LE INTERVISTE

INTERVISTA A STEFANIA CLEMENTE: ideare e narrare progetti culturali e creativi

Ho conosciuto Stefania Clemente a Matera in occasione di eventi formativi legati al settore creativo e culturale, e sin da subito ho notato la grande passione e professionalità che la contraddistinguono. La cosa che mi ha colpito maggiormente di lei è la voglia di condividere le sue esperienze e il suo know how con gli altri aiutandoli a trovare la propria motivazione e stimolarne la voglia di mettersi in gioco. Stefania riesce a condurre ognuno attraverso un percorso di crescita professionale per raccontare e riconoscere in noi stessi il nostro valore creativo e le potenzialità che ci contraddistinguono. Stefania Clemente, Community e Training Manager, si occupa di personal branding e progetti culturali e creativi; ha iniziato a formarsi all’Accademia Mondiale della Poesia per poi dirigersi verso la progettazione di percorsi di formazione per l’industria turistica e dell’ospitalità. Scopriamo cosa ha da raccontarci in questa intervista. 

Ciao Stefania, navigando sul tuo bellissimo sito personale, mi ha colpito quando dici “ho scelto di vivere come se avessi sempre un fiore nella manica. Un po’ come un asso, solo più profumato.”

Cosa intendi con questa espressione e quando hai maturato questa scelta?

Ciao Germana, intanto grazie per aver visitato il mio sito e che ti abbia ispirato. Si tratta di un regalo personale per i miei dieci anni di lavoro a cui mi sono dedicata durante il lockdown dello scorso anno . Non è stato facile trovare le parole che mi raccontassero come donna e come professionista; vorrei che chi mi conosce già e finisce sul mio sito dica “Ah sì, è proprio Stefania” e che chi non mi conosce trovi una ispirazione nelle mie parole. Non è un sito di vendita ma un progetto di Personal Branding, di narrazione personale e professionale, il mio posto. “Ho scelto di vivere come se avessi sempre un fiore nella manica. Un po’ come un asso, solo più profumato” è la mia frase del cuore, quella in cui credo e che coltivo quotidianamente. La curiosità è la mia compagna e insieme cogliamo fiori profumati da tirare fuori al momento giusto. Spesso amici, colleghi mi chiedono idee, consigli e ispirazioni e io provo a tirare fuori “quel fiore” per loro.

Copyright Francesca Zito Potography

Nel tuo lavoro ti è capitato di rivedere te stessa nelle storie delle persone che incontri? Se sì, in che modo riesci a guidare le persone che si rivolgono a te nella realizzazione di progetti creativi?

In questi anni ho incontrato centinaia di persone; dai corsi di formazione negli hotel al Career Tools del Comincenter ai progetti di comunicazione e narrazione. A costo di sembrare retorica, confesso che ogni volta mi commuovo per quanta umanità e quanta ricchezza incontro. Spesso mi identifico nelle storie, empatizzo  con chi mi rende partecipe dei suoi problemi, mi rivedo in loro . Ma sono consapevole che il mio impegno, in quel momento, è di accompagnare le persone per un tratto, anche piccolissimo, di strada e cerco di essere abbastanza distante da poter guardare quel percorso con lucidità ma abbastanza accanto da far sentire che ci sono. E quando dico che mi commuovo è proprio commuovere, quel sentire di aver mosso insieme qualcosa, aver tracciato una linea, un solco, aver segnato un passo per costruire qualcosa di nuovo e bello sia che si tratti delle parole per un curriculum vitae sia dei testi di un intero sito web. Raccontarsi è riconoscersi e riuscire a dire ad alta voce “Questa sono io”. In un libro a me molto caro – Il silenzio è cosa viva – ho letto proprio che insegnare è accompagnare, sostenere e questo è il mio impegno con me stessa e con chi incontro.

Cosa è per te la Creatività e come la utilizzi nel tuo lavoro?

Sembrerà strano, ma ho sempre pensato di non essere una persona creativa, anzi. Poi, un’amica mi ha definita creativa e da lì ho iniziato a pensare al significato di creatività ed è stato come accendere una torcia su qualcosa che esiste dentro di me ma che io non conoscevo o forse non riconoscevo. Oggi penso che la creatività sia in parte un dono e in parte un esercizio. Tutti abbiamo un lato creativo, dalla cucina alla sartoria, dal disegno alla scrittura. Tutti sappiamo creare qualcosa, allenandoci ne affiniamo la tecnica. Io alleno la mia creatività grazie alla mia curiosità e questo mi permette di collegare le cose, intrecciare i fili facendomi sentire viva. Leggo le notizie, guardo i documentari, sbircio le classifiche dei migliori elettrodomestici dell’anno, sono iscritta ad una trentina di newsletter che apro sempre tutte e sul mio comodino gravitano circa 20 libri all’anno. Ultimamente ho scoperto i podcast e la mattina mentre porto a passeggio la mia Olivia ne ascolto un pezzo, oltre a mandare il vocale del buongiorno alle mie amiche lontane. Nel mio lavoro la creatività è un po’ usare le parole sempre in modo diverso, da un lato costruendo continuamente mondi nuovi e dall’altra pensando  progetti, proposte, percorsi formativi in maniera personalizzata e sempre nuova. Nella formazione, ad esempio, mi piace trovare modi nuovi per tirare fuori i talenti delle persone, per valorizzarle e ispirarle.

copyright Francesca Zito Photography

“Persone, Parole e Progetti “ sono le tre parole chiave a cui ruota il tuo lavoro e a cui si ispira L’Atlante inaspettato…ci spieghi di cosa si tratta?

L’Atlante Inaspettato è il mio progetto speciale, è stato un vero salto nel vuoto. Si tratta di una newsletter mensile in cui intervisto una donna e mese dopo mese l’Atlante si costruisce e si compone di Persone, Parole, Progetti. Dico che si tratta di un salto nel vuoto perché una newsletter è un impegno che prendi con chi ti legge, è più strutturato di un canale social e arriva solo a chi veramente sceglie di leggerti; una sorta di patto di fedeltà; i lettori, in realtà prevalentemente lettrici, aspettano di ricevere qualcosa di bello, nuovo, inedito. Proprio per ringraziare chi si impegna a seguirmi ho scelto di non pubblicare altrove le interviste dell’Atlante, forse ne farò una raccolta ma per ora le mie “compagne di viaggio” sono solo lì e io sono grata, immensamente, sia a chi accetta di raccontarsi sia a chi ogni mese mi invia una risposta, un cenno, un saluto, un grazie. Io amo i club segreti e questo è il mio, il nostro.

Grazie Stefania, leggerti è stato emozionante, nelle tue parole si percepisce che ami il tuo lavoro e soprattutto la condivisione delle tue esperienze e conoscenze con tutte le persone che incontri. Ci hai trasmesso che bisogna sempre credere in noi stessi traendo insegnamento anche dai fallimenti e alimentando la creatività che ognuno di noi possiede, perché ognuno di noi ha qualcosa da raccontare e un talento nascosto grazie al quale realizzarsi. 

copertina copyright Francesca Zito Photography outfit Officine Frida

Per contattare Stefania Clemente:

www.stefaniaclemente.it

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