CULTURA

SPETTACOLI E CULTURA: LE IDEE PER RIPARTIRE

Dal Teatro nel Bosco al Teatro rurale. Le idee dei Monti Dauni per ripartire in sicurezza

In vista della stagione estiva e di una ripartenza delle attività, i sindaci dei Monti Dauni si preparano a mettere in atto nuove proposte che permettano di riprendere appuntamenti di svago, culturali, di spettacolo e intrattenimento, utilizzando gli spazi aperti con allestimenti che trasformino gli ambienti boschivi o rurali in luoghi di cultura. Così nascono il Teatro nel Bosco e il Teatro Rurale. Nuovi spazi culturali che permettono di fruire di cultura, riscoprendo il rapporto con la natura, attraverso la sostenibilità ed un ritorno alla socialità all’insegna del green.

Teatro Delivery: il Barbonaggio Teatrale

Quello del Barbonaggio teatrale è, indubbiamente, un progetto con una marcia in più. Fonte di ispirazione e modello per altri artisti, lancia un messaggio forte e chiaro: da un momento di crisi può nascere qualcosa di spettacolare e la noia è il miglior vettore per grandi intuizioni.

Il format del “barbonaggio teatrale” non nasce oggi, ma undici anni fa, dalla mente di Ippolito Chiarello. Gli attori itineranti portano la cultura nelle piazze e nei cortili, con un delivery dal contenuto innovativo. Questo modo di vivere l’arte rafforza il proprio significato con l’emergenza sanitaria in atto: nonostante i teatri chiusi, gli attori possono continuare a fare il loro mestiere, lasciando spazio alla propria proposta culturale, in un momento difficile anche dal punto di vista sociale. Il teatro delivery si ricongiunge a quello che era il motivo principale per cui è nato: far conoscere alle persone il teatro e avvicinarle, in prospettiva, alle sale.

Moonlight Mobile Theatre

La pandemia, ancora in corso, ha radicalmente modificato le nostre abitudini: gli amanti del teatro e del cinema, delle performing arts in generale, sono in standby, ripiegando agli streaming live che cercano di allietare, rischiando di alienare, noi spettatori.

La compagnia di danza giapponese “Moonlight Mobile Theatre” escogita un nuovo modo per riportare le persone alle loro esibizioni d’avanguardia mantenendo le distanze sociali. Le luci si abbassano e il pubblico si sporge in avanti per guardare attraverso una fessura della cassetta delle lettere o uno spioncino nella porta, di fronte a loro gli artisti iniziano a ballare.

Attorno al palco, 30 cabine con una fessura e separate da un divisorio, in modo da garantire il distanziamento sociale, non rinunciando alla visione di uno spettacolo di danza dal vivo.

Il ritorno del drive in

“Era il 6 giugno del 1933, quando a Camden, nel New Jersey, Richard Hollingshead, direttore delle vendite della Whiz Auto Products, società di ricambi auto di suo padre, inaugurò il primo drive in della storia.

Cinema, musei e teatri chiusi, produzioni bloccate, proiezioni annullate, rassegne rinviate, il Coronavirus ha creato uno stato di emergenza che ha messo duramente in ginocchio il mondo della cultura e dell’industria cinematografica, comparto prezioso e di vitale importanza non solo per la nostra economia ma per il benessere dell’individuo.

L’unica prospettiva per adattarsi alla situazione e superare il momento di crisi che stiamo vivendo è quella di reinventarsi e trovare soluzioni alternative: dalle arene estive al grande ritorno del drive-in per continuare a regalare al grande pubblico la magia, il sogno e l’evasione che il cinema offre.”

Dopo il drive in, il Cinedehors

Cinedehors è l’interessante e curiosa idea di Arianna Airaldi e Giacomo Cuppari, ideatori del progetto, che propone la magia del cinema in luoghi inconsueti. Come? Con uno schermo gonfiabile, un proiettore e un impianto audio. “Si è voluto reinventare il format delle classiche arene estive portando il cinema non solo nei centri storici, ma anche in luoghi periferici come stazioni di benzina, piazze di quartiere, siti industriali, aree dismesse, stazioni ferroviarie, rifugi alpini, rooftop, scenari di convivenze multiculturali”, si legge sul sito da cui è possibile prenotare il proprio film.

Ancora cinema, ma in hotel

Siamo a Parigi, dove nasce il primo cinema hotel del mondo. Il nome è Paradiso, un omaggio al film di Giuseppe Tornatore, Nuovo Cinema Paradiso.

Vicino a Place de la Nation, Hotel Paradiso si trova sopra un cinema, attualmente chiuso. Una multisala di Mk2, famosa società di produzione guidata da Nathanaël ed Elisha Karmit, che promuove il cinema d’autore. L’idea di aprire un hotel tutto dedicato alla settima arte è dei due fratelli che da anni inventano nuovi modi di fruire e condividere film.

Videoproiettori, suono, luci: “l’effetto cinema” è assicurato. In alcune stanze le finestre si trasformano in maxi-schermi, in altre ci sono schermi a parete, incorniciati da tende di velluto. Basta avviare la visione da un tablet, con accesso illimitato a migliaia di film e serie tv selezionati ogni settimana dal catalogo di Mk2, la più grande rete di cinema d’essai di Francia, e dalle principali piattaforme. E poi un cinema in terrazza con vista sulla Tour Eiffel, una sala karaoke chiamata La La Land, una mega collezione di DVD e opere d’arte ispirate alla settima arte.

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