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SABRINA PUGLIESE: LA PITTRICE LUCANA CHE HA RIVOLUZIONATO IL PAESAGGIO

Passione, determinazione e impegno per l’arte sono gli elementi peculiari che caratterizzano Sabrina Pugliese, pittrice contemporanea originaria di Nova Siri (Matera). Famosi i suoi paesaggi lucani dai colori caldi e mediterranei, dipinti in cui trasmette sensazioni che non richiedono tante spiegazioni, ma conferiscono una grande intensità, una forte carica evocativa e un fascino sottile. Perché si può attraversare l’universo, senza muovere un passo: con le sue opere si viaggia verso mete tutte da scoprire. E in questo viaggio, dedicato all’arte ed al bello, vogliamo condurvi.

Non ci resta che augurarvi una buona lettura!

Ciao Sabrina, grazie per aver accettato il nostro invito per l’intervista. Presentati ai lettori.

Ciao a tutti sono Sabrina ho 31 anni e vivo a Nova Siri, una cittadina in provincia di Matera. Sono laureata in Lettere Moderne ma ho sempre avuto una passione ardente per il disegno e i colori fin da piccola. Passione che è cresciuta solamente più avanti da autodidatta, grazie all’incontro fortunato con artisti locali tra i quali Giulio Orioli, Nino Oriolo, Mario Carlo Garrambone, Maria De Lorenzo, che mi hanno sempre spronata a continuare. Il loro influsso è stato determinante nel mio percorso artistico.

La pittura, oggi, fa parte della tua vita, ti stimola continuamente.

La pittura è la mia più grande passione ed occupa spesso gran parte del mio tempo libero. Ho iniziato a dipingere per valorizzare, promuovere la Basilicata, la mia terra, una terra di riscatto e di grande orgoglio, allestendo ad esempio delle mostre in occasione del Premio Heraclea e della notte dei Briganti. Paesaggi in cui emergono colori come il giallo, il colore bruno terra di Siena, tipici della Lucania, arsa d’estate. Il mio stile è sognante e fiabesco, vuole abbellire la realtà. La voglia di riscatto emerge, ad esempio, nell’opera “Scacco matto su Matera”. Come in una rappresentazione teatrale si apre il sipario, usato per nascondere il palcoscenico agli spettatori e viene alzato all’inizio dello spettacolo. Volevo proiettare lo spettatore al di la di questo tendaggio per incorniciare Matera e renderla stupefacente, abbellita da una neve morbida.

Perché il titolo “Scacco matto su Matera”?

La storia della città dei sassi è una storia di rinascita, di riscatto e di apertura al futuro prima e dopo la designazione di Capitale Europea della Cultura 2019. Una storia di riscatto e di meraviglie quella di Matera, diventata ormai un simbolo per l’Italia intera ed un orgoglio per il Sud.

Come nascono i tuoi quadri?

Sono un’attenta osservatrice del mondo che mi circonda, dell’ambiente in cui vivo quotidianamente. Sono innumerevoli gli stimoli e le situazioni che mi ispirano.

Cosa, di un tuo dipinto, mette meglio a fuoco la tua personalità artistica?

Non ho tutta questa consapevolezza! È stato bello ascoltare i pareri degli altri. Maria De Lorenzo, storico, perito e critico d’arte, mi disse che la mia personalità emerge nel cambiamento dei cieli rappresentati nei diversi paesaggi. Nelle mie prime opere si può notare un cielo irrequieto dai colori accesi, poi pian piano si è schiarito.  Questo il suo commento: «I suoi lavori sono dei fermo immagine di paesaggi lucani. Surrealista e quasi primitiva nelle raffigurazioni. Gli ambienti, nei suoi dipinti, si colorano di tinte pure e delicatamente sfumate, mentre la pennellata si presenta densa e corposa, a tratti “scivolata”. Ombreggiature si evidenziano nei cieli striati, questi ultimi, a volte, di chiaro riferimento Munchiano». La pittura mi ha aiutata a fare chiarezza in me. La pittura è un bellissimo modo di esprimersi, di manifestare sentimenti e pensieri. Credo moltissimo nell’arte-terapia. Quando dipingo entro in armonia con la natura, con me stessa. E’ un lavoro che richiede pazienza, calma, dedizione.

Puoi farci un esempio

Un dipinto in cui emerge la mia personalità è, senza dubbio, uno degli ultimi che ho realizzato: “Lo scioglimento dei ghiacciai”. Sono partita dall’ingigantimento di un’onda, man mano che la realizzavo assomigliava ad un ghiacciaio. Prima di dedicarmi alla pittura ero introversa, dopo, grazie ad essa, ho sciolto tutte le resistenze. Sono uscita dalla comfort zone, mi sono messa in gioco, mi sono lasciata andare. Lo scioglimento dei ghiacciai è, inoltre, segnale tangibile del surriscaldamento globale, divenuto ormai evidente. Sono molto vicina alle problematiche ambientali e dello sviluppo sostenibile.

In quali Maestri del passato ti riconosci?

Van Gogh, Gauguin, Matisse. Nel dipinto “Lungomare di Policoro, ad esempio, il cielo richiama la notte stellata di Van Gogh. Mi riconosco nel loro modo di vedere e anche nel loro “essere fuori dal coro”.

Cosa significa essere una pittrice oggi?

Essere pittrice è una grande sfida. Mettersi in gioco, in questo ambito prettamente digitale, è anche un rischio. È importante, a mio avviso, lasciare un segno, un messaggio alle future generazioni, una traccia di te al di la del tempo. Essere una professionista richiede un grande sforzo: far apprezzare il valore dell’arte.

Hai raggiunto importanti traguardi

Si ho esposto a New York, Parigi, Ostuni, Teramo, Torino, Matera. Sono stata inserita anche nell’Annuario degli Artisti 2020 edito da Mondadori. Parteciperò a novembre alla 31ª edizione della Mostra mercato d’arte moderna e contemporanea di Padova. Continuo a realizzare, inoltre, delle mini tele con cavalletti, piccole pitture da regalare come bomboniera o segnaposto per matrimoni, cresime, prime comunioni, battesimi, compleanni, e che stanno riscuotendo molto successo.

Copyright Foto: Sabrina Pugliese

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