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INTERVISTA A STEFANO BUZZI, AUTORE E SPEAKER RADIOFONICO

Nella nostra continua ricerca di talenti, questo mese vi presentiamo uno scrittore un po’ diverso dal solito.

Ebbene sì, perché al suo essere autore di poesie, drabble e racconti di vario genere, si accompagna il fascino dell’aver svolto uno dei lavori più ammalianti di sempre: quello dello speaker radiofonico. 

Stefano Buzzi non è dunque uno scrittore qualunque, questo è fuor di dubbio.

È un autore che contamina i propri scritti con la bellezza delle piccole cose, un autore che ama la musica e la considera patrimonio dell’umanità, al punto da farla risuonare nei suoi versi POP.

La sua scrittura è immediata, fluida, fotografica, capace di conquistare il lettore e trasportarlo in una dimensione fatta di quelle emozioni che percorrono e attraversano la vita di tutti i giorni – quella di tutti noi – e di quella vita trasmettono un profumo, un immagine, un suono, un colore, un modus.

Potremmo dire che Stefano Buzzi sia una promessa del panorama letterario contemporaneo. Ha già pubblicato per case editrici indipendenti e “case editrici che ci mettono il cuore“.

Siamo certi che il successo busserà alla sua porta… E avrà il sapore del pane fatto in casa!

Ciao Stefano e bentrovato, che ne dici di raccontarci di te? Chi è Stefano Buzzi? 

Ciao a Voi! Questa per me è sempre la domanda più difficile a cui rispondere. Sono un appassionato del bello, un uomo che si emoziona davanti al talento e un permaloso cronico. A parte gli scherzi, penso di essere una persona come tante altre, che cerca di fare ogni giorno un piccolo passo verso la vita idealizzata, o meglio, quella che si sogna. Certo gli anni che passano iniziano a dire che c’è da affrettare il passo!

Leggiamo che la passione per la scrittura ti accompagna sin dai tempi della scuola. Cosa significa per te scrivere?

Fin da allora ho sempre preferito le materie umanistiche a quelle che necessitano della rigidità dei numeri. Ero più contento quando c’era da svolgere un tema piuttosto che un problema di matematica. Il che fa sorridere visto che ho un diploma – che risale alla notte dei tempi – in materia tecnica. 

Scrivere è prima di tutto un esercizio terapeutico. Quando entro con la testa in quello che voglio raccontare o catturare con le parole, tutto il resto scompare. Sento di entrare in un mondo dove la mia immaginazione mi mette al riparo dalla realtà.

Allo stesso modo ritengo che scrivere voglia dire condividere, quindi amo quella sensazione che si prova nel pensare che le emozioni che si trasformano in parole potranno essere percepite da un ipotetico lettore. 

Quando hai deciso che le tue parole sarebbero arrivate a qualcuno? 

È proprio a questa dimensione che mi riferivo prima. Trasmettere ai lettori le proprie emozioni è una delle cose più gratificanti per chi scrive. In realtà non ho mai proprio deciso che volevo fare questa cosa. 

È stato da sempre il mio sogno nel cassetto: entrare in una libreria e poter comprare un mio libro. Emozione che si allarga a ogni potenziale lettore. 

Hai avuto un’esperienza importante come speaker radiofonico in una web radio. Quanto ha inciso la musica sul tuo percorso? 

La musica è il mio primo vero amore. Nel mio modo di scrivere sono molto più influenzato dai testi dei cantautori che da quelli dei grandi autori. Sarà che è un tipo di arte più diretta, sarà che la melodia arriva in modo più immediato, ma le canzoni, a mio avviso, sono un bene imprescindibile per l’umanità.

Mi è sempre piaciuto selezionare musica, creare le playlist adatte a ogni tipo di situazione: dalla festa di compleanno quando si era ragazzi alla compilation da tenere in macchina per un viaggio.

Tutto questo mi ha portato a entrare nel mondo della radio. Non solo web ma anche tradizionale. Se ci pensi bene ascoltare la radio ha molte analogie rispetto al leggere un libro. I nostri occhi non vedono nulla, sta alla nostra capacità di immaginazione raffigurare quello che si legge o si ascolta. 

La radio è un capitolo importante del mio percorso, attualmente mi sono preso una pausa, ma non è un discorso chiuso.

Racconti, poesie, articoli, recensioni, partecipazioni a concorsi e contest letterari… Qual è la dimensione in cui ti senti più a tuo agio. Sei ancora alla ricerca di te stesso o pensi di aver già trovato il tuo mondo?

Sono a mio agio dove mi diverto. Non mi piace l’idea di avere una etichetta.

Mi capita spesso di buttarmi in tante idee contemporaneamente e la cosa mi piace molto, mi fa sentire frizzantino. Quando c’è da chiudere un progetto, però, mi concentro solo su quello. Apro tante porte, ma scelgo un traguardo alla volta. 

Se devo dare per forza una risposta, comunque direi che prediligo il confronto con le persone. Quindi intervistare autori, musicisti o artisti in generale, è l’aspetto che più mi piace. È sempre un momento di crescita personale. 

Scendiamo un po’ più nel dettaglio e parliamo di Poesie Pop, una sorta di raccolta di pensieri sparsi scritti qua e là nel corso di una vita e confluiti nella tua opera prima. Sono poesie da cantare o canzoni da recitare? Perché questo titolo così particolare?

Sono poesie. Senza dubbio. Come dicevo influenzate dall’ascolto della musica e quindi del tutto ripulite dall’idea di poesia classica che si potrebbe avere pensando al testo poetico. Non so se si possono definire moderne, diverse o chissà come.

Per me sono POP. Ossia per tutti.

La silloge è studiata come un concept album: l’ordine delle poesie segue una sinusoide che ondeggia tra gli alti e bassi dell’umore. 

Essendo la mia prima raccolta ci sono tutte le poesie che ho scritto fin da quando ero un ragazzo. 

Nel 2017 ha visto la luce Volevo fare il cantautore indie. Il titolo di questa raccolta di poesie e drabble, attraverso cui racconti il mondo che ti circonda, ci ha incuriosito non poco! Ci sembra di capire che si tratti di un lavoro singolare, diverso dalle solite raccolte o sillogi poetiche. Ci spieghi perché? 

Devo dire che avete studiato! Si tratta di un libro diviso in due atti: il primo composto da poesie e il secondo da drabble. Per chi non lo sapesse, il drabble è un racconto di cento parole precise. Non si può sgarrare nemmeno di una parola per eccesso o per difetto. Quindi poesia e narrativa insieme nello stesso libro. Una idea che ben si sposava con la linea della collana Nuove Luci di Edizioni Amande per il quale è uscito il libro.

Entrambi gli stili di scrittura sono messi al servizio della voglia di raccontare. E se per la prosa è un sodalizio affermato, l’idea di scrivere poesie che raccontassero storie, mantenendo comunque l’aspetto dei sentimenti e delle emozioni che per definizione caratterizzano questo genere, mi ha entusiasmato parecchio. 

Riguardo al titolo, beh, chi meglio di un cantautore sa raccontare la realtà che ci circonda? Oltre all’aspetto autobiografico di chi ha dovuto arrendersi alle scarse qualità canore.

 

L’anima POP ispira anche la penna di Poesie fatte in casa, il tuo ultimo lavoro edito da Edizioni Convalle. Qual è il significato del “fatto in casa”?

Quello che mi spinge a scrivere trae spunto sempre dal quotidiano. Da quello che si vive tutti i giorni. In questo libro il tema dominante – ma non l’unico – è l’amore. Ripulito da tutte le complicazioni e ridotto al nocciolo: mi piaci… E te lo dico con poche semplici parole!

In questo senso è da leggere quel “fatto in casa”. Una sorta di poesia artigianale priva di pizzi e merletti. Mi piace l’idea che le mie parole possano arrivare davvero a tutti attraverso la semplicità e i sentimenti genuini.

Penso che la copertina sia molto esplicativa in questo senso. Cosa c’è di più artigianale di un pezzo di pane appena sfornato? 

Se volessimo acquistare una delle tue opere a chi dovremmo rivolgerci? E ancora, dove possiamo leggere di te e seguirti nelle tue imprese?

I libri si possono trovare in tutte le librerie, ordinandoli. A me piace molto l’atmosfera della libreria, in particolare quella che si respira nelle piccole realtà indipendenti. Il rapporto che si crea tra libraio e lettore ha il profumo del “fatto in casa”.

Capisco comunque che i tempi richiedono anche una digitalizzazione, per questo invito chi fosse interessato a far visita al mio sito www.stefanobuzzi.com.  Una volta lì si trova tutto. Link che rimandano ai vari store digitali delle case editrici che mi hanno pubblicato e a quelli più conosciuti.

Inoltre, pensieri, raccontini e articoli nella sezione blog. Tutto leggibile liberamente. Sempre sul sito ci sono i collegamenti per i miei profili social.

Dopo tre pubblicazioni di testi in versi, molti tuoi lettori attenderanno un romanzo… Ci hai mai pensato?

Diciamo che al momento vedo il romanzo come un punto di arrivo a cui ambire. Sto lavorando a un nuovo libro, ma è troppo presto per girare le carte sul tavolo. Abbiate fede!

Grazie davvero Stefano, per esserti raccontato e per aver fatto un pezzetto di strada con noi!

Grazie a Voi

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