CULTURA

È STATA LA MANO DI DIO: IL NUOVO FILM DI SORRENTINO CHE HA COMMOSSO VENEZIA

Presentato in anteprima il 2 settembre scorso in concorso alla 78esima Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia, “E’ stata la mano di Dio”, il nuovo lungometraggio di Paolo Sorrentino, ha emozionato il pubblico della kermesse cinematografica lagunare nata nel 1932, ottenendo due importanti riconoscimenti: il Leone d’Argento – Gran Premio speciale della giuria al regista e sceneggiatore Sorrentino e il Premio Marcello Mastroianni al giovane protagonista Filippo Scotti. Prodotto da Lorenzo Mieli e dallo stesso Sorrentino e distribuito in Italia da Netflix, il film uscirà in cinema selezionati il 24 novembre prossimo e sulla piattaforma streaming dal 15 dicembre 2021.

Decimo lungometraggio firmato dal regista Premio Oscar esattamente 20 anni dopo “L’uomo in più”, girato a Napoli nel 2001. Sorrentino ritorna nella sua città natale con una storia di formazione raccontando le vicende di un ragazzo nella tumultuosa Napoli degli anni Ottanta. Il diciasettenne Fabietto Schisa è in cerca di un proprio posto nel mondo. Due eventi arriveranno a sconvolgere la sua esistenza: il primo è l’arrivo nella città partenopea di una leggenda dello sport, Diego Armando Maradona, il secondo un terribile incidente che lo porterà a crescere prima del tempo.

È stata la mano di Dio, titolo dalla doppia valenza che fa riferimento sia al goal segnato, di mano, (La mano de Dios), da Maradona nei quarti di finale del Mondiale 1986, il 22 giugno 1986, ai danni dell’Inghilterra, con la quale fece vincere, anche grazie ad un altro gol memorabile, alla nazionale argentina la partita, sia al fatto che Fabietto (e lo stesso Sorrentino) si sia salvato proprio grazie a una partita del Napoli. I genitori del regista morirono a causa di una fuga di gas nell’abitazione di Roccaraso dove si trovavano in vacanza.

Quella volta io non sono andato perché mio padre aveva acconsentito che andassi a seguire il Napoli in trasferta. Per questo non mi sono trovato in quella casa quando è successo l’incidente con il riscaldamento. La passione salva ma uccide pure, mio padre aveva la passione per lo sci: sono le cose della vita”, ha raccontato il celebre regista in un’intervista rilasciata qualche anno fa a Raffaella Carrà per il programma Rai A raccontare comincia tu .

Nel suo film più commovente e personale, Sorrentino ripercorre la sua giovinezza, che si incrocia indissolubilmente con l’arrivo de “El pibe de oro” a Napoli, a cui il regista è molto legato, raccontando di destino e famiglia, amore e perdita, lavoro e passioni.

Nel cast del film Toni Servillo che torna a lavorare con Sorrentino dopo “La grande bellezza” e “Loro”. Tra gli atri interpreti: Filippo Scotti, Teresa Saponangelo, Marlon Joubert, Luisa Ranieri, Renato Carpentieri, Massimiliano Gallo, Betti Pedrazzi, Biagio Manna, Ciro Capano, Enzo Decaro, Lino Musella, Sofya Gershevich.Prodotto da Lorenzo Mieli e Paolo Sorrentino Una produzione The Apartment, società del gruppo Fremantle.

IL COMMOVENTE DISCORSO DI RINGRAZIAMENTO DI SORRENTINO A VENEZIA

“Dovete avere un po’ di pazienza perché sono leggermente emozionato – ha detto davanti al pubblico in sala, cominciando il discorso di ringraziamento. Anche io devo ringraziare un po’ di persone, devo ringraziare la squadra di Netflix, che sono meravigliosi e inspiegabilmente mi vogliono bene, poi volevo ringraziare i miei amici, il produttore Lorenzo Mieli e Andrea Scrosati e la troupe che è stata eccezionale e mi ha aiutato moltissimo in un film non facile, così come gli attori, tutti i personaggi del film, i miei genitori e i miei fratelli, Maradona. Poi volevo ringraziare mia moglie Daniela che sono vent’anni e passa che mi sopporta e che mi vuole bene, i miei figli, Anna e Carlo”.

Infine il regista ha voluto parlare di “due scene che nel film non ci sono: un sogno che non ho fatto, un ometto di 1,60 metri su un campo di calcio che vi ringrazia, e che si chiama Maradona e che ci crediate o no questo è il più grande premio che voi possiate ottenere, che Maradona vi ringrazia. E poi, nel giorno del funerale dei miei genitori il preside della mia scuola mandò solo una rappresentanza di quattro compagni di classe e non tutta la classe e io ci rimasi malissimo, però questo non ha più importanza perché oggi è venuta tutta la classe, che siete voi”.

L’IRONIA SU SERVILLO

“Poi ogni tanto qualcuno un po’ antipatico dice: “Ma tu perché fai un altro film con Toni Servillo, e io ora posso dirgli guardate dove sono arrivato facendo i film con Toni Servillo”.

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