CULTURA

PAROLE, PAROLE, PAROLE…E NON SOLO – L’IMPORTANZA DELLA COMUNICAZIONE

Otto miliardi di persone e un’infinità di modalità di comunicazione. Se ci si riflette verrebbe da aggrovigliarsi le membra. Ma a pensarci bene, ciò in cui sicuramente siamo bravi, è proprio trovare il modo di comunicare.

Dal latino: communicare, mettere in comune, derivato di commune, propriamente, che compie il suo dovere con gli altri, composto di cum insieme e munis ufficio, incarico, dovere, funzione.

Incredibile il valore di questa parola, ed incredibile la profondità intuitiva della sua etimologia.
Consapevole delle proprie responsabilità e forte del proprio ruolo, la comunicazione è un’espressione sociale, un mettere un valore al servizio di qualcuno o qualcosa fuori da sé: non basta pronunciare, scrivere o disegnare per comunicare; la comunicazione avviene quando arriva, quando l’espressione è compresa e diventa patrimonio comune per la costruzione di una discussione, di un sapere, di una cultura.
Propria di ogni essere vivente (chimica, comportamentale o sonora che sia), come umani abbiamo l’ulteriore responsabilità derivante da un linguaggio evolutivamente tardivo, fragile ma raffinatissimo che – noblesse oblige – non possiamo non usare al meglio per aver cura del nostro ambiente di vita, comunicando una cultura elevata nel nostro alto ufficio di ultimogeniti figli maggiori della Natura.

FONTE 

Sin dai tempi più primitivi il modo di comunicare è stato gestuale e verbale. Se è esistito un modo di comunicare solo gestuale, noi non lo conosciamo, né siamo in grado di descrivere il passaggio dalla comunicazione gestuale a quella orale. Ad esempio,il mento dell’uomo di Neanderthal non era adatto ad articolare le parole come facciamo noi, eppure nessuno potrebbe sostenere che non parlava.

Il linguaggio dei gesti può apparire più primitivo di quello della parola perché con esso non si possono esprimere concetti astratti molto sofisticati, ma questo non significa che per secoli e secoli gli esseri umani si siano espressi solo a gesti. Peraltro se l’uso della parola fosse stato consequenziale a quello del gesto, noi oggi parleremmo soltanto. Invece sappiamo bene che un gesto, a volte, è molto più eloquente di mille parole.

La comunicazione genera emozioni: si comunica attraverso la musica, si comunica con lo sguardo, con un sorriso e ciò è un’emozione che non coinvolge solo noi ma anche gli animali che pur non avendo il dono della parola sono in grado di ”comunicare” benissimo.

Massimo Troisi esprimeva molto bene questo concetto in una sua celebra frase sull’amore.

Ma ciò che più di tutti differenzia l’essere umano dagli animali è la comunicazione attraverso la scrittura.

Il genere umano si è evoluto in base a quanto e come ha saputo comunicare, per questo l’evoluzione della nostra specie si è evoluta di pari passo ai suoi mezzi di comunicazione.

E allora come mai ora, nel momento più luminoso della nostra storia, in cui possiamo comunicare in tempo reale in tutto il globo, pare che non abbiamo più niente da dirci?

In questo 84° numero di Metis Magazine abbiamo voluto parlarvi dell’importantissimo tema della comunicazione, dal linguaggio verbale a quello non verbale e della sua evoluzione fino ai nostri giorni in cui la virtualità regna sovrana. A completare il nostro nuovo numero in uscita ci saranno come sempre le nostre interviste esclusive e le immancabili rubriche. Come sempre, senza alcuna pretesa di esaustività, vi invitiamo a non perdervi questo numero di Febbraio.

Buona lettura

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