ATTUALITÀ

La nostra democrazia è la più bella del mondo e noi l’abbiamo riposta in soffitta

Passato, presente e futuro non esistono. Viviamo forse in un loop condannato a ripetersi? Se cosi fosse, Atene e Sparta, oggi, rivivrebbero ancora. Sì, perché, sono tre le crisi che si stanno alimentando l’un l’altra, creando così un circolo vizioso: la crisi sanitaria, la crisi economica e la crisi del sistema democratico. Vi starete chiedendo cosa ha a che fare tutto questo con una dicotomia impastata con vigore dalle sabbie del tempo, probabilmente un ideale oligarchico e democratico che non cesserà mai di esistere.

La pandemia da Covid-19 ha generato -o peggiorato, a seconda dei casi- la crisi economica, ma ha solo accentuato la crisi della democrazia a livello globale rafforzando trend negativi già presenti.
Riprendendo quanto scrivono Levitsky e Ziblatt nel loro libro “How democracies die:
What history reveals about our future”
è possibile affermare che le democrazie spesso muoiono lentamente, a causa di scelte politiche che indeboliscono (fino a farle scomparire) le garanzie democratiche e favorendo così l’autoritarismo e tutto ciò che ne deriva.

È innegabile che le tendenze autoritarie riaffiorino con maggior forza nei periodi di crisi.
Non ci deve quindi sorprendere la forte instabilità che stiamo vivendo.

Se la caduta del muro di Berlino nel 1989 e il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991 hanno spianato la strada alla formazione o al ripristino di istituzioni democratiche liberali non solo in Europa orientale, ma anche in America, il periodo di transizione post guerra fredda sembrerebbe ormai al capolinea.

La pandemia globale è capitata in un momento cruciale delle nostre democrazie. Se secondo alcuni esperti le misure del lockdown – dalla chiusura totale al tracciamento – hanno aggravato la crisi della democrazia a livello mondiale, dall’altro lato, se si incrociano vari dati e rapporti pubblicati all’inizio del 2020 – e quindi prima delle conseguenze dovute al Covid-19 – emerge che lo stato di salute del sistema democratico era già fortemente debilitato.

Secondo i dati raccolti da Freedom House – una ong internazionale che conduce attività di ricerca e sensibilizzazione su libertà politiche e diritti umani – la democrazia infatti è in recessione da oltre un decennio – tredici anni per l’esattezza – con una perdita progressiva di paesi che, anziché guadagnare diritti civili e politici, fanno passi indietro. Si parla non a caso di “democrazia in ritirata”, un rapporto uscito a fine 2019 che traccia uno scenario poco consolante.

Green pass e No vax. Non sono i titoli più ricercati e le tematiche recenti più discusse? A proposito di ciò, c’è chi afferma che la nostra democrazia, quella nata il 2 giugno 1946, sia la più bella del mondo e noi negli ultimi tempi non abbiamo fatto altro che riporla in soffitta. Il popolo è ancora sovrano nello scenario degli ultimi anni nelle scelte di vita, politiche e sociali, che lo caratterizzano?

“Noi abbiamo una forma di governo che non guarda con invidia le costituzioni dei popoli vicini, e non solo non imitiamo gli altri, ma anzi siamo noi stessi di esempio a qualcuno. Quanto al nome, essa è chiamata democrazia, perché è amministrata non per il bene di pochi, ma per il vantaggio di molti.”

Tucidide

Questo LXXXIII di Metis Magazine apre il 2022 con un tema davvero affascinante. Sparta vs Atene, due dimensioni agli antipodi, due modus vivendi differenti, due realtà contrastanti su cui, con diversi approcci e senza alcuna pretesa di esser stati esaustivi, avremo modo di tenere compagnia ai nostri lettori nel primo mese dell’anno.

Buona lettura.

Advertisements

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.