CULTURA

ARTE E PATRIOTTISMO: DA HAYEZ A DELACROIX

Quando pensiamo al Romanticismo l’arte è senza dubbio una delle forme migliori per comprendere lo spirito di questo intenso momento storico che si fonda sul sentimento patriottico che esprimeva amore e devozione per il proprio paese, per la propria patria. Da “Il bacio” di Hayez a “La libertà che guida il popolo” di Delacroix, abbiamo selezionato sei opere significative di questa importante corrente artistica e culturale.

IL BACIO DI FRANCESCO HAYEZ

(1859 – Milano, Pinacoteca di Brera)

Il bacio dolce e furtivo che si stanno scambiando i due giovani venne interpretato come l’addio del cospiratore, o del volontario (lo capiamo dal volto coperto del giovane, dal piede sinistro poggiato su uno scalino, dal pugnale la cui impugnatura preme contro un fianco della ragazza e dall’ombra di una persona, proiettata sul muro a sinistra, che pare spii di nascosto). Hayez dipinse l’opera nel 1859 quando l’Italia e il resto d’Europa vennero sconvolte da grandi cambiamenti sociali e politici: era iniziata la seconda Guerra d’Indipendenza, che avrebbe portato, nel 1861 alla proclamazione del Regno d’Italia. Nell’opera di Hayez, “il capo della Scuola di Pittura Storica che il pensiero Nazionale reclamava in Italia” – citando le parole di Giuseppe Mazzini – possiamo quindi, intravedere dei simboli patriottici: il giovane, pronto a partire per la guerra, sugella la sua unità con l’amata, in un rimando diretto alla devozione per la Patria, mentre l’ombra dello straniero si fa più ingombrante. I colori degli abiti (blu, bianco, rosso e verde) ricordano i colori della bandiera italiana e di quella francese.

EUGÈNE DELACROIX – LA LIBERTÀ CHE GUIDA IL POPOLO

(1830 – Parigi, Museo del Louvre)

La libertà che guida il popolo è l’opera che l’artista Delacroix, realizzò nel 1830 per ricordare ed esaltare la lotta per la libertà dei parigini. In essa raffigura tutte le classi sociali ( il popolano, il militare e il borghese), unite in lotta contro l’oppressore, guidate dalla personificazione della Francia, Marianne, che in quest’opera assurge anche a simbolo della Libertà.

GIOVANNI FATTORI – CAMPO ITALIANO ALLA BATTAGLIA DI MAGENTA

(1862 – Firenze, Galleria d’Arte Moderna)

Giovanni Fattori, il maggior pittore italiano dell’Ottocento, in quest’opera rappresenta, non un momento di battaglia ma il ritorno dignitoso dei feriti. Alcuni procedono a piedi barcollando, mentre i più gravi sono adagiati su un carro e accanto a loro si prodigano due monache infermiere.

GEROLAMO INDUNO – LA BATTAGLIA DI MAGENTA

(1861 – Milano, Museo del Risorgimento)

Il dipinto ritrae in modo vivido la Battaglia di Magenta negli ultimi attimi bellici, celebrando la vittoria dei franco-piemontesi sugli austriaci nella prima grande battaglia che porterà alcuni giorni dopo il suo svolgimento alla liberazione di Milano. 

J.M. W. TURNER – LA BATTAGLIA DI TRAFALGAR

(1824 – Londra, National Maritime MuseumGreenwich)

Questo dipinto fu stato commissionato da re Giorgio IV, il quale voleva esaltare un importante momento della storia marittima e bellica inglese. Turner rappresentò il momento del trionfo della Gran Bretagna sulla Francia, ma anche la tragedia dell’Ammiraglio che sacrifica la propria vita per conseguire quella vittoria. Il soggetto è la nave HMS Victory appartenente alla Royal Navy, la quale tra l’altro era l’ammiraglia del comandante in capo Horatio Nelson.

FRANCESCO HAYEZ – LA CONGIURA DEI LAMPUGNANI

(1826 – Milano, Pinacoteca di Brera)

E’ uno dei dipinti di Hayez che ben rispondeva al requisito di affinità con il diffuso sentimento patriottico italiano. In esso è raffigurato il momento in cui il 26 dicembre 1476  tre giovani milanesi  Giovanni Andrea Lampugnani, Girolamo Olgiati, Carlo Visconti, stanno sfoderando i pugnali per sopprimere la tirannia di Galeazzo Maria Sforza,nella chiesa di Santo Stefano in Milano. 

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