CULTURA

Lo Pseudonimo: Juls Way torna in libreria dopo il successo de “La seconda moglie”

Casa Editrice: Words Edizioni

Genere: Romance storico/Epoca Edoardiana

Pagine: 300

Prezzo: Ebook 2,99 €- Cartaceo 15,90 €

Codice ISBN: 978-88-31481-31-1

Dopo il successo riscosso con il primo romanzo “La seconda moglie”, Juls Way regala una nuova entusiasmante storia targata ancora Words Edizioni che dimostra sin dalle prime pagine di possedere tutte le carte in regola per seguire la medesima scia tracciata dal primo romanzo.

La vicenda descritta ne “Lo Pseudonimo” è un vero e proprio topos letterario che vede il riscatto di un personaggio femminile avere la meglio su una mentalità ancora piuttosto bigotta in un’epoca intrisa di ammonimenti imposti dalle convenzioni che facevano il bello e il cattivo tempo.

Il romanzo pur presentando la struttura ad intreccio narrativo, si presenta lineare e in grado di unire sapientemente vari elementi, tra cui la suspence, l’amore perduto e in seguito ritrovato, brevi cenni di romanzo di formazione.

Le note a piè di pagine che l’autrice inserisce non hanno la mera e canonica funzione esplicativa, conferiscono una maggiore veridicità alle immagini, facendo sì che al lettore sembri realmente di trovarsi a passeggiare in una uggiosa giornata autunnale per le vie di Fleet Street.

Il complesso architettonico strutturato da Juls Way è talmente armonico che le pagine scorrono veloci lasciando di tanto in tanto un sorriso qua e là per la pungente ironia e la verve comica di cui sono dotati i due personaggi principali, ironia che li porta a spesso a “scontrarsi” ma che poi li condurrà verso un cammino non privo di ostacoli fatto tutto di emozioni e sentimenti.

Senza soffermarsi troppo sulla trama, la quale è come se si mettesse da parte per dar ampio risalto alle voci e ai desideri di Ezra e Frances, che esplodono e si amalgamano perfettamente nell’unione sentimentale repressa per anni. Juls Way è bravissima ad innescare un meccanismo di intreccio e di metanarrazione, che accomuna di pari passo le vicissitudini di Talbot e Frances alle vicende narrate da Montgomery nei tre libri, rinvenibile soprattutto nelle parole di Talbot che critica l’inettitudine del protagonista maschile de “Ritratto di Ragazza in Pinacoteca” ma che in realtà è lo specchio della sua anima inconscia e di quella di Frances. «Mr Johnson mi dà sui nervi. È chiaro fin da pagina due che nutre un debole per miss Elliot, ma ha poca spina dorsale.

Si accontenta di ciò che i genitori hanno in serbo per lui…» allo stesso modo lo critica aspramente quando apprende che “Quell’ottuso di Mr Johnson decide di sposare la donna scelta dai suoi genitori e non Miss Elliot”, evento che per sua fortuna ha evitato invece Frances e che ha visto invece emergere in tutta la sua interezza lo spirito libertino della stessa.  

Contatti

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