CULTURA

LA NEVE E IL SUO SIGNIFICATO SIMBOLICO

Neve che turbini in alto e avvolgi
le cose di un tacito manto.
Neve che cadi dall’alto e noi copri
coprici ancora, all’infinito: imbianca
la città con le case, con le chiese,
il porto con le navi,
le distese dei prati…

Immaginate di vedere con i vostri occhi un paesaggio innevato e ascoltare il silenzio della neve che cade…..La poesia “Fior di neve” di Umberto Saba ci immerge in un’atmosfera incantata che ogni inverno si ripete quando la neve candida, simbolo di purezza, ma anche di rinascita e trasformazione, ricopre le nostre case e la natura circostante in un morbido e ovattato abbraccio. Dal punto di vista meteorologico, la neve è un fenomeno atmosferico composto da una moltitudine di cristalli di ghiaccio, tutti diversi tra loro, dalle forme esagonali magnifiche e fini che si formano per il passaggio diretto allo stato solido del vapore acqueo presente nell’atmosfera, quando la temperatura è inferiore a zero gradi centigradi. 

Dal punto di vista simbolico, la neve viene citata nel famoso verso di Isaia (1,18) per purificare i peccati: Anche se i vostri peccati fossero rossi come scarlatto, diventeranno bianchi come neve; mentre nella Bibbia sheleg (neve in ebraico) indica la potenza di Dio. Tuttavia, in Esodo si legge: “Introduci la mano nel petto! Egli si mise in seno la mano e poi la ritirò: ecco la sua mano era diventata lebbrosa, bianca come la neve” con un’accezione negativa per indicare la lebbra e chi che ne veniva colpito era considerato impuro e costretto all’isolamento dal resto del popolo. In molti paesi, la neve viene associata a figure mitologiche e divinità, nell’America del Nord esiste la leggenda dell’Uomo di Ghiaccio, un uomo molto vecchio, dai lunghi capelli bianchi legati in trecce che scioglieva per far scatenare vento, pioggia e neve così da spegnere gli incendi delle foreste; in Russia, il fenomeno della neve è rappresentato dal Nonno di neve, il classico Babbo Natale, e dalla nipote detta Sneguročka, che letteralmente significa “ragazza di neve”, con gli occhi blu come il ghiaccio e dall’abito bianco e celeste, una creatura magica con il potere di comandare i fiocchi di neve trasformandoli in forme diverse. Queste sono solo alcune delle storie fantastiche che popolano le culture straniere, ma tornando all’ importanza climatica e simbolica che riveste oggi questo fenomeno atmosferico, dal 2012, è stata istituita la Giornata Mondiale della neve che viene celebrata nel mese di gennaio. La ricorrenza annuale del World Snow Day, dedicata principalmente ai bambini e alle loro famiglie, è patrocinata ufficialmente dalla Federazione Internazionale dello Sci per celebrare il suggestivo elemento atmosferico che decora di bianco i nostri inverni. L’istituzione ufficiale dell’evento rientra  nell’ambito della campagna “Portiamo i bambini sulla neve”avviata dalla Federazione nel 2007, che mira all’organizzazione di eventi nelle località montane di tutto il mondo cercando di fornire esperienze indimenticabili legate alle bellezze degli ambienti montani imbiancati con l’obiettivo di avvicinare i più giovani agli sport invernali e sensibilizzare il pubblico alla salvaguardia dell’ambiente. Infatti i principi guida delle manifestazioni sono indicati dalle tre E che li sintetizzano: Esplorare, Esaltarsi, Esperienza in relazione alle diverse attività che si svolgono simultaneamente in tutto il mondo con l’intento di diffondere il significato della neve alle generazioni future, insegnare ai bambini a divertirsi sulla neve in sicurezza e mostrare alle persone i benefici per la salute di questi sport. 

La neve continua ad affascinare adulti e bambini, ha un ruolo importante per la salvaguardia del nostro pianeta e in tutto il mondo ha ispirato racconti, poesie e leggende che ne celebrano la magia o ne descrivono stati d’animo, come accade nel racconto finale di “Gente di Dublino”, i Morti, di James Joyce in cui la neve ricopre tutta l’Irlanda, simbolo di distruzione di ogni possibilità di certezza, dove tutto è cristallizzato e l’uomo si trova davanti alle sue debolezze; o ancora Orhan Pamuk, nel suo romanzo Neve, parla di un paese che assiste impotente alla sua dissoluzione e del suo protagonista, un poeta esule che ritorna nella sua città natale dove si abbatte una simbolica tormenta di neve che la isola per giorni, una neve che gli dava sempre una sensazione di purezza che faceva dimenticare la sporcizia, il fango e il buio della città, ma che riesce anche ad incantare donando la speranza di un nuovo inizio e di una rinascita nella natura che ci circonda e in noi stessi.

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