CULTURA

IL BLUES: LA MUSICA DEL DIAVOLO

Descrivere un genere musicale non è facile; per comprendere le differenze tra suoni, ritmi e generi diversi, oltre al normale ascolto a cui siamo abituati, abbiamo bisogno di associare le immagini, i ricordi e le sensazioni ad una particolare melodia. Come per la musica di Vivaldi, Mozart o Beethoven in grado di evocare immagini romantiche, decadenti e nostalgiche così la musica Blues ci rimanda al grido di dolore e tristezza delle comunità degli afroamericani in schiavitù nelle regioni del Sud degli Stati Uniti. Il blues, le cui origini risalgono alla fine dell’800 nel delta del Mississippi, dove gli schiavi cantavano lavorando nei campi di cotone e nelle piantagioni di tabacco, veniva eseguito con strumenti poveri come coltelli, utensili e attrezzi da lavoro. Uno degli strumenti più conosciuti era il diddley bow, fatto da una singola corda tesa su un asse di legno, pizzicata modulando il suono tramite uno slide fatto di vetro,  del periodo del “country blues” o blues rurale; poi, con l’immigrazione verso le grandi fabbriche del nord, i musicisti di colore, ex schiavi, si spostarono a Chicago, chiamata la Windy City dove nasce uno stile eseguito con le prime chitarre elettrificate, il “city blues”, detto anche Chicago blues di cui il principale esponente sarà Muddy Waters,  il bluesman moderno per antonomasia. 

L’aspetto però più controverso ed affascinante di questa musica è quello legato al suo significato, inizialmente conosciuto come Blue Devils o to have the blue devilsletteralmente “avere i diavoli blu”, come riferimento alle allucinazioni visive che possono accompagnare una grave astinenza da alcol e di conseguenza uno stato di tristezza, agitazione, delirio e depressione: L’espressione è stata abbreviata nel corso del tempo in blues, caratterizzando un genere che influenzerà altri stili musicali diffondendosi in tutto il mondo. La leggenda del blues è legata anche ad un grande musicista, il maestro del blues ovvero Robert Johnson, che divenne famoso non solo per le sue canzoni, inaugurando lo stile del Delta blues, ma rimase nella storia per aver fatto un patto col diavolo, rimarcando metaforicamente la sua appartenenza e il suo legame con questa musica diabolica, autentica e allo stesso tempo poetica. 

Robert Johnson

Tra gli altri bluesman che hanno innovato il genere ricordiamo John Lee HookerWillie DixonHowlin’ WolfBuddy Guy Sonny Boy Williamson, il re dell’armonica; c’è chi ha avvicinato il blues al rock come Jimi Hendrix, Eric Clapton (principale artista del cosiddetto British blues), Stevie Ray Vaughan, re del Texas blues, Gary Moore, signore dell’Irish blues e infine il più famoso di tutti i tempi B.B King. Cresciuto nei campi di cotone, considerava il blues “la musica di chi lavora” facendo riferimento alla vita faticosa nei campi;, divenne famoso dagli anni Cinquanta in poi grazie al suo stile unico e inarrivabile, e al suo rapporto sanguigno con la sua celeberrima chitarra, Lucille. 

Nella storia del blues anche le donne sono state protagoniste di questo genere musicale, le cosiddette Regine del Blues, con le loro voci ribelli e rivoluzionarie come Gertrude “Ma” Rainey, Big Mama Thornton, la celeberrima Bessie Smith e la più anticonvenzionale Janis Joplin

Al di là delle contaminazioni e delle sue evoluzioni, la musica blues, così profonda e ricca di significati, continua a trasportarci ancora oggi, come in un treno che ripercorre le vie del Mississippi e di New Orleans, in un’epoca dove il grido di angoscia diventa l’unica voce di un popolo sottomesso, e il fischio dei treni che attraversano le piantagioni di cotone e tabacco si trasforma in un suono evocativo e ritmico, quello dell’armonica, quello del Blues. 

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