LE INTERVISTE

INTERVISTA A SARA SIMEONE, CO-FOUNDER DEL PROGETTO DI RIGENERAZIONE URBANA “NOI ORTADINI”

In una delle periferie di Matera alcuni giovani intraprendenti e appassionati di agricoltura sostenibile hanno dato vita ad un orto di comunità con l’obiettivo di rigenerare l’area e creare uno spazio di aggregazione per chi vi abita. Abbiamo chiesto a Sara Simeone, co-founder di Noi Ortadini, di raccontarci questo ambizioso progetto e di condividere con noi la sua passione verso tematiche ambientali e sostenibili. 

Ciao Sara, grazie per aver accettato di fare l’intervista per Metis Magazine!

Raccontaci qualcosa di te e del tuo rapporto con la natura. 

Ciao e grazie a voi dell’opportunità! Sono tarantina di nascita, cosmopolita di natura e fin da adolescente sono stata vicina alle tematiche ambientali prendendo parte a diverse iniziative culturali e di cittadinanza attiva per contribuire al sogno “un po’ utopico” di creare un’alternativa alla grande industria siderurgica di Taranto che monopolizza l’economia locale e contribuisce alla catastrofe climatica. Ho spesso bazzicato per campagne, borghi e masserie, immaginando modi per riconnettere le città all’universo rurale che le circonda. Ho fatto della sostenibilità un credo, uno stile di vita e ho finito per studiarne la teoria e i modi per metterla in pratica, focalizzandomi sull’ambito turistico-culturale. Al momento vivo a Matera per motivi familiari, amore e lavoro. In quanto cittadina (iper-)attiva, non riesco comunque a farmi mancare il volontariato, che, in questo periodo, svolgo principalmente attraverso l’associazione “Noi Ortadini”.

In cosa consiste il progetto “Noi Ortadini” e che tipo d’impatto sta avendo nella città di Matera.   

Le attività di Noi Ortadini sono partite a marzo 2020, quando Andrea Grieco, fondatore dell’associazione,durante il primo lockdown, ha approfittato per sperimentare le sue conoscenze da biologo, iniziando a fare l’orto nel suo quartiere di Serra Venerdì a Matera. In quel periodo inoltre ha elaborato il progetto European Solidarity Corps per la valorizzazione dell’area, nel quale sono stata coinvolta. Nei mesi successivi, il gruppo si è infoltito con la partecipazione di giovani sia materani sia no, finché abbiamo deciso di costituirci in associazione di promozione sociale con 12 soci fondatori e tanta voglia di fare. I nostri pilastri sono l’agricoltura sostenibile e l’inclusione sociale. Crediamo fortemente nell’importanza di condividere conoscenze tra pari e tra generazioni diverse, realizziamo diverse iniziative fra cui mattinate di orticoltura sociale, clean-up, costruzione fai-da-te con materiale di recupero, eventi di poesia, concerti musicali, giochi linguistici e interculturali, il tutto in collaborazione con diverse realtà del territorio fra cui Basilicata Link. Ognuno di noi ha il suo ruolo, c’è chi si occupa di social media, chi organizza e calendarizza le attività, chi lavora sulla grafica. Io mi occupo delle risorse umane (accoglienza dei soci, team building e messa a frutto delle loro attitudini). L’impatto che abbiamo sulla città di Matera lasciamo che siano i cittadini stessi a raccontarlo nei prossimi anni. Ti invito a venire a trovarci ogni sabato mattina e a chiedere direttamente a chi abita nel quartiere. Per il resto, il nostro sogno è quello di trasformare ogni cittadino in ortolano, o meglio ortadino, per riscoprire attraverso il pretesto del cibo una forte simbiosi con la natura.

Cosa è per te la sostenibilità e come pensi andrebbe divulgata sul nostro territorio?

La sostenibilità per me è un mindset, un complesso di comportamenti e di pratiche che possiamo adottare tutti, sia come singoli cittadini, sia come famiglie, associazioni, aziende e organizzazioni di ogni tipo. Sostenibilità per me significa rendersi conto ogni giorno dell’impatto che abbiamo sugli altri e sull’ecosistema, attraverso ogni piccola azione quotidiana. Sostenibilità significa fare caso, responsabilizzarsi e responsabilizzare, significa proteggere, preservare, mantenere, pensare come se dovessimo vivere per sempre su questa Terra: se non siamo noi, saranno i nostri figli e i figli dei nostri figli. Sostenibilità significa per me ricucire il rapporto fittiziamente separato tra Uomo e Natura: dobbiamo smettere di concepirci come dualità, come mondi distinti. Noi siamo natura ma ce ne tiriamo fuori. Sostenibilità può anche corrispondere al tramandare la sapienza secolare su come vivere frugalmente. Less is more era lo stile di vita, magari involontario, di molti dei nostri nonni. Sostenibilità per me significa fare la spesa con le borse di stoffa, riciclando i sacchetti di carta o di plastica. Significa rifiutare gentilmente quello di plastica quando ci viene offerto. Significa spiegare ai nonni la raccolta differenziata in modo giocoso, andare a lavoro a piedi o in bicicletta, acquistare indumenti e oggetti usati, ripararli quando si rompono. Può anche voler dire non cedere ai bisogni indotti. Può voler dire infinite cose e azioni.

Cosa consiglieresti ai giovani che vogliono creare un business in ambito sostenibile?

Viviamo in un momento storico in cui è crescente l’interesse delle imprese verso la R.S.I. (Responsabilità sociale delle imprese), unitamente a una sempre maggiore massa critica di consumatori e cittadini attenti alla sostenibilità; quindi, si può anche lavorare con questo credo e questa passione, declinandola in diversi ambiti e modi, nell’agricoltura. Per non dire “istruitevi, agitatevi e organizzatevi”, do come consiglio “leggete, informatevi, siate curiosi e perseguite la vostra passione. Tranne se la vostra passione sono le auto, per esempio”.

Nicla Pisciotta di Action Collective, social media manager di Noi Ortadini

Puoi darci qualche anticipazione sulle prossime attività e progetti futuri dei Noi Ortadini?

E’ molto semplice: ogni sabato mattina venite in Vico Gioberti, quartiere di Serra Venerdì a Matera, in Basilicata. Inoltre, terremo dei corsi correlati all’agricoltura sostenibile, e non solo! Sintonizzatevi sui nostri canali.

Grazie Sara per averci portato alla scoperta di Noi Ortadini! Le tue parole risuonano come un messaggio universale per le generazioni future, un invito per tutti a fare della sostenibilità uno stile di vita e a diventare dei cittadini migliori o meglio degli “Ortadini” che rivitalizzano le periferie di verde, natura e spirito di comunità. 

Per contattare i Noi Ortadini:

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Noi Ortadini – YouTube

www.linktr.ee/noiortadini

mail: noiortadini@gmail.com

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