CULTURA

SOUL TRA MUSICA, JAZZ E ANIMA

E’ il miglior film d’animazione dell’anno, vincitore alla 93ª edizione degli Oscar, Soul, fiaba allegorica del regista Pete Docter, al suo terzo Oscar consecutivo dopo Up e Inside Out, e co-diretto da Kemp Powers. Il capolavoro della Disney Pixar si è portato a casa anche la statuetta per la miglior colonna sonora firmata da Trent Reznor, Atticus Ross e Jon Batiste. 

Al centro la storia di Joe Gardner, un insegnante di musica di scuola media che ha appena ottenuto il contratto a tempo indeterminato, abbandonando così il suo più grande sogno di diventare musicista jazz in favore di una stabilità economica, di un posto fisso, e soprattutto mettendo finalmente a tacere le pressioni di sua madre. Trascorre le sue giornate impartendo lezioni ad un gruppo di ragazzi perlopiù svogliati e disinteressati. Sarà la telefonata di un suo ex-studente a cambiare il suo destino: Joe avrà l’occasione di suonare in pubblico al The Half Note Club, sostituendo il pianista di una leggenda del jazz, Dorothea Williams ((la cui voce appartiene all’eccezionale Angela Bassett). Ma un incidente di percorso e una rocambolesca serie di traversie lo catapulteranno nell’Altro – Mondo e dovrà improvvisarsi mentore di 22, un’anima bambina molto ribelle in cerca di una scintilla che la aiuti a capire quale sia il senso della sua vita nel mondo e che lo aiuterà a ricongiungersi con la sua forma terrena. Un percorso che consentirà allo stesso Joe di rivedere la sua vita, le sue priorità, il suo riformulando il suo concetto di scintilla, fino a quel momento. 

Ricco di intensi brani jazz, Soul (dall’inglese anima e musica) è, anche una lettera d’amore a questa forma musicale contemporanea, di cui l’improvvisazione costituisce la caratteristica fondamentale.  

Il regista Docter agli Oscar 2021 ha dichiarato infatti: “non avevamo idea di quanto il jazz ci avrebbe insegnato sulla vita. Non possiamo controllare cosa accade, ma come un musicista jazz possiamo trasformare gli eventi in qualcosa di valore e bellezza”.

Un’opera ricca di significati, di poesia, di emozioni, di speranza. Un’occasione per fermarsi davanti all’imprevedibilità degli eventi, a riflettere sulla propria vita, diventata proprio come una sessione jazz. Ritrovare il proprio posto nel mondo, la propria identità, anziché vagare nell’insoddisfazione per tutto il corso dell’esistenza, trovare un’ispirazione e improvvisare è fondamentale. Un’occasione per riflettere sulla vita e sulla morte, sull’aldilà. 

SOUL RIPRENDE IL FILONE DI ALTRI CAPOLAVORI PIXAR COME INSIDE OUT, COCO E ONWARD – OLTRE LA MAGIA.

Una storia profonda che ricorda altri capolavori della casa di animazione di Disney come Inside Out, Coco e l’ultimo Onward – Oltre la magia.

Inside Out (2015) diretto da Pete Docter e Ronnie del Carmen, poneva l’attenzione alle emozioni – dal loro primo apparire alla variabilità di umore che provocano nel crescere – di Riley Andersen, una ragazzina di undici anni che affronta un trasferimento con la famiglia dal Minnesota a San Francisco: Gioia, Tristezza, Rabbia, Disgusto, Paura. 

Coco (2017) diretto da Lee Unkrich e co-diretto da Adrian Molina, rifletteva sull’importanza degli affetti nella vita di ogni uomo, sul potere che il ricordo ha di mantenere in vita le persone a noi care anche dopo la morte. 

E per finire con Onward – Oltre la magia (2020) che trae ispirazione dalla morte del padre del regista Dan Scanlon quando lui e suo fratello erano giovani e dal loro rapporto, raccontando di un giovane elfo che cerca di riportare in vita il padre scomparso prima della sua nascita.

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