CULTURA

Esistenze precarie su un pianeta alla deriva

Anche se questo mondo pretendeva o fingeva di essere sano, era pur sempre un mondo malato e gli uomini, gli individui, anche quelli cosiddetti sani, erano malati.

Parole che sembrerebbero risuonarci dentro eccessivamente forti quelle di Thomas Bernhard, tra gli scrittori e giornalisti più influenti del secolo scorso. Chi legge Bernhard sprofonda e mai si ritrova. Chi assapora ”Perturbamento”, il titolo del romanzo appena citato, si perde e accetta di disintegrarsi tra la follia e la malattia. I suoi romanzi non sono pessimistici ma squarciano il velo dell’incanto e mostrano la realtà, l’unico mondo in cui possiamo vivere.

Tra le righe di molti altri pensatori potremmo ritrovare il disincanto e la consapevolezza di una sicurezza svanita, una sicurezza che dovrebbero infonderci radici forti e profonde: quelle del nostro mondo. Un mondo inteso non solo come luogo fisico ma anche metafisico.

La scienza separa il corpo dall’anima ma la malattia unisce entrambi. Corpo e anima si influenzano e si contaminano a vicenda. È un processo “romantico e decadente” avviato dall’incedere delle epoche, dalla constatazione che tanto la bellezza quanto il senso della vita sono ormai difficili da trovare.

Non è un triste scenario della nostra epoca?

Dall’inquinamento atmosferico, agli allevamenti intensivi, alle terre di fuoco sature di scorie fino ad arrivare alle tossicità che influenzano le anime del nostro tempo, in questo LXX numero di Metis Magazine, affronteremo la tematica a 360° attraverso interviste esclusive, articoli di approfondimento culturale e le nostre imperdibili rubriche.

Non perdetevi questo nuovo numero di Ottobre.

Advertisements

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.