ATTUALITÀ

ERA DELLE MACCHINE? NOI TORNIAMO ALL’ ARTIGIANATO

Ci sono periodi della vita in cui ci si imbatte in nuove, anzi, sarebbe più corretto dire, ritrovate consapevolezze. È il caso dell’hand-made e di tutto ciò che non preveda l’intervento di una macchina per la realizzazione di un capo, oggetto e qualsivoglia preziosità di uso comune oggi giorno.

Siamo stati travolti da un rinnovato interesse ed entusiasmo per tutto quel mondo fatto di persone che ancora credono e investono nel valore delle cose fatte a mano.  L’hand-made, grazie alle potenzialità della rete, sta conquistando sempre più case e sempre più cuori di appassionati. Si sta andando incontro ad una vera rinascita dell’artigianato e della piccola imprenditoria italiana.

Invasi dalla logica della catena di montaggio dove ognuno vede solo un pezzo dell’insieme, la possibilità di creare un oggetto con le proprie mani, o anche solo la possibilità vederlo lì nella propria casa e avere questa consapevolezza, è qualcosa di preziosissimo che andrebbe riscoperto da chiunque.

Sembra paradossale che proprio nell’era digitale in cui le macchine hanno sostituito l’uomo persino per la preparazione di un caffè con un semplice comando vocale, si stia tornando ad apprezzare un lavoro ”maneggiato” direttamente dall’essere umano.

L’Italia è sempre stato un Paese in cui si è dato grande valore all’artigianato e al lavoro manuale in genere. Fin dall’antichità, un falegname o un vasaio erano considerati alla stregua di un pittore o di uno scultore e non si faceva alcuna distinzione tra arte e artigianato.

USANZE MEDIEVALI?

Nel Medioevo cominciano a nascere le prime associazioni e le prime botteghe artigiane, dove venivano mandati i ragazzi, a volte poco più che bambini, per apprendere un mestiere da un artigiano esperto. Nel tempo, gli artigiani sono arrivati a controllare anche la vita politica delle città in cui operavano, partecipando attivamente alle decisioni da prendere per la gestione della comunità. Con l’avvento delle prime industrie, l’artigianato sembrava aver avuto un arresto, ma negli ultimi cinquant’anni si è avuto un processo in controtendenza, con un ritorno al lavoro fatto a mano e all’eccellenza del prodotto artigianale come ci ha confermato anche Roberto Condin mastro artigiano dell’Alto Adige. ( Fonte )

Oggi siamo tornati a dare molto valore all’artigianato e ai prodotti fatti a mano, soprattutto se realizzati con materie prime di qualità. Il ritorno al prodotto originaleunicopersonalizzato e non in serie ha dato nuova linfa a tutte quelle piccole aziende artigiane che avevano visto schiacciare la propria produzione dall’avvento delle industrie.

In Italia, questo ritorno è ancora più evidente, visto che per secoli siamo stati maestri nell’arte del design, della moda, delle ceramiche e dei gioielli.

In questo LXXXIV numero di Metis Magazine abbiamo voluto trattare un tema davvero super attuale che vede sempre più su un livello dicotomico scontrare il lavoro delle macchine con quello manuale. Il tutto è stato affrontato cercando di dare ai nostri lettori diversi punti di riflessione su vari argomenti, arricchendo il numero con le interviste esclusive e le nostre immancabili rubriche. Senza alcuna pretesa di esaustività, vi invitiamo a non perdervi questo numero di Marzo.

Buona lettura.

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