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I FILM CHE RACCONTANO IL RISORGIMENTO E L’UNITA’ D’ITALIA

L’Italia, prima della sua unificazione, era suddivisa in stati dominati da potenze straniere come gli Asburgo, i Borboni e il Papa, rappresentante dello Stato della Chiesa; in questo contesto, il popolo sottomesso ha deciso di insorgere dando inizio ai moti risorgimentali capitanati da Giuseppe Mazzini e da Giuseppe Garibaldi, l’eroe dei due mondi. Libertà e indipendenza sono le due condizioni esistenziali che hanno caratterizzato le rivoluzioni e le lotte contro il potere, gli ideali di un popolo grazie ai quali l’Italia, il 17 Marzo 1861, si è trasformata in un paese unito e libero.

Un periodo storico di grande importanza che ha visto nel cinema la sua rappresentazione artistica con l’intento di tramandare una memoria storica intrisa di sentimenti patriottici e liberali, raccontando gli amori e i dolori di personaggi indimenticabili. Dal “melodramma” di Mario Soldati  passando per “l’eleganza” di Visconti e il “populismo” delle commedie amare di Luigi Magni, pellicole caratterizzate da un tragico realismo, dal coraggio e dall’amore per la patria dei suoi protagonisti. Uno dei film più emblematici di questo spaccato storico è Il Gattopardo (1963) di Luchino Visconti, tratto dal celebre romanzo di Giuseppe Tomasi da Lampedusa, ambientato in Sicilia tra il 1860 e il 1910; in pieno periodo risorgimentale, allorchè i poteri si disfano e si riorganizzano, il Principe di Salina (Burt Lancaster) assiste preoccupato allo sbarco dei mille nella residenza di campagna dove parallelamente si consuma la storia d’amore tra Tancredi (Alain Delon), il nipote del principe, e la figlia del sindaco, Angelica (Claudia Cardinale). Lo stesso regista, nel 1954, realizza Senso, un melodramma sontuoso tratto da una novella di Camillo Boito, la storia di un amore matto e disperato, quello della contessa Serpieri (Alida Valli) che, negli ultimi mesi della Venezia austriaca, durante la terza guerra d’indipendenza combattuta contro gli austriaci, perde la ragione e la dignità per un bellissimo tenente austriaco (Farley Granger) diventando così traditrice dell’Italia. Anche Roberto Rossellini ha celebrato l’Unità d’Italia in occasione del suo centenario, nel 1960, con Viva l’Italia che racconta l’impresa garibaldina dei Mille, fino al ricongiungimento a Teano con Vittorio Emanuele e la fuga dei Borboni da Napoli. Un film volutamente non celebrativo, antieroico e antiepico, che presenta cronachisticamente la grande storia patria nel suo farsi quotidiano dove i padri d’Italia sono uomini qualunque, ed anche Garibaldi viene rappresentato come un signore anziano e acciaccato che fatica a salire a cavallo. Molto diverso è il film di Mario Soldati, Piccolo Mondo Antico del 1941, tratto da un classico di Antonio Fogazzaro, in cui drammi e melodrammi familiari si intrecciano in un Italia che si va formando tra battaglie, repressioni e cospirazioni in uno scenario indimenticabile ed esteticamente meraviglioso.

Anche Mario Martone ha raccontato la storia risorgimentale soffermandosi, in particolare, sul Sud dell’Italia e sul brigantaggio, con Noi credevamo del 2010, che mette in scena i destini tragici dei protagonisti che si ribellano al dominio borbonico unendosi alla Giovine Italia di Mazzini. La spedizione dei Mille, con la figura centrale dell’eroe Garibaldi, è protagonista di altri due film, 1860 di Alessandro Blasetti del 1934 e Bronte, cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno mai raccontato di Florestano Vancini del 1971; entrambi raccontano in modo realistico e fedele le vicende storiche dell’Unità d’Italia in cui ci furono episodi di saccheggi e massacri, esecuzioni capitali ingiuste di un Risorgimento che ha portato anche tanta paura e terrore. Film verità e film di speranza che raccontano, tra violenza e ribellione di coscienze che combattevano per una comune identità, tra amori disperati e la fine di lunghe dinastie, tra violenza e ribellione di coscienze che combattevano per una comune identità, tra amori disperati e la fine di lunghe dinastie quello che è stata un’impresa memorabile il cui unico fine era quello di combattere in nome della patria e della libertà.

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