CULTURA

INTERVISTA ALL’ ARTISTA SILVIO GIORDANO, CURATORE DELLA MOSTRA SUL CINEMA “FANTASMAGORIA”

Diversi anni fa ho avuto la fortuna di collaborare con la Cineteca Lucana scoprendo un tesoro cinematografico di grande valore che ha sede a Oppido Lucano, un piccolo paese della Basilicata, archivio nato dalla passione visionaria e dalla dedizione scrupolosa di Gaetano Martino e del figlio Henry.  La collezione possiede un’enorme quantità di pellicole, di macchine del cinema e del pre-cinema quali lanterne magiche, zootropi, proiettori, visori stereoscopici, manifesti d’autore, fotografie, oggetti preziosi collezionati nel tempo e conservati con grande cura, che meritano di essere valorizzati a livello nazionale e internazionale e tramandati alle generazioni future. La mostra intitolata “Fantasmagoria, lanterne magiche e macchine fantastiche del cinema” promossa dall’Associazione “Making of”, dall’Assessorato alla cultura di Potenza e dalla Cineteca Lucana, è stata inaugurata presso il Palazzo della Cultura di Potenza il 20 Maggio scorso e fino al 21 Giugno offre ai visitatori l’occasione di fare un viaggio affascinante ripercorrendo la storia del cinema fin dalle origini. 

Abbiamo chiesto all’artista Silvio Giordano, curatore della mostra, di illustrarci da dove nasce questo progetto quali siano le iniziative da intraprendere per promuovere la fruizione di questa ricca e preziosa collezione cinematografica. 

Ciao Silvio, grazie per aver accettato un’intervista per Metis Magazine. Perché una mostra sulla Fantasmagoria? 

Tutti noi visual artist, fumettisti, video artisti, video animatori, persone che si occupano di virtual reality facciamo parte di un mondo che si colloca all’interno delle macchine del pre-cinema e di conseguenza della fantasmagoria. Nel 1700 alcuni impresari molto creativi andavano in giro per i borghi con una lanterna magica proiettando spettacoli definiti “fantasmagorici” i cui protagonisti erano mostri, diavoli e fantasmi. La mostra sulla Fantasmagoria è pensata proprio per il suo legame con l’origine del cinema e con la creatività in generale, infatti i vetrini colorati delle lanterne magiche rappresentano l’esordio del disegno e della video animazione mentre gli occhiali stereoscopici non sono nient’altro che immagini 3D degli attuali VR virtual reality. Un altro aspetto importante riguarda il significato del termine fantasmagoria che indica qualcosa di straordinario, spettacolare, fantastico e, partendo proprio dalla collezione di per sé straordinaria della Cineteca Lucana, ci offre la possibilità di creare un format per le successive iniziative. Inoltre ho scoperto recentemente che uno dei primi libri di Lewis Carrol, autore di Alice nel paese delle meraviglie, è intitolato proprio Fantasmagoria e racconta la storia divertente e per nulla spaventosa di un piccolo fantasma che perseguita il proprietario di una casa concepito con l’intento di stimolare la fantasia nel lettore e non di terrorizzarlo. Penso che allo stesso modo le lanterne magiche, con i loro effetti fantasmagorici, hanno portato i registi, i creativi e gli illustratori dell’epoca ad avvicinare il pubblico a quel mondo fantastico e spettacolare che è il cinema.  

La Cineteca Lucana possiede un patrimonio cinematografico inestimabile, cosa faresti tu come artista per valorizzarlo?

Vorrei organizzare delle mostre tematiche, ad esempio su Fellini, personaggio fantasmagorico per eccellenza, un’altra su Coppola esponendo le foto del set di Apocalipse Now. Non sono interessato ad esporre però soltanto oggetti e fotografie della cineteca, ma immagino ad esempio una proiezione notturna del film Cannibal holocaust, uno dei film più controversi del cinema di Ruggero Deodato, nato a Potenza. Ecco mi piacerebbe che dalla cineteca uscissero pellicole di questo tipo, poco conosciute e appunto fantasmagoriche, che fanno parte della collezione. Come curatore e artista, invece, vorrei proporre delle residenze d’artista, invitare artisti nella cineteca ed elaborare idee per produrre installazioni sul cinema. Per me la Settima Arte non consiste solo nel proiettare film, immagino ad esempio un monolita di 2001 Odissea nello spazio fatto di pellicola, o che le “pizze” possano diventare delle tele su cui dipingere ritratti dei registi più famosi, o ancora utilizzare i vecchi manifesti di cinema per creare dei collage. Utilizzerei la cineteca per realizzare progetti di arte contemporanea, perché ormai i musei non sono solo luoghi di esposizione ma anche luoghi di produzione, da attrattori diventano attivatori turistici; la cineteca come luogo di cultura può ben ospitare l’artista impegnato in questo tipo di processo creativo. 

In che modo si possono educare i giovani ma anche i cittadini stessi alla fruizione dell’arte cinematografica? 

Le mostre non sono fatte per i creativi e gli artisti ma per un grande pubblico. Oggi tutti già fruiscono del linguaggio cinematografico perché sono abbonati a Netflix, Sky e ad altre piattaforme che ci hanno fatto compagnia durante la pandemia, ma il nostro compito è offrire qualcosa che i grandi player non possono offrire, come le lanterne magiche, i vetrini, film rari e dimenticati che hanno fatto la storia del cinema. Potenza non è una città dove sono state organizzate tante mostre come accade nelle grandi città dove c’è una continua offerta artistica e culturale, ma, grazie all’accordo triennale promosso dall’Assessora alla cultura Stefania d’Ottavio, verranno organizzate nuove iniziative ed eventi arricchendo e differenziando il panorama culturale della nostra città. 

Matera è conosciuta anche come città del cinema, sono stati girati numerosi i film ambientati nei Sassi; è nato il Matera film festival di cui tu sei co-direttore artistico e Creative Director, e la città di Potenza cosa potrebbe diventare? 

Potenza è una città appenninica, verde, circondata da alberi, parchi, boschi e natura. Un set perfetto per ospitare istallazioni di Land art e arte sostenibile, o iniziative legate allo sport e al ciclismo che possono generare un’attrazione turistica. Per quanto riguarda l’offerta culturale, essendo una città che è una sorta di ibrido è predisposta ad ogni tipo di sperimentazione come avviene a Berlino o New York. Potenza è una città che non ha un’identità forte, ha sviluppato delle contro culture, se pensiamo agli anni ‘90 e alla nascita dello street art, hip pop e rap, sono stati realizzati molti prodotti di video arte, di video game, e di cinema sperimentale che si rifanno alla fantasmagoria ed è per questo che considero le lanterne magiche come una forma d’arte contemporanea da collocare a Potenza; altre forme d’arte come i fumetti d’autore o il teatro contemporaneo promosso dal “Festival 100 scale” sono esempi di innovazione e originalità che negli ultimi anni hanno portato la nostra città ad essere sede di sperimentazione culturale. 

Credits pagina Facebook Giusy in Travel

Quando rivedremo ancora questi meravigliosi strumenti della Cineteca Lucana in giro per la Basilicata? Sono previsti altri progetti ed iniziative sul cinema?

L’inaugurazione della mostra è avvenuta con il Presidente della Lucania Film Commission Roberto Stabile che insieme al Comune di Potenza, alla Cineteca e all’associazione “Making of” vuole portare avanti nuovi progetti ed iniziative. Stiamo pensando ad una mostra su Fellini e all’idea di portare “Fantasmagoria” anche nel resto d’Italia come a Milano. Noi siamo pronti per iniziare questo viaggio fantasmagorico e ci auguriamo che possa essere l’inizio di tante altre iniziative cinematografiche e non solo!

Grazie e complimenti per averci fatto conoscere una parte del patrimonio della Cineteca Lucana! Abbiamo più che mai ha bisogno di ripartire e farlo attraverso il cinema può rappresentare un’opportunità unica!

Silvio Giordano

cineteca lucana

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