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La Madre – Terza indagine del commissario Gelsomino di Marco Lugli

Gelsomino di Marco Lugli

Genere: Giallo procedurale

Pagine: 352

Prezzo: 19,00 €

«Vide un volto diabolico che la fissava attraverso le palpebre abbassate e che, con un ghigno luciferino, mostrava la sua soddisfazione d’essere venuto al mondo, per conquistarlo. Si ricordò d’essere giaciuta con lo stregone e delle sue parole d’amore. Capì che non solo il suo amore era stato un inganno, ma anche la sua stessa natura di uomo era stata un inganno. Che lui l’aveva scelta per veicolare il Male».

Ha deciso di prendersi una pausa dal lavoro, allontanandosi per un lungo periodo dalla Questura di Lecce, il commissario Gelsomino. E l’ha dovuto fare per il suo bene e per la sua salute, sia fisica che mentale. Sono stati anni molto difficili, complessi e particolarmente stressanti per lui, sia dal punto di vista  professionale che umano. Aggiungiamo poi che il mestiere del poliziotto non è affatto facile e che per pochi soldi sovente chi lo esercita deve trascorrere molto tempo fuori casa, lontano dai propri affetti e dalla propria famiglia. Inoltre, in certi casi è davvero dura non rimanere coinvolti, neanche sul piano emotivo, da alcune situazioni. E che dire dei momenti di debolezza che si possono avere talora con delle indagate e/o delle colleghe? Lo sa bene Gelsomino che, vedovo da troppo tempo, inizia a sentirla l’esigenza di avere una donna accanto a se, pur amando ancora tantissimo la sua Loredana. Esercitava la professione di avvocato penalista ed era una donna affascinante ed elegante, assolutamente vincente sul lavoro. Eppure, nonostante fosse molto impegnata e coinvolta sul lato professionale, aveva espresso più di una volta il desiderio di maternità al marito, che era diventato pazzo di gioia al solo pensiero. E quando poi era davvero in attesa della loro prima creatura, tale sentimento è triplicato, per poi sfociare nel più tetro e vivo dolore, quando la bambina non era mai nata. Ma lei, da donna forte e determinata, aveva deciso di riprovarci. La vita però non le aveva lasciato la seconda possibilità per diventare genitrice e si è vista ammazzare quella volta fuori dal tribunale, dove il giudice aveva appena proclamato innocente il suo assistito, un certo Luca Primiceri, un noto chirurgo accusato di negligenza sul lavoro, che lei aveva fortemente difeso. In pratica sotto i suoi ferri era morto un bambino e la sua famiglia lo aveva denunciato. A farne le spese è stato poi un suo sottoposto che, possedendo un avvocato meno valido del suo, non era riuscito a  discolparsi in maniera convincente agli occhi del giudice. Ma ora, a distanza di molti anni, quello stesso uomo, quel libero professionista, medico affermato e, nel contempo, temuto e criticato nell’ospedale dove lavorava, è stato trovato morto. E la sua morte è stata inscenata seguendo un rito ben preciso e pratiche che mettono in chiara luce un’ ingente carica di odio da parte dell’assassino. O forse sarebbe il caso di dire degli assassini? Gelsomino pertanto, indagando sul caso, una volta ritornato in questura, dovrà fare i conti col passato e in particolare con la dipartita dell’amatissima moglie, perché, in fin dei conti, il passato, a volte, ritorna. E il suo ritorno non è poi sempre così gradito…

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