VISIONI ONIRICHE NELL’ARTE: INTERVISTA ALLA PITTRICE DANIELA BALSAMO

Spicca tra i consolidati talenti dell’arte italiana contemporanea la prismatica pittrice palermitana Daniela Balsamo, capace di trasporre su tela le suggestioni oniriche più intime, la memoria del tempo lassa che staziona su drappi impolverati, ornate tazzine da tè e fotografie ingiallite.

Dalla polifonia dei suoi studi che abbracciano la moda e il design (presso il Polimoda fiorentino e la FIT, Fashion Institute of Technology di New York,  dove ha approfondito le tecniche di fashion illustration), costume e scenografia teatrali e cinematografiche (con collaborazioni eccellenti con registi internazionali come Peter Greenaway e Bob Wilson) e illustrazione editoriale, Daniela Balsamo è in grado di accordare armoniosamente la sua sperimentazione artistica al linguaggio segreto dei sogni sognati.

Oggi l’abbiamo intervistata per voi:

La sua produzione artistica è un vero e proprio viaggio segreto tra conscio e inconscio in cui immagini e suoni si fondono per rintracciare memorie lontane. Come avviene di solito l’ideazione di una sua opera?

Le mie opere nascono tutte da visioni. Alcune arrivano all’improvviso mentre faccio le cose più disparate, cucinare, guidare, fare la spesa al supermercato, altre vengono da sogni, dai quali estrapolo dei frame come fossero fotogrammi di un film e infine alcune mi vengono suggerite da foto e immagini che incontro nelle mie ricerche sul web e che attraverso un processo di associazione mi suggeriscono delle idee per nuove immagini.

Daniela Balsamo, “Mercoledì trascendentale” (Copyright immagine)

Nel suo multi-universo creativo gravitano disegni sottesi alla trama degli oli o degli acquerelli, pittura murale (“Di rose rosse e d’amor fendente”), papiers collés ecollages di oggetti, costumi e maschere utilizzati per allestire una immaginaria scenografia teatrale (“Props”). Dunque, cosa significa quindi per lei fare Arte oggi?

Non so dirti cosa significa fare arte oggi in un mondo così variegato e complesso ma so cosa significa per me. L’arte è un megafono con cui dico quello che penso, quello che sento, racconto del mio rapporto speciale con il mondo onirico, con le percezioni, con una realtà che non vedo, di cui avverto la presenza. Mi piace affrontare temi importanti con ironia e gentilezza e spesso lo faccio utilizzando la chiave del surreale, del paradosso, del cortocircuito.

Daniela Balsamo, “La danza della gru” (Copyright immagine)

Accanto alle dimensioni del sogno, si animano nella sua bottega in via Sciuti, a Palermo, le pennellate intime di ritratti familiari e particolari di scene quotidiane. Quanto è importante per lei, a livello emozionale e anche creativo, il rapporto con la sua sicilianità?

Nei miei lavori cerco sempre di sovrapporre più livelli di lettura, mi piace mischiare le carte e inserire piccoli indizi della mia vita privata, della mia storia. Molte persone trovano conforto riconoscendo oggetti e atmosfere del loro passato, dal servizio da tè della nonna ai dolci delle feste, ma ad una più acuta osservazione non c’è nulla di confortante in quelle immagini forse perché cerco di trasmettere il senso di inquietudine che ha sempre contraddistinto il rapporto con la mia terra. Amore, odio, amore, in un continuo testa a testa dove vince sempre lei e che dopo anni di vita altrove mi ha riportata a sé stabilmente.

Facciamo un gioco: visto che ogni colore è espressione di un linguaggio emozionale dell’inconscio, con che aggettivi, a livello sinestetico, descriverebbe alcuni colori?

Dipingo i miei quadri utilizzando delle palette molto ridotte, al massimo 5 colori. Credo che alcuni colori abbiano dei poteri speciali. Il giallo è potenza pura, il rosa e il turchese raccontano la luce, il viola è più oscuro del nero, ma questa è una visione del tutto personale.

Daniela Balsamo, “Poltrone Blu” (Copyright immagine)

Se potesse incontrare alcuni artisti su di una fumante tazza di caffè quali vorrebbe che fossero? E perché?

Ho molti grandi amori della storia dell’arte ma in questo specifico momento vorrei incontrarne due: Leonora Carrington e Felice Casorati. Due artisti meravigliosi che in modo diverso hanno raccontato un mondo magico e misterioso al quale io mi sento molto vicina.  Leonora, artista surrealista fenomenale di cui il mondo comincia a capire solo oggi la grandezza ha affrontato la sua complessa vita dipingendo senza sosta lontana dal clamore della mondanità e affermando la sua personalità artistica in un mondo di artisti quasi esclusivamente maschi. Di Felice Casorati amo tutte le sue fasi, trovo che sia un pittore magnifico in grado di trasportarmi in una sorta di realtà parallela e se i quadri di Lenora Carrington sono una sinfonia quelli di Casorati sono la magia del silenzio.

Daniela Balsamo, “Di rose rosse e d’amor fendente“, pittura murale, Università degli studi di Palermo (Copyright immagine)

Per scoprire l’arte di Daniela Balsamo, seguitela sul suo profilo Instagram e pagina Facebook.

(Copyright immagine in evidenza)

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