CULTURA

INTERVISTA A VERONICA CIRILLO, FONDATRICE DI ALLOPERA

A Matera ho scoperto da poco una realtà nata da giovani che come me sono andati via dalla propria terra per motivi di studio e di lavoro e che poi sono ritornati per condividere le proprie esperienze e conoscenze mettendole a disposizione della loro comunità. Abbiamo chiesto a Veronica Cirillo, fondatrice e Presidente dell’Associazione Allopera, di raccontarci questo interessante progetto!

Ciao Veronica, perché hai deciso di fondare l’Associazione Allopera?

Quando torni nella tua città dopo alcuni anni di trasferte formative e lavorative, ti scopri alla ricerca di incentivi, di sproni che non ti facciano sentire un pesce fuor d’acqua! Allopera è iniziata proprio così, volendo colmare piccoli gap in cui inevitabilmente incappavamo. E lo è tuttora: ai nuovi tesserati auguro sempre di utilizzare l’associazione come un canale utile a creare ciò di cui hanno bisogno per smettere di dire “a Matera non c’è”. Proprio in questo modo hanno avuto inizio attività come il gruppo lettura Libera Libri, il fitness al parco, le rubriche, i workshop: da desideri e bisogni dei ragazzi che ogni anno scelgono di associarsi; sono loro il vero valore e cuore di Allopera!

Tra gli obiettivi dell’Associazione c’è l’inclusione sociale; quali attività avete messo in campo per generare un impatto all’interno della comunità?

Credo che il termine inclusione sia sempre in bilico tra povertà e diritti negati. Ci hai mai pensato? Inclusione sociale è sinonimo di appartenenza a un gruppo, un’istituzione. E spesso la mancata inclusione deriva dalla percezione di una differenza nell’altro (razza, cultura, disabilità…). Ma perchè la diversità è causa e motivo di discriminazione? Bene, credo che la chiave sia in questa domanda. Se poniamo l’attenzione su cosa ci accomuna e non cosa ci differenzia, se comprendiamo che il diverso non è un pericolo, impareremo a conviverci, a conoscerlo e, infine, apprezzarlo. L’inclusione sociale si fa tutti i giorni, bastano gesti e modi di fare per instillare nel prossimo buone pratiche. Questo è alla base di tutte le nostre attività associative, a prescindere dalla tipologia. Proprio ultimamente ho letto una frase di Carl Gustav Jung che mi ha fatto molto pensare, dice “ciò a cui opponi resistenza persiste. Ciò che accetti può essere cambiato”.  Forse è una risposta un po’ filosofica ma penso che dovremmo educare noi stessi alla gentilezza e alla cosiddetta cedevolezza che non è una sconfitta ma la premessa alla rielaborazione del dissenso e la ricerca di possibili alternative condivise. 

Il bookcrossing è tra le attività che l’Associazione organizza, puoi spiegarci in cosa consiste, chi può partecipare e come?

Il bookcrossing è uno dei progetti che mi sta più a cuore! Ha avuto inizio nel 2017 con la nascita dei Librovisori (librerie generate dal riuso di vecchie tv a tubo catodico) e delle prime bookcrossing zone a Matera. Da allora, tutti gli anni, celebriamo la Festa del Libro in piazza avvicinando grandi e piccoli alla lettura semplicemente con lo “scambio di libri usati”. In questo modo vogliamo anche trasmettere l’idea del riuso, sempre più necessario nella società consumistica in cui viviamo. Abbiamo anche aperto una biblioteca di comunità che funziona proprio con la pratica del “prendo un libro-lascio un libro”, è allestita presso la nostra sede temporanea in Via Gattini e accessibile a chiunque, gratuitamente, grandi e piccoli! L’obiettivo è estenderci e avere spazio e risorse per tantissime attività collaterali a cui stiamo già pensando. Non c’è niente che soddisfi di più che sentirsi dire “Grazie perché con voi ho ricominciato a leggere!”. E’ un po’ come educare alla lettura, è difficile ma estremamente appagante, soprattutto per un’appassionata della carta stampata come me. 

Quali competenze pensi che dovrebbero acquisire i giovani per avere maggiori opportunità nel mondo del lavoro e migliorare la loro condizione sociale?

Credo che i giovani di oggi siano iper qualificati e circondati da una quantità infinita di stimoli, utili a migliorarsi e capire la società in cui vivono. Tuttavia, abbiamo bisogno di un cambiamento che, se non diversamente, dovrà essere “dal basso”: titoli e competenze non bastano, si richiedono conoscenze e compromessi (almeno al Sud). Parlo per esperienza personale e non credo di esagerare dicendo che dobbiamo imparare ad imporci nel mondo del lavoro (e non solo) facendo rispettare ciò che è nostro di diritto. Fino a quando i nostri coetanei continuano ad accettare scarse condizioni lavorative tutto resterà invariato e la nostra e la successiva generazione sarà insoddisfatta e frustrata. Dobbiamo solo credere che siamo in grado, insieme, di apportare un miglioramento alla nostra condizione sociale. Qui viene fuori il mio lato idealista da tenere a bada, forse.

Quali sono i progetti che l’Associazione Allopera intende realizzare nei prossimi anni?

Ci sono dei must che un po’ ci identificano e non possono essere abbandonati come il bookclub o le nostre rubriche online, le attività di fitness nei parchi, la promozione sociale. Dico “non possono” perchè sono diventate ormai quasi un’esigenza per chi partecipa, e questo è bellissimo! Attualmente portiamo avanti un’iniziativa patrocinata dal Ministero della Transizione Ecologica per la promozione del 2021 come anno dell’ambizione climatica; il progetto si chiama Books4Climate, affrontiamo il tema del cambiamento climatico e biodiversità in compagnia di autori di rilevanza nazionale (nomi come Bruno Arpaia, TIziano Fratus, Giorgio Vacchiano) che ci terranno compagnia fino a Ottobre. Nei prossimi anni abbiamo in mente di parlare di stigma sociale per incentivare l’integrazione di categorie (Dio sa quanto odio questo termine) purtroppo ancora oggetto di discriminazione e isolamento. Allopera è fatta soprattutto da giovani, è bello vivere l’associazione 

con la spensieratezza, la curiosità e l’imprevedibilità che li contraddistingue. 

Grazie Veronica per averci raccontato lo spirito di Allopera, i suoi valori, gli obiettivi e le numerose attività che state portando avanti. Dal tuo entusiasmo si capisce quanto credi in questo progetto e siamo convinti che le vostre iniziative possano coinvolgere sempre più giovani generando un cambiamento in loro stessi e nel contesto in cui vivono. 

Per contattare ALLOPERA:

mail  alloperassociazione@gmail.com

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