poi divenire il padre di un’eccellenza mondiale.

Che tu abbia qualcosa in comune con qualcuno di questi personaggi o meno, in questo preciso momento storico, potresti fare la differenza: audentes fortuna iuvant.

In questo LXV numero di Metis Magazine abbiamo voluto affrontare l’affascinante tematica dei personaggi che si sono fatti da soli.

Da Diocleziano a Steve Jobs, la strada di questi self made people verso il successo, è stata lastricata di numerosi ostacoli.

Ve li abbiamo voluti raccontare.

Come sempre abbiamo cercato di affrontare il tema attraverso differenti argomentazioni intrise di numerosi spunti di riflessione unendo il tutto alle nostre immancabili rubriche e alle interviste esclusive. 

Senza alcuna pretesa di esser stati esaustivi, vi invitiamo a non perdervi questo originale numero di Maggio.

Buona lettura.

immagine copertina

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