CULTURA

INTERVISTA A GABRIELE BATTISTA, AUTORE DI FOODPORN

Gabriele Battista è un giovane scrittore pugliese nato a Taranto, ma vissuto per tanti anni a Roma, città in cui ha scelto di ambientare gran parte del suo primo romanzo Foodporn, pubblicato a gennaio 2020 con Santelli Editore.

“Anaffettivo e dissociativo, cerca di mascherare le sue fobie sociali in una Roma sciatta e contraddittoria, specchio di un mondo nel quale un terremoto ancora in atto fa crollare valori condivisi e istituzioni”.

Questi sono alcuni tratti di Alessio Zanna, il protagonista di Foodporn.

Lasciamoci raccontare il resto dalle parole dell’autore.

Prima di entrare nel vivo di Foodporn, il Suo primo romanzo pubblicato con Santelli Editore, chi è
Gabriele Battista?


Una persona riservata.

Chi è, invece, Alessio Zanna?


Alessio Zanna è il protagonista di Foodporn. E’ un trentenne segnato da un trauma infantile, ha una certa
tendenza alla melanconia, parecchie nevrosi e qualche bias mentale che a volte lo rendono aggressivo.
E’ una persona fondamentalmente inquieta e contraddittoria. Ha però una grande capacità
d’osservazione e riflessione. Sempre spaesato, sgangherato nei suoi slanci e nelle sue passioni, vaga
alla ricerca del proprio significato, come tutti.

Come nasce l’idea di scrivere Foodporn?


Nel periodo in cui avevo messo insieme una discreta mole di materiale, bozze e tentativi di
racconti/reportage e iniziavo a creare connessioni tra diversi spunti, guardavo anche per la prima volta
Masterchef. Era l’edizione del 2019, quella vinta da Valeria la siciliana. Non sono mai stato un accanito
fruitore di talent in generale, ho solo scoperto che guardare gente che cucina mi fa lo stesso effetto dei
programmi televisivi in cui si parla di calcio: un profondo rilassamento. Nel mentre, tra i vari appunti c’era
un pezzo vecchio di qualche mese in cui descrivevo abbastanza nei dettagli le pietanze di un buffet.
Quel pezzo è diventato l’inizio di Foodporn e l’origine dell’ossessione per la cucina di Alessio Zanna.

Infatti nel Suo libro mette in luce quella vera ossessione per il protagonista: il cibo. Negli ultimi anni
sembra essere diventata una nevrosi generale, pensa che il periodo storico che stiamo vivendo sia
complice di questa ossessione generalizzata?


Io penso a quanto sia diversa la percezione del cuoco rispetto a quella che poteva essere solo qualche
decennio fa. Gli chef oggi sono ricercatori e sperimentatori oltre che modelli di stile e status, influencer e
testimonial pubblicitari. Però dietro la patina di famosi e meno famosi c’è un lavoro massacrante che in
pochi vorrebbero davvero fare. Alessio Zanna crede di essere un cuoco provetto perché carica delle
ricette sul suo canale YouTube. Con la diffusione dei social e l’aumentare dei vari canali di cucina siamo
tutti diventati un po’ come lui, soprattutto durante il primo lockdown. Penso che ciò sia abbastanza
innocuo in sé ma emblematico. La vera ossessione generalizzata è quella di trasmettere un palinsesto
quotidiano con la nostra immagine, le nostre opinioni, la nostra cucina, le nostre vacanze. Un Truman
Show quotidiano già dall’infanzia, e anche volontario. Sono dinamiche che cambiano sempre più
rapidamente e, senza voler toccare toni complottisti, si radicano nelle nostre vite in modi che dovrebbero
generare più dibattito e regolamentazioni. Riguardo il cibo, è innegabile l’importanza della nostra storica
tradizione eno-gastronomica, da regione a regione, ma mi fa sorridere chi si abbandona al
“cooksplaining”, e devo dire che noi italiani siamo davvero dei rompipalle in questo, dichiareremmo
guerra domani a quei paesi in cui si fa la chicken carbonara.

In Foodporn, oltre Alessio Zanna, c’è un co-protagonista che vanta diverse ossessioni: Tonio Sassetti. Quale pensa che sia il confine sottile che trasforma una passione in un’ossessione?


Se una passione ti consuma, probabilmente è un’ossessione. La passione/ossessione di Alessio Zanna
non nuoce a nessuno, al massimo lo rende a tratti ridicolo. Tonio Sassetti, l’antagonista del romanzo, ha
invece ossessioni vere e pericolose: è uno stalker, molestatore e assassino, un personaggio che
spaventa in quanto summa delle peggiori turpitudini mentali. Ho voluto creare un uomo non totalmente
reale, un’entità, così cattivo da trovarsi in una dimensione sospesa, quasi paranormale, come Bob di
Twin Peaks. Purtroppo di recente, leggendo di un uomo che a Cabiate, Como, ha violentato e ucciso
una bimba di diciotto mesi, ho pensato che Tonio Sassetti esiste davvero.

Foodporn è un romanzo realistico sociale che mette in evidenza delle peculiarità della generazione dei
Millennials, in qualche modo gli aspetti della personalità di Alessio sono lo specchio di una generazione?


La definizione di millennial serve più che altro ai sociologi per indicare, orientativamente, quella fascia di età che ha memoria dell’attentato alle Twin Towers. Sono io stesso un millennial e assisto al
cambiamento vorticoso di buona parte di valori condivisi e istituzioni della società occidentale, dal ruolo
della politica alla sessualità, dalla preponderanza dei social e l’assottigliamento del concetto stesso di
privacy alle problematiche legate al lavoro, per non parlare della polarizzazione che si acuisce giorno
dopo giorno. Per quanto mi riguarda, preferisco l’arte che osserva e descrive piuttosto che quella
militante, che offre una visione netta e prende posizione. Sicuramente l’inquietudine di Alessio Zanna
deriva anche dal contesto in cui vive. Nella parte centrale del libro, che si svolge a Roma, credo che
molti della mia generazione, scavando nel proprio percorso di crescita o nel proprio vissuto circostante,
possano riconoscersi nelle sue pose caricaturali, nelle sue idiosincrasie e nei suoi blocchi mentali.

L’uscita di Foodporn è coincisa quasi con l’inizio della pandemia, quali sono state le difficoltà legate alla
promozione del libro?


Appena uscito, Foodporn non ha avuto alcun tipo di promozione, ho dovuto cancellare tutti gli eventi in
programma. La scorsa estate ho potuto organizzare solo due presentazioni abbinate a cene letterarie, in
cui degli chef hanno rivisitato alcune ricette di Alessio Zanna.

Quali nuovi progetti ha in cantiere?


Mi piacerebbe fare un podcast su musica e concerti. Per quanto riguarda la scrittura, sono nati un paio di
altri personaggi che sento particolarmente interessanti. Costruire un contesto e unire i fili è ciò che
porterà probabilmente ad un nuovo romanzo.

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